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domenica 26 ottobre 2014

Il bene e il male secondo Einstein

Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni ponendo la seguente domanda: “Dio creò tutto quello che esiste?“
Un alunno rispose con coraggio: ”Sì, Lui creò tutto…“

“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro. Sì signore, rispose il giovane.

Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico”, fu la risposta del professore. Il giovane si alzò e chiese: ”Professore, il freddo esiste?”
“Però! Che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”

Il ragazzo rispose: “In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore.

E ditemi, esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”. Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!… Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”.

Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?” E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”

Lo studente rispose: “Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male... Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.

Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”
La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein

Fonte: http://www.barbarabardi.it/einstein.html

sabato 10 novembre 2012

Vasile Droj: l'uomo che superò la luce già 30 anni fa

Questo articolo scritto da Angela Grazia Arcuri potrete leggerlo nella versione integrale cliccando qui


I risultati di Ginevra convalidano i calcoli di Droj e viceversa

    Albert Einstein ebbe già a rivoltarsi nella tomba quando, agli inizi degli anni ’80, lo studioso rumeno Vasile Droj osò l’inosabile pubblicando il frutto dei suoi calcoli matematici relativi alla velocità della luce,  sconvolgendo così la formula E = mc2 (Energia = massa moltiplicata per velocità della luce al quadrato) in E = mc24 !
   Droj, infatti, già dal 1984 fu folgorato da stupefacenti intuizioni. E, nella sua testardaggine di figlio dell’Est, dopo laboriose operazioni arrivò a risultati a dir poco sorprendenti. Purtroppo, la situazione politica del suo Paese – con la dittatura di un Ceausescu – lo costrinse ad andarsene dalla Romania e venire in Italia. Droj vive ormai a Roma dal 1988, un anno prima della caduta del Muro di Berlino.
   Da un breve stralcio delle sue relazioni, che avemmo il piacere speculativo di tradurre in inglese per sua facilità di comunicazioni internazionali, egli a suo tempo osservava come “…l’Universo esteso per decine di miliardi di anni-luce in tutte le sue direzioni non può essere assoggettato ad una “velocità da lumaca” come quella della luce, cui occorrono miliardi di anni per portare una semplice informazione da una parte all’altra. Il principio dell’integrità e della funzione normale di un qualunque aggregato o organismo, sia esso anche l’Universo, richiedono per forza velocità superiori a quella conosciuta per poter comunicare in tempo reale le interrelazioni integrative alla sua sopravvivenza.”.
    La grande creatività di Einstein, secondo Droj, si fermò ai primi gradini della porta dell’Universo e cioè alla soglia del secondo Cosmo, “c2” , come  evidente dalla famosa formula.  Lo studioso rumeno dimostrò invece, dopo mesi di  calcoli matematici  incrociati, l’esistenza di altri 24 Cosmi che, in  espansione progressiva, costringono la luce ad una velocità esponenziale.  Secondo Droj, l’Universo è “ un colossale “ Sferone”, i cui componenti  sono organizzati e strutturati sulla base della loro velocità e del passaggio  tra un  cosmo  all’altro” ,  similmente a quanto avviene nel cambio da una marcia all’altra di un’autovettura.