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lunedì 5 gennaio 2015

Ciao Pino. Grazie!


ue' Pinuccio! Sei stato la colonna sonora di una parte importante della mia vita. E fra noi c'era feeling (ne ho avuto la conferma anche dopo aver partecipato all'ennesimo concerto -non me li perdevo quando mi era possibile esserci!- ma non solo per questo). Incontrai uno dei tuoi collaboratori (sinceramente non ricordo chi fosse ma ti era molto vicino) durante una cena dal "sor Augusto" a Trastevere. Mi riconobbe e fu lui ad avvicinarsi e a dirmi: "tu c'eri... sei stata la prima ad alzarti e a partecipare attivamente". 
Me lo ricordo ancora questo episodio nonostante siano passati 30 anni... e ancora oggi non mi capacito del fatto che in mezzo a tanta gente, di sera, semi-buio, dopo un bel po' di giorni trascorsi dal concerto si era ricordato di me... Si, eravamo tutti seduti, quasi in contemplazione, ascoltando la tua musica, ma poi ad un certo punto è scattato un qualcosa in myself che mi ha spinto ad alzarmi e ad avvicinarmi al palco... 


Questa canzone invece mi ha aiutata in un momento davvero particolare e doloroso (la partenza di sister Mary), ed è per questo che la posto qui, prima dell'articolo de "il mattino" di Napoli. 

Ciao guaglio'! Grazie. E mo... nun te scurdà ...salutame a sorema!

Sara'
Voglio vedè' a Maria
ccà s'è fermato Dio e po'
un altro mondo cresce in fretta
e cambierà
io sto tornando meno male
non ci volevo stare più
Parlate cu Maria
'sta terra è 'na pazziae po'
'o core nun se venne
e c'è chi capirà
e tutti imparano a spiegare
qualcosa che rimane

Sarà
un'altra strada che ci sarà
e forse arriveremo in tempo
Sarà
tutto in un momento

Puorteme 'nterra 'a rena
addò nun ce sta pere e po'
sputa 'nfaccia a chi te sfotte
e nun te dà
non si può vivere e guardare
qualcosa che fa male

Sarà
un'saltra strada che ci sarà
e forse arriveremo in tempo
Sarà
Tutto in un momento... 


 

E' morto Pino Paniele: il mondo della musica è sotto choc. Il cantante napoletano stroncato da un infarto. Colpito da malore nella sua casa in Toscana, avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo. Sui social network messaggi di addio di altri artisti: Eros Ramazzotti, Clementino, Negramaro, Fiorella Mannoia, Laura Pausini e Tiromancino.
PER APPROFONDIRE: pino daniele
di Federico Vacalebre
   
VIDEO - PINO DANIELE CANTA NAPULE È
Napule è attonita, silenziosa, si sveglia di notte: telefonini, radio, televisioni rilanciano la notizia, sperando di aver preso un granchio. È morto Pino Daniele. Napule è il silenzio della ricerca febbrile della conferma. Ma è vero? Il cellulare del musicista suona senza che nessuno risponda, quello dei suoi familiari e collaboratori pure. Poi la notizia drammatica trova conferma nelle parole sconvolte del figlio Alessandro, della figlia Sara, del manager Ferdinando Salzano, che era stato fino a ieri con lui sulle nevi di Courmayeur, dove il Nero a metà che non c'è più si era esibito per l'ultima volta, in diretta su Raiuno nella notte di Capodanno.
Il bluesman era a Magliano, in Toscana, suo buon retiro, con la figlia Cristina, in famiglia. Ha avuto un infarto nella notte, inutile la corsa all'ospedale più vicino. Brutto anno, orrendo, quello che si apre così, era successo con Gaber e con De André, Napoli perplessa e attonita al nunzio sta.
Il cantautore che l'ha saputa cantare e incantare come nessuno mai prima, se n'è andato nella notte tra il 4 e 5 gennaio, tradito dal suo cuore matto: era il suo punto debole, «'O saie comme fa 'o core», aveva scritto con l'amico Massimo Troisi, con cui divideva la malattia cardiaca, ora il destino. Era felice Pino nei giorni scorsi, il tour di «Nero a metà» - l'abbiamo salutato, è difficile scrivere «per l'ultima volta», al Palapartenope, il 16 e 17 dicembre scorso, con la superband e i lazzari felici che si erano uniti a lui - gli aveva suggerito progetti, come un festival del mediterraneo, nella sua città, ponte ideale verso mille mondi di «mille culure». Non li vedremo mai quei progetti, non li compirà mai quei sessant'anni che si preparava già a festeggiare il 19 marzo.
Non lo vedremo più, continueremo ad ascoltarlo, nelle prossime ore come una mantra che non avremmo mai voluto incontrare sulla nostra strada, quello dell'assenza che è un assedio. Il profluvio di messaggi nella notte, notte nera, funesta, di cattivi pensieri, dice quanto e come lo portassimo dentro tutti quel ragazzo del centro storico, cresciuto con le zie perché i genitori non ce la facevano a sfamare tante bocche, quell'americano di una Napoli che voleva cambiare, che sognava di essere Elvis Presley, Bob Dylan, Eric Clapton. Il suo primo gruppo si chiamò Batracomiomachia, poi nel '75 Daniele incontrò il nero a metà originale, Mario Musella, voce degli Showmen, prestando la sua chitarra a un brano rimasto inedito fino al 2012. Poi impugnò il basso in tour con Bobby Solo e un giorno si presentò a James Senese, nero fuori, napoletano verace, ormai ex Showmen e alla testa dei Napoli Centrale: «Ciao, sono Giuseppe Daniele, mi piace la musica che fai, te vulesse incuntra'». I due si incontrarono, divennero «brothers in soul», inseparabili, veracissimi, americanissimi.
continua a leggere qui: http://www.ilmattino.it/SPETTACOLI/MUSICA/morto-pino-daniele/notizie/1101159.shtml

Ciao uaglio'. Continuerai ad esserci e ad essere attraverso la tua "musica musica (è tutto quel che ho)" quello che per me sei sempre stato: la colonna sonora della mia adolescenza e maturità. C'era feeling, sì, e se c'era prima sono certa che ci sarà anche dopo questa tuo ritorno a casa. Azz! che sorpresa che ho trovato stamattina.
Vabbuo' ja ... nu fa nient'... facimmece nu blues! (frase tua, durante un concerto ^_^)
Fai buon viaggio e quando vedrai a sorema scommetto che la canterete insieme questa canzone che prima cantavano noi a squarciagola:
www.youtube.com/watch?v=aZHmWnC-Tb0
oi nè comm è bello a sta cu' te...


e ora (6.1.2015) condivido l'annuncio del sindaco Luigi de Magistris che, devo dire, ha scelto una foto giusta per ricordare anche Massimo (entrambi avevano gli stessi notevoli problemi di cuore, eppure... sono riusciti a scippare i nostri di cuori con le manifestazioni artistiche delle loro anime belle)


Siamo felici che la famiglia di Pino Daniele abbia accettato la nostra disponibilità ad ospitare per l'ultimo saluto le ceneri di Pino e rendergli così il doveroso e solenne omaggio della città. Tutta Napoli, ne sono certo, verrà a salutare nei prossimi giorni al Maschio Angioino il suo Pino, il nostro nero a metà.
Poi studieremo con la famiglia, con gli amici e con i napoletani come rendere ancora più lungo e caloroso l'abbraccio di Napoli, e non solo, a chi ha rappresentato la colonna sonora di milioni di vite.


https://www.youtube.com/watch?v=AQWpKeVOxj0

domenica 4 gennaio 2015

Il Vaso della Felicità




Elisabeth Gilbert ha condiviso su facebook questo esercizio che da anni fa e propone. Ho deciso di tradurre il suo post, certa che sarà di enorme aiuto e sostegno per tutti voi.

"Carissimi,
Eccoci alla fine dell’anno e così ho pensato che potesse essere un buon momento per presentare a tutti voi il concetto del Vaso della Felicità.
Qui sono io col mio!
Cos’è un Vaso della Felicità? E’ la cosa più semplice al mondo. Prendete un vaso (o una scatola, o un contenitore qualsiasi) e ogni giorno, alla fine della giornata, prendi un foglietto e vi scrivi il momento più felice del giorno.
Lo fate anche nelle giornate schifose, perché anche in quelle giornate c’è un momento più bello (o almeno un momento che è il meno peggio).
E poi metti il foglietto nel vaso.
Nel corso degli anni avrai una documentazione della tua felicità.
Nelle brutte giornate, metto la mano in quel vaso e pesco – prendendo una manciata di grandi momenti che avrei assolutamente dimenticato se non li avessi documentati.
Faccio questa pratica da anni, e mi piace tantissimo.
Se la mia casa andasse a fuoco, questo sarebbe l’unico oggetto materiale che prenderei prima di correre fuori dalla porta… perché cosa c’è dentro questo vaso? ECCO COSA: il punto centrale di questa vita.
Nel corso degli anni il mio Vaso della Felicità mi ha insegnato molto. Ciò che mi stupisce continuamente è quello che scivola sulla carta ogni giorno. Non eventi sbalorditivi, non grandi acquisizioni: normalmente solo cose piccole e minuscole, un momento di consapevolezza… quel momento in cui esci e tra la casa e la macchina vieni colpito in testa da un raggio di sole e all’improvviso ti senti inondato di gratitudine semplicemente per il fatto di essere vivo e pensi: “Sì, è così”.
E’ solitamente qualcosa di piccolo, e qualcosa di grande.
So che molti di voi hanno iniziato anch’essi questa pratica, e mi piacerebbe vedere la foto del vostro vaso e sentire come lo avete adattato alla vostra vita. Mi piace la donna che ne ha messo uno in mezzo al tavolo del soggiorno e ogni giorno lei e i suoi bambini ci mettono qualcosa: che fantastica pratica familiare! E la donna che la scorsa settimana mi ha scritto che aveva avuto l’anno più duro della sua vita, ma aveva continuato a portare avanti la pratica del Vaso della Felicità e oggi, l’ultimo giorno dell’anno, prenderà ogni pezzettino di carta del vaso per ricordare che persino adesso, nei momenti più duri, c’era sempre stato un buon momento al giorno.
Quindi se qualcuno vuole iniziare questa pratica domani... Un nuovo anno è sempre un buon momento per incominciare!
Mando amore e, naturalmente, auguro a tutti voi un abbondanza di Momenti Felici nel 2015.
EG"

domenica 21 settembre 2014

Dedicato alle mie "sorelle"

Un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere tè ghiacciato.
Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell'età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un'occhiata serena e intensa alla figlia.

"Non dimenticare le tue Sorelle"! raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di tè sul fondo di vetro.
"Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto. Ricordati di fare delle cose con loro. Ricordati che "Sorelle" significa TUTTE le donne. Le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno".

"Ma che strano consiglio!" pensò la giovane donna "non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto cià di cui ho bisogno per realizzarmi"!

Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed il numero delle "sorelle" crebbe ogni anno di più.
Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano.
I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L'amore scolorisce o svanisce.
Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono.
Non importa quanto tempo e quante miglia ci sono fra voi. Un'amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta. A volte, infrangeranno le regole e cammineranno al tuo fianco.

Questo messaggio mi è arrivato con la "clausola" di passarlo a tutte le donne che almeno una volta o più mi hanno aiutata a sorridere.
FALLO ANCHE TU.
Alle amiche di ieri e di oggi...
Quando ero bambina pensavo che l'amica era una sola: l'amica del cuore!
Crecendo ho capito che si da il meglio di sé in tante amiche...
 

Di una hai bisogno quando hai problemi sentimentali. Di un'altra quando hai problemi con tua mamma. Ad un'altra parlerai dei tuoi figli e delle tue attività. Un'altra ancora sarà una compagna ideale per fare shopping, scherzare, ridere insieme...
Un'amica ti dirà "piangeremo insieme", un'altra "litigheremo insieme", un'altra "andiamo tutte insieme"...
Un'amica saprà dei tuoi bisogni spirituali, un'altra del tuo debole per le scarpe, un'altra della tua passione per il cinema, un'altra sarà con te quando ti sentirai confusa, un'altra ancora ti aiuterà a chiarirti le idee.
Forse per qualcuna tutte queste personalità sono concentrate in un'unica donna, per qualcun'altra sono diverse: una della quinta elementare, una delle superiori, un'altra ancora dell'università, un'altra di un lavoro precedente, e altre volte è la tua mamma, la tua vicina, tua sorella, o forse tua figlia...
Ma non importa se è stata la tua amica per 20 minuti o per 20 anni...
 Questo messaggio è dedicato a tutte le donne che hanno un posto nel tuo cuore e che hanno lasciato un segno nella tua vita.

venerdì 24 gennaio 2014

Comprendere le leggi dell'anima

Energia della settimana (Mishpatim) di Rav Berg

Esodo 21:01 dice: "Questi sono i giudizi che dovreste mettere dinanzi a loro"

Rav Shimon ci spiega nello Zohar che, la porzione di Mishpatim non è semplicemente una discussione su questioni riguardanti tribunali e sentenze, ma piuttosto sulle leggi relative alla reincarnazione delle anime: a seconda della condotta dell'anima, sarà conseguente la punizione o la ricompensa.

Sono questi due concetti contraddittori? No, sono la stessa cosa.

La Bibbia narra l'episodio in cui il padrone dovrebbe dare allo schiavo una moglie che è di altra nazione e che la moglie e i figli di questa unione appartengono al padrone, e sta per lasciare il padrone da solo.

Questo versetto, e ciò che implica, non lascia troppe persone soddisfatte.

Il Talmud dice che, la ragione per cui questa persona si trova in stato di schiavitù è perché aveva rubato e ora deve restituire ciò che ha rubato. Il sistema di punizione, secondo la Bibbia, è diverso dal sistema che esiste nella nostra società di oggi, dove la persona che perpetra un reato, se è ricco, deve pagare. Se non è ricco, egli è mandato in prigione come punizione.

Questo non è il sistema della Bibbia.

Il sistema della Bibbia è che se qualcuno ruba, lui o lei non va in galera, il punto è la sanzione. Se qualcuno ha rubato soldi a un altro e non ha cosa mangiare, la Bibbia dice che questa persona deve lavorare e ripristinare la mancanza materiale che ha creato. Se ci fosse una lotta, un crimine in cui una persona ha colpito un'altra, non viene immediatamente incarcerato, ma piuttosto deve lavorare per pagare i danni che lui ha provocato, non solo come punizione, ma in modo che lui non potrà, mai più, farlo.

Il sistema di oggi è fallito. Una volta che le persone sono in carcere, e poi vengono rilasciate, le statistiche mostrano che circa l'80 % di queste persone tornerà in carcere. Il Talmud dice che quando l'autore del reato è stato venduto ed è indicato come uno schiavo, stiamo parlando di un'anima che è imprigionata in un corpo particolare, e che ci sará una grande quantità di dolore. Questo è il castigo per l'anima che non ha esercitato un'influenza adeguata sulla coscienza del corpo.

Inoltre come poteva Dio dare una moglie di un'altra nazione a questo schiavo, dal momento che nella Bibbia si afferma, chiaramente che, avere rapporti con una donna di altra nazione non è consentito, e che, una bambina, venduta dal padre come schiava, viene trattata in modo diverso rispetto ad un figlio maschio che viene venduto come schiavo.

Lo Zohar spiega che ci sono cinque diversi livelli dell'anima, ogni anima ha il livello di Nefesh, Ruach, Neshamah, Chaya e Yechida, e a noi è richiesto, in questo mondo, di ripristinare questi livelli e rimuovere il Pane della Vergogna ed elevare le nostre anime. Quando un individuo è venduto come schiavo o qualcuno commette un reato, dobbiamo capire che questi “reati” hanno a che fare con l'anima che non ha realizzato alcun innalzamento del suo livello. Quando la Bibbia dice “la figlia” si riferisce al livello di Malchut, ed il figlio si riferisce a “Zeir Anpin” e non letteralmente a un figlio o a una figlia.

Il Talmud e lo Zohar spiega che la differenza tra il tempo prima del Mashiach (Messia ) e ciò che verrà dopo il Mashiach, è solo se una persona sarà connessa a Malchut o meno. In altre parole, nulla cambierà, tranne che non saremo più soggetti all'influenza di Malchut, che è il desiderio di ricevere solo per il Sé, l'influenza di Satan. Il povero non dovrà più guardare come si può diventare ricchi. Ognuno sarà in grado di guarire se stesso e tutti saranno soddisfatti nella loro specifica posizione.

Oggi, l'influenza di Malchut è tale che, la maggior parte delle persone non è felice perché tutti sono alla ricerca ,in qualche modo, di realizzare ciò di cui sentono la mancanza. Lo Zohar dice che le persone di cui stiamo parlando, in questa sezione, sono persone che sono al livello di Nefesh, e che sono ancora coinvolte con il livello di Malchut e non con qualcuno che viene da un'altra nazione.

Si sta discutendo di livelli di anime. La parola che usa la Bibbia è “kana'ani”, che indica qualcuno che è uscito dallo schema della legge e dell'ordine dell'universo.

Ci sono alcuni principi che mantengono l'equilibrio nell'Universo. Quando qualcuno viola queste leggi, ci riferiamo a chi commette un reato, la sua anima è contaminata. Ha ricevuto un'anima che avrebbe potuto elevarsi a Zeir Anpin e si è invece connesso a Malchut mettendosi fuori delle regole della natura e che coinvolgono l'intero universo, dal punto di vista quantico.

Anche l'interpretazioni dello Zohar non sia letterale, tuttavia, Mishpatim non parla solo di leggi riguardanti la reincarnazione, ma anche come possiamo applicarla, nelle nostre vite, quando comprendiamo il nostro processo di reincarnazione e, allora, potremo relazionarci alle persone molto diversamente da come siamo soliti fare.

giovedì 23 gennaio 2014

Il Creatore è ingiusto?

tramite Kabbalah Centre Italy - pubblicato il 22 gennaio 2014
L'UNIVERSO CI È FAVOREVOLE

CONCETTI KABBALISTICI
DI CHAIM SOLOMON

La vita a volte sembra molto ingiusta, non è vero?

Persone buone che soffrono, gente cattiva che ha tutte le fortune. Alcune persone nascono ricche, altre povere, alcuni sani, altri malati, alcuni in buone famiglie, altri in famiglie difficili, alcuni intelligenti, altri non così intelligenti. E così si potrebbe andare avanti e avanti, con un lungo elenco di cose giuste e ingiuste.

Tuttavia, possiamo davvero credere che il Creatore permetterebbe ingiustizie?

Il Creatore è ingiusto e fa favoritismi?

Sono sicuro che ognuno di noi ha esempi personali di ingiustizia. Il mio elenco è cominciato quando avevo 12 anni ed è morta mia nonna. Quello fu il mio primo incontro con la morte. Il rabbino mi diceva che non sappiamo qual'è il disegno di Dio e non potevamo sapere perché Dio mi avesse portato via mia nonna. Potete immaginare quali fossero i miei sentimenti verso Dio in quel momento nella mia vita? Non era molto buoni. Nel corso dei successivi otto anni, persi tutti i miei nonni, mia zia, mia cugina e mia madre. La morte di mia madre, fu il dolore che alla fine mi mi fece rivedere le mie credenze su Dio e sul nostro scopo in questo mondo. Per fortuna, in quel periodo mi avvicinai al Kabbalah Centre. Attraverso gli insegnamenti del Centro, sono stato in grado di trovare quelle risposte che mi hanno aiutato ad eliminare la mia rabbia e il mio risentimento verso il Creatore, e mi hanno portato più vicino alla sua Luce.

La vera ingiustizia è ciò che le religioni - tutte le religioni - hanno portato avanti con l'aiuto dello Sfidante, (vedi il libro "Satan: An Autobiography ") per indurci a credere che il Creatore, la Forza della Luce, può essere ingiusto e ingiusta, e facendo credere che il Creatore possa dare e togliere la vita in modo casuale o capricciosamente e possa essere fonte di caos.

L'UNIVERSO CI È FAVOREVOLE

CONCETTI KABBALISTICI
DI CHAIM SOLOMON 

22 GENNAIO 2014

La vita a volte sembra molto ingiusta, non è vero ? 
Persone buone che soffrono, gente cattiva che ha tutte le fortune. Alcune persone nascono ricche, altre povere, alcuni sani, altri malati, alcuni in buone famiglie, altri in famiglie difficili, alcuni  intelligenti, altri non così intelligenti. E così si potrebbe andare avanti e avanti, con un lungo elenco di cose giuste e ingiuste.

Tuttavia, possiamo davvero credere che il Creatore permetterebbe ingiustizie ?

Il Creatore è ingiusto e fa favoritismi ?

Sono sicuro che ognuno di noi ha esempi personali di ingiustizia. Il mio elenco è cominciato quando avevo 12 anni ed  è morta mia nonna. Quello fu il mio primo incontro con la morte. Il rabbino mi diceva che non sappiamo qual'è il disegno di Dio e non potevamo sapere perché Dio mi avesse portato via mia nonna. Potete immaginare quali fossero i miei sentimenti verso Dio in quel momento nella mia vita? Non era molto buoni. Nel corso dei successivi otto anni, persi tutti i miei nonni, mia zia, mia cugina e mia madre. La morte di mia madre, fu il dolore che alla fine mi mi fece rivedere le mie credenze su Dio e sul nostro scopo in questo mondo. Per fortuna, in quel periodo mi avvicinai al Kabbalah Centre. Attraverso gli insegnamenti del Centro, sono stato in grado di trovare quelle risposte che mi hanno aiutato ad eliminare la mia rabbia e il mio  risentimento verso il Creatore, e mi hanno portato più vicino alla sua Luce.

La vera ingiustizia è ciò che le religioni - tutte le religioni - hanno portato avanti con l'aiuto dello Sfidante, (vedi il libro "Satan: An Autobiography ") per indurci a credere che il Creatore, la Forza della Luce, può essere ingiusto e ingiusta, e facendo credere che il Creatore possa dare e togliere la vita in modo casuale o capricciosamente e possa essere fonte di caos.

Il Creatore è l'essenza ultima di amore, compassione, cura, e tutti gli aspetti della piena realizzazione. Pertanto, kabbalisticamente parlando, il Creatore non può essere fonte di dolore, sofferenza e caos, perchè queste cose non esistono nel Creatore. Come Rav Berg e Karen Berg sempre ci ricordano, "La luce non può creare oscurità, solo la Luce può rimuovere il buio."

Il punto di questo mio articolo è quello di comprendere quale lezione possiamo ricavare dalla porzione di Mishpatim, e come possiamo sfruttare al massimo la sua energia.

I Kabbalisti ci insegnano che l'universo funziona con la legge di causa ed effetto, senza alcuna eccezione. Ogni azione che una persona intraprende, crea una reazione corrispondente nella sua vita. Ad esempio, se una persona, fuori di sé per la rabbia,  fa male ad un'altra, poi in futuro qualcuno agirà con rabbia nei suoi confronti. 

In entrambi i casi, lo scopo è quello di superare la rabbia e trasformare l'energia emotiva della rabbia in un'azione di tolleranza, perdono e compassione. Questo è ciò che i Kabbalisti chiamano Tikun, o 'correzione'. Se una persona non trasforma la sua rabbia, situazioni simili continueranno a verificarsi fino a quando a quella persona imparerà a trasformarla.

Tutti i comportamenti reattivi di una persona generano lo stesso tipo di processo. 
Nel processo di trasformazione, una persona che converte la sua tenebra in  Luce e il suo caos in armonia e ordine, farà risplendere la sua  Luce nel mondo, a beneficio di tutti.

La prima parte della porzione Mishpatim dello Zohar,  riguarda la reincarnazione, per  aiutarci a capire che non tutti gli effetti o conseguenze delle nostre azioni si verificano in una sola vita. Talvolta, le azioni avranno effetti, nel corso della vita successiva. Questo è il motivo per cui ci sono così tante cose che appaiono inique o ingiuste nella vita presente e questo spiega anche perché le persone nascono in certe circostanze piuttosto che altre.

Immaginate che una persona sia stata meschina in una vita passata, nella loro prossima vita quelle persone potrebbero tornare come genitori meschini, fratelli, amici, insegnanti, ecc . E' importante che teniamo a mente che lo scopo di queste situazioni è  dare alla persona la possibilità di 'pagare' il suo debito spirituale, derivante dalle azioni delle vite passate e avere un comportamento, in questa vita,  più in linea con la Luce.

Senza la comprensione di cosa sia la reincarnazione, come parte del processo del Tikun, sicuramente i nostri cinque sensi vedranno molte ingiustizie nel mondo. 
Se si applica la saggezza della Kabbalah, allora vedremmo come nell'universo la legge  di causa ed effetto è perfettamente bilanciata. Anche quando non vediamo l'equilibrio, nell'armonia tra azione e reazione, tuttavia ci aiuterà nella nostra vita ad avere un approccio proattivo, facendo della condivisione la modalità di risposta ad ogni situazione nella nostra vita.

Inoltre, è molto importante evitare l'utilizzo di questa conoscenza  per giudicare le persone che si trovano in situazioni difficili, o per chiudere con loro con un pensiero del tipo: " Va bene, lo meritano da una vita passata!" 
Noi, “spettatori”, non siamo qui  solo per sederci a guardare la negatività del mondo e non fare nulla per cambiarla,  perché crediamo che sia tutto causa ed effetto. 
Ognuno di noi ha il compito di risvegliare al proprio interno maggiore compassione verso gli altri. 
Noi tutti abbiamo lo scopo di agire condividendo la nostra Luce, in modo che anche altri possano avere un risveglio spirituale, e così facciano brillare sempre più Luce nel mondo, contribuendo così, ad eliminare ogni forma di negatività nell'umanità.
 
Il Creatore è l'essenza ultima di amore, compassione, cura, e tutti gli aspetti della piena realizzazione. Pertanto, kabbalisticamente parlando, il Creatore non può essere fonte di dolore, sofferenza e caos, perchè queste cose non esistono nel Creatore. Come Rav Berg e Karen Berg sempre ci ricordano, "La luce non può creare oscurità, solo la Luce può rimuovere il buio."

Il punto di questo mio articolo è quello di comprendere quale lezione possiamo ricavare dalla porzione di Mishpatim, e come possiamo sfruttare al massimo la sua energia.

I Kabbalisti ci insegnano che l'universo funziona con la legge di causa ed effetto, senza alcuna eccezione. Ogni azione che una persona intraprende, crea una reazione corrispondente nella sua vita. Ad esempio, se una persona, fuori di sé per la rabbia, fa male ad un'altra, poi in futuro qualcuno agirà con rabbia nei suoi confronti.

In entrambi i casi, lo scopo è quello di superare la rabbia e trasformare l'energia emotiva della rabbia in un'azione di tolleranza, perdono e compassione. Questo è ciò che i Kabbalisti chiamano Tikun, o 'correzione'. Se una persona non trasforma la sua rabbia, situazioni simili continueranno a verificarsi fino a quando a quella persona imparerà a trasformarla.

Tutti i comportamenti reattivi di una persona generano lo stesso tipo di processo.
Nel processo di trasformazione, una persona che converte la sua tenebra in Luce e il suo caos in armonia e ordine, farà risplendere la sua Luce nel mondo, a beneficio di tutti.

La prima parte della porzione Mishpatim dello Zohar, riguarda la reincarnazione, per aiutarci a capire che non tutti gli effetti o conseguenze delle nostre azioni si verificano in una sola vita. Talvolta, le azioni avranno effetti, nel corso della vita successiva. Questo è il motivo per cui ci sono così tante cose che appaiono inique o ingiuste nella vita presente e questo spiega anche perché le persone nascono in certe circostanze piuttosto che altre.

Immaginate che una persona sia stata meschina in una vita passata, nella loro prossima vita quelle persone potrebbero tornare come genitori meschini, fratelli, amici, insegnanti, ecc . E' importante che teniamo a mente che lo scopo di queste situazioni è dare alla persona la possibilità di 'pagare' il suo debito spirituale, derivante dalle azioni delle vite passate e avere un comportamento, in questa vita, più in linea con la Luce.

Senza la comprensione di cosa sia la reincarnazione, come parte del processo del Tikun, sicuramente i nostri cinque sensi vedranno molte ingiustizie nel mondo.
Se si applica la saggezza della Kabbalah, allora vedremmo come nell'universo la legge di causa ed effetto è perfettamente bilanciata. Anche quando non vediamo l'equilibrio, nell'armonia tra azione e reazione, tuttavia ci aiuterà nella nostra vita ad avere un approccio proattivo, facendo della condivisione la modalità di risposta ad ogni situazione nella nostra vita.

Inoltre, è molto importante evitare l'utilizzo di questa conoscenza per giudicare le persone che si trovano in situazioni difficili, o per chiudere con loro con un pensiero del tipo: " Va bene, lo meritano da una vita passata!"
Noi, “spettatori”, non siamo qui solo per sederci a guardare la negatività del mondo e non fare nulla per cambiarla, perché crediamo che sia tutto causa ed effetto.
 
Ognuno di noi ha il compito di risvegliare al proprio interno maggiore compassione verso gli altri.
Noi tutti abbiamo lo scopo di agire condividendo la nostra Luce, in modo che anche altri possano avere un risveglio spirituale, e così facciano brillare sempre più Luce nel mondo, contribuendo così, ad eliminare ogni forma di negatività nell'umanità.

Preghiera al Sacro Femminile


Posted by Tanja su Risveglio Di Una Dea - 22/01/2014
 
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Saluto il Femminile Sacro e sento la sua presenza
 che si manifesta nel mio essere,
 attraverso i miei pensieri, parole ed azioni.

Lascio che la Divina Presenza della Madre Cosmica
 mi guidi con la sua infinita saggezza.

Lei sta arrivando, sento la sua danza!
 Sta parlando, ho sentito la sua canzone d’amore!
 Lei è dentro e fuori tutte le cose nella semplice perfezione
 e il suo Tempio Sacro è il mio corpo di donna.

Il suo pensiero ora è il mio pensiero.
 Penso solo all’Amore,
 sento l’Amore,
 tutto quello che vedo è Amore.

Il mondo che vedo è il risultato della mia percezione d’Amore
 e così creo la mia realtà.

Benedico il mio giorno e onoro in me la Dea dai mille nomi
 e così creo la magia che mi illumina e mi protegge.

Saluto la mia sera e onoro in me la Madre Luna,
 che con le sue fasi influenza il mio corpo femminile sacro,
 e così sono in buona salute
 e in connessione con i miei cicli femminili
 e in perfetta armonia.

Saluto l’Inconoscibile,
 e così conservo e onoro la potenza occulta in me.

Saluto la Forza e la Naturalezza
 così che Madre Terra mi protegga.

Io sono nel Nord, nell’Est , nel Sud e nell’Ovest .
 Io onoro la terra sulla quale cammino,
 l’acqua che bevo e il cibo che mangio.

Io so che tutto quello che faccio su questa terra
 tornerà a me e ai miei discendenti,
 E così mi collego al cuore di Gaia
 e alla sua materna protezione .

La Dea si prende cura del mio corpo e della mia anima
 E quindi sono in perfetta sincronia con l’Universo.

Nel mio cuore fluiscono i suoi insegnamenti,
 le sue parole di saggezza e la sua forza infinita.
 E così realizzo il Divino nell’umano.

Nella mia anima il Sacro Femminile e il Sacro Maschile
 sono uniti in amore ed estasi.
 E così trovo l’equilibrio in cui gli esseri umani devono essere.

Tutto l’amore che nutre la mia esistenza
 proviene dalla Fonte Divina.

La Dea benedice il mio corpo con il suo Sacro Fascino
 E così la bellezza della mia anima
 si riflette nel mio corpo femminile.

Nella mia mente fluiscono pensieri e creatività
 che rendono la mia vita speciale e unica,
 E così seguo il mio Sacro compito.

Preservo il mio cuore puro e leggero come una piuma,
 E così permetto a me stessa
 di essere libera e felice per sempre.
 Così è!

Saluto la divinità in tutti gli esseri viventi,
 E prego che tutte le donne riconoscano la loro Dea interiore,
 E guariscano e liberino la loro vita con la gioia,
 l’arte, il piacere, la salute e l’Amore.

Flor de Loto

sabato 11 gennaio 2014

Alfabeto vulveiforme

* L'alfabeto sacro delle 48 dee dell'Himalaya *
 
Il nome di questo alfabeto è "magphu" originato da un'etnia che vive ai piedi dell'Himalaya, I mangphus. Il loro territorio viene chiamato Mangphu-han che significa "fiume delle grandi madri".

L'origine di questo alfabeto è storicamente sconosciuta ma è stato utilizzato per oltre 8 secoli. La leggenda racconta che è stato consegnato al popolo da le 48 dee che venivano dalla montagna ( Himalaya) che stanche di viaggiare si addormentarono in terra per sette notti e sette giorni e al loro risveglio, alzandosi, si accorsero che i loro ventri avevano impresso in terra questo alfabeto.
Alfabeto vulveiforme

* L'alfabeto sacro delle 48 dee dell'Himalaya*
Il nome di questo alfabeto è "magphu" originato da un'etnia che vive ai piedi dell'Himalaya  I mangphus, il loro territorio viene chiamato Mangphu-han che significa "fiume delle grandi madri".
L'origine di questo alfabeto è storicamente sconosciuta ma è stato utilizzato per oltre 8 secoli, la leggenda racconta che è stato consegnato al popolo da le 48 dee che venivano dalla montagna ( Himalaya) che stanche di viaggiare si addormentarono in terra per sette notti e sette giorni e al loro risveglio, alzandosi, si accorsero che i loro ventri avevano impresso in terra questo alfabeto.
Anja Gitter ( studiosa delle società matrilineari che su questo popolo fece un lungo e approfondito studio) sostiene che l'alfabeto in questione derivi dal paleolitico da un unico segno vulvare che simboleggiava la vita e la dea Mohak da questo popolo venerata.
Questo alfabeto è composto da 48 lologrammi vulveiformi ed ogni simbolo rappresenta  la vulva come fonte di vita.

 La sociedad matriarcal de Ajna Gitter

Anja Gitter (studiosa delle società matrilineari che su questo popolo fece un lungo e approfondito studio) sostiene che l'alfabeto in questione derivi dal paleolitico da un unico segno vulvare che simboleggiava la vita e la dea Mohak da questo popolo venerata.
Questo alfabeto è composto da 48 lologrammi vulveiformi ed ogni simbolo rappresenta la vulva come fonte di vita.

La sociedad matriarcal de Ajna Gitter

domenica 8 dicembre 2013

Giordano Bruno

DISCORSO DI GIORDANO BRUNO A SAGREDO (febbraio 1600) “Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.” “Ma quanto tempo ancora sarà necessario?” “Il tempo dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione. L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.” “Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?” “ Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo… “Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.” Rumori di fondo indicano che la visita volge al termine. “Maestro quando potrò ritrovarvi?” “Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!” La porta si apre e compare il guardiano… “Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”
 
DISCORSO DI GIORDANO BRUNO A SAGREDO (febbraio 1600)
 
 “Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.”
 
 “Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”
 
 “Il tempo dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione. L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.”
 
 “Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”
 
 “Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo…
 
 “Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.”
 
 Rumori di fondo indicano che la visita volge al termine.
 
 “Maestro quando potrò ritrovarvi?”
 
 “Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!”
 
 La porta si apre e compare il guardiano…
 
 “Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”

venerdì 6 dicembre 2013

Anime affini

Cercate le anime con cui vibrate in sintonia, e rafforzate i legami che vi uniscono a loro.

Ricordatevi che il vostro tempo sulla Terra è stato scelto con grande attenzione per permettervi di lavorare tranquillamente con gli altri gruppi di anime che partecipano allo sviluppo del pianeta.

Non formulate alcun giudizio su chi vi sta intorno, e lasciate che continui a percorrere il suo sentiero.

Entrate in sintonia con tutti coloro che riconoscete o che suscitano in voi un forte senso di risonanza.

La vostra ricettività a incontrare gli altri su un sentiero spirituale li attira verso di voi, e la vostra quota di consapevolezza vi aiuta telepaticamente a raggiungere scopi umanitari su scala globale.

"Guida alla Decima illuminazione"

venerdì 29 novembre 2013

Meditazione guaritrice


di Peter Deunov


Se sei una sorgente, canterai e sarai udita da lontano, sarai viva, zampillante; se invece sei uno sta­gno, rimarrai soltanto calma e tranquilla.
La vita dello stagno è bella, ma più bella è la vita della sorgente.
La sorgente zam­pilla continuamente, manda le sue acque ai prati e agli alberi, e disseta il viandante stanco.

da Fratellanza Bianca

Le donne che vogliono essere parte attiva nella loro guarigione, possono chiedere aiuto alla sera alle loro guide e alla guida della madre divina, alle "schiere angeliche" per giungere al lago della verità, attraverso i Raggi blu, bianco, verde e viola.
I seguenti decreti permettono un veloce cambiamento positivo con il quale è possibile alzare la vibrazione e permettere all'energia dell'acquario di fare il suo ingresso.
Si consiglia di fare questo esercizio durante tutto il giorno, ripetendo ciascun decreto per tre volte.

IO SONO il rispetto di me stessa e gli altri
IO SONO il perdono per me stessa e gli altri
IO SONO il perdono che agisce nel mio sistema mentale, emotivo e fisico; il bilanciamento della mia energia femminile.
IO SONO l'amore.
IO SONO la comprensione per me stessa e gli altri.
IO SONO grata di essere una donna
IO SONO la bellezza dell'amore
IO SONO la chiarezza e la sensibilità
IO SONO l'innocente piacere del mio corpo fisico
IO SONO innocenza in tutto quello che penso e sento
IO SONO l'amore e il perdono in tutto ciò che penso e sento
IO SONO la risurrezione e la vita
IO SONO capace del perfetto equilibrio
IO SONO la forza della mia vita
IO SONO l'amore e la gioia di essere energia femminile

Si consiglia di ripetere questi esercizi per due mesi consecutivi, poi sospendere per un mese e riprendere il ciclo quotidiano il mese successivo.