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giovedì 16 giugno 2016

I luoghi di potere

I luoghi di potere sono quei luoghi in cui gli uomini incontrano la Divinità.
Sia che essa, a seconda della occasioni e dei contesti, venga riconosciuta come potenza cosmica-astrale, o come potenza di natura, propria del luogo stesso.
La funzione di questi “canali di energia” non è solo quella di collegare il cielo alla terra e gli uomini alla Divinità, ma anche la vita terrena e l’aldilà.


Sin dai primordi dell'umanità l'uomo si è avvalso delle sue capacità extrasensoriali per individuare i punti della terra che avessero delle caratteristiche speciali sotto il profilo energetico-vibratorio, questo al fine di poter interagire con la Divinità in tutti i suoi aspetti, e stabilire con essa un contatto diretto.
Questa connessione, attivata poi attraverso la ritualità e la preghiera, gli ha permesso l’opportunità sia di relazionarsi ai cicli della natura e a quelli astrali (come per la semina, la germogliazione,
la maturazione e conservazione del raccolto) sia di elevarlo spiritualmente dandogli in alcuni casi la chiave di lettura della vita stessa.
Menhir in Sardegna
La classe Sacerdotale di ogni epoca è sempre stata costituita da uomini iniziati anche all'arte della rabdomanzia, cioè alla capacità di individuare con esattezza vene acquifere sotterranee, e nel caso di veri professionisti stabilirne senso di scorrimento, larghezza, profondità, qualità minerali ed energetico-vibrazionali. Questa tecnica permette tutt’oggi di rilevare, oltre all’acqua nel sottosuolo, fonti naturali di emissione energetica, reticoli tellurici o cosmici e linee energetiche proiettate sulla terra dall’universo. Ne abbiamo testimonianza già nel neolitico dove Cromlech, Dolmen e Menhir si trovano appunto ubicati sopra uno o più frequentemente sull’intersezione di due o più corsi d'acqua sotterranea, compattazioni di linee e nodi Hartmann o Curry o su linee Sincroniche (Ley Lines). 
Stonehenge, Inghilterra
Enormi massi del peso di centinaia di tonnellate sono stati spostati anche per chilometri fino al punto topico di energia da dove avrebbero poi svolto, una volta attivati, la funzione di antenne riceventi-emettitrici.
Con il passare del tempo si è passati dai templi all'aperto a costruzioni sempre più elaborate dove le parti artistico-figurative e quelle architettoniche hanno assunto una dimensione consistente. 


Giza, Egitto
Gli.edifici sacri sono così diventati delle vere e proprie casse armoniche in grado di amplificare notevolmente a livello energetico-vibratorio ciò che attraverso i riti viene prodotto e di entrare in relazione con gli altri edifici sacri che impiegano gli stessi contesti energetici, e che utilizzano le stesse forme e metodiche costruttive. Queste forme, per la legge di risonanza, hanno un rapporto con gli archetipi geometrici, presenti in natura e nel cosmo, e come insegnava Pitagora possiedono una natura spirituale, quindi apportatrice di messaggi universali.

L'ACQUA E IL SUO RUOLO FONDAMENTALE NEI LUOGHI DI POTERE
Nelle tradizioni esoteriche essa è considerata il mezzo con cui l’Ineffabile parla all'uomo, la realtà primordiale, a partire dalla quale l’Universo (la Divinità) agisce.
Glastonbury, Inghilterra
L'acqua rappresenta la vita ed è l'elemento più presente sulla terra, ed ha tra le sue molteplici capacità e proprietà quella di veicolare informazioni a livello energetico-vibrazionale (a riguardo lo scienziato giapponese Masaru Emoto da anni studia questi fenomeni, ed è riuscito a dimostrarli scientificamente attraverso delle foto che mostrano come i cristalli di acqua messi in contatto con sostanze, pensieri o situazioni ne subiscano gli effetti non solo chimici ma anche spirituali).
Ecco perciò il motivo per cui dove sorge un punto della terra , che sia una radura in un bosco, una chiesetta di campagna o una enorme cattedrale, destinato dall'uomo o dagli eventi (come miracoli o apparizioni) alla spiritualità, l'acqua è sempre presente nel sottosuolo ed in corrispondenza dei punti di massima energia come ad esempio gli altari. Le modalità di trasmissione e propagazione energetica tramite l’acqua non seguono un percorso univoco ma, come per il corpo umano ed il suo sistema circolatorio, raggiungono capillarmente ogni parte del “sistema vita” in un interscambio continuo.
La tipologia di un luogo che definiamo di potere si può a grandi linee dividere in tre gruppi:
- I luoghi che hanno qualità di alta o altissima energia propria, quindi dovuta a fattori naturali, dove l’intervento umano si è limitato al loro riconoscimento. Cioè in virtù del fatto che vi sono accaduti eventi fuori dall’ordinario come guarigioni miracolose, apparizioni, percezioni extrasensoriali, bilocazioni, ecc. Come nell’antichità le fonti sacre.
- I luoghi, definiti punti di forza della terra, che in ragione delle loro caratteristiche cosmo-telluriche, hanno ricevuto attraverso la consacrazione effettuata da sacerdoti, un cambiamento tale da modificarne la loro natura, divenendo luoghi di potere sacri e quindi dei canali di trasmissione e ricezione.
- I luoghi che pur possedendo in partenza qualità proprie di alta energia sono stati successivamente modificati in modo da amplificare e migliorare la loro funzionalità. I santuari, in ogni credo religioso, sono infatti i luoghi dove a seguito di eventi straordinari l’uomo ha successivamente edificato delle strutture di funzione sacra. 

Inoltre, in un luogo di potere lo spazio e il tempo si annullano. 
Per gli antichi sacerdoti come per gli illuminati yogi indiani infatti, il tempo e lo spazio non esistono ma sono solo il frutto di questa realtà.
In uno spazio sacro persiste e permea quello che viene chiamato “ infinito continuo presente”, dove l’accumulo di tutti gli accadimenti passati, presenti e futuri sono sullo stesso piano.
E’ un luogo in cui sussiste la possibilità attraverso i riti di catalizzare e concentrare l’energia cosmica e tellurica al fine di indurre un cambiamento energetico tale da favorire il risanamento degli esseri sui piani fisico, psichico e spirituale. Inoltre all’interno dello spazio sacro possono esistere, o essere stati creati, dei punti o dei percorsi definiti di guarigione, tarati cioè su frequenze specifiche che entrano in relazione con gli organi di cui è composto il corpo umano o determinate sfere emotive, emozionali e spirituali.
E’ un luogo in cui l’essere umano entra in risonanza e relazione con esso attraverso i suoi 7 corpi sottili (l’aura, per la tradizione vedica: fisico – energetico – astrale – mentale – casuale – akashico - divino) e i 7 chakras principali più i minori (bindu, mani, piedi, ecc.).
Le caratteristiche

e le peculiarità proprie di ogni singolo spazio sacro possono modificare in maniera diversa le varie componenti del corpo, anche a livello cellulare, come le guarigioni inspiegabili (miracoli).

antico tumulo celto-salasso di sepoltura e ritualità. Valchiusella, (TO)
E’ un luogo in cui se vi sono delle sepolture di iniziati, la loro parte mortale funge da ponte con l’astrale e quindi è possibile entrare in relazione con essi sia per la celebrazione dei riti sia per acquisire delle informazioni e delle ispirazioni.
E’ un luogo che possiede la capacità, quando attivato attraverso i riti, di catalizzare e concentrare l’energia cosmica e tellurica al fine di provocare o bloccare eventi meteorologici come la pioggia o altro.
E’ un luogo in cui è possibile all’uomo ricevere delle attivazioni o delle iniziazioni, tali da renderlo in grado di compiere a sua volta riti e attivazioni, proporzionati al livello spirituale raggiunto.
E’ un luogo in cui l’essere umano stabilisce la relazione tra la sua parte spirituale e la divinità, e quindi, sentendosi parte di essa, partecipa attivamente alla “creazione”, intesa come il desiderio della continuità della vita stessa. Questa collaborazione avviene anche offrendo il ringraziamento consapevole (come lo erano i sacrifici) delle cose che la natura, in quanto propagazione divina, gli fornisce per il suo sostentamento. Consapevole, (ma non sempre), della temporalità dell’esistenza.

E’ un luogo dove vengono accumulate la storia, le esperienze, le aspirazioni e i desideri della popolazione che lo frequenta. Diventando così una banca dati in grado, a livello sottile, di interagire costantemente con essa.

MODALITÀ PER L'INDIVIDUAZIONE E DECIFRAZIONE DEI LUOGHI DI POTERE
In ragione all’utilizzo cultuale, alle caratteristiche geologiche, geomorfiche, climatiche, alle differenti frequenze terrestri (azione tellurica), alle esigenze legate alla collettività della cultura predominante che occupa il territorio su cui i luoghi di potere sorgono, essi si differenziano in varietà e complessità.
Ad oggi l’individuazione e la decifrazione di un luogo di potere, non è molto differente da quella di un tempo. Sia che esso appartenga al neolitico, con file di enormi massi come a Carnac in Bretagna o che sia una grande chiesa romanica o una moschea. Le difficoltà maggiori si incontrano quando un sito ha subito nel corso dei secoli rimaneggiamenti e stratificazioni di natura cultuale, sarà quindi più complicato analizzare ogni sua singola funzione.
La tecnologia può essere d’aiuto esclusivamente nella cartografia satellitare e nel calcolo delle posizioni degli astri in relazione al luogo o all’edificio su cui esso sorge. Ad oggi non esistono infatti attrezzature in grado di valutare le energie spirituali.
Gli strumenti utilizzati come la forcina rabdomantica, il pendolo radioestesico e qualche buon quadrante sono gli strumenti essenziali. Ricordando sempre che questi non sono altro che un prolungamento del nostro corpo, un mezzo tramite cui amplificare la sua sensibilità. Il vero strumento è l’uomo!
Altre modalità per la scoperta di luoghi di particolare energia potevano o possono essere le seguenti:
Attraverso una spiccata sensitività o medianità di alcuni dotati individui, che prima di altri o in modo esclusivo percepivano che un dato luogo possedeva caratteristiche speciali.
Attraverso fenomeni di canalizzazione in cui, sia in modo naturale ed improvviso, sia provocato da un’azione determinata, certi individui potevano mediante una “canalizzazione” diventare tramite e dare voce, (non solo in senso figurativo) ad entità incorporee che comunicavano alla collettività l’ubicazione di un luogo speciale, o l’esigenza di esso.
Attraverso dei sogni premonitori o dei viaggi astrali in cui solitamente a un sacerdote iniziato viene mostrato, da entità o personaggi defunti, un dato luogo sconosciuto, che poi risulterà possedere caratteristiche speciali.

CALENDARI SOLARI, LUNARI E COSMICI NEI LUOGHI DI POTERE
Per quello che concerne l’orientamento dei luoghi sacri, è importante fare alcune considerazioni:
Come risaputo in ogni continente questi luoghi sono orientati verso direzioni astronomiche precise e fondamentali. Il valente lavoro degli archeoastronomi ci ha rivelato moltissime informazioni utili riguardo ai luoghi di culto. Gli Egizi utilizzarono come riferimento astrale la cintura di Orione, credevano infatti che la vita oltre la morte si trovasse in quella porzione di cielo. Molti monumenti megalitici europei sono orientati rispetto ai punti cardinali, nell’Islam il riferimento è verso la direzione della Mecca ma , in questa parte di emisfero le moschee sono comunque rivolte verso Est. La costruzione delle chiese cristiane sin dal concilio di Nicea del 325 d.C., ma anche prima, doveva sottostare e precise norme costruttive, la più importante delle quali era che l’entrata fosse rivolta a ovest e l’abside ed il suo altare verso oriente. Le maggiori cattedrali gotiche francesi come quella di Chartres sono orientate verso la costellazione della Vergine, molte chiese antiche dedicate alla Madonna sono allineate con l’asse di Efeso ( luogo in cui, per la tradizione, vi è la casa natale di quest’ultima) e gli esempi potrebbero essere molti.
E’ evidente che fino a non molto tempo fa le stagioni, i mesi e i giorni erano scanditi da calendari astronomici e non dai moderni sistemi di calcolo eseguiti attraverso apparati meccanici o elettronici. Anche nel più piccolo agglomerato urbano, una chiesa, con a capo un sacerdote istruito dava la possibilità alla popolazione non scolarizzata di avere dei riferimenti sullo scandire del tempo, ma soprattutto sulla successione dei lavori agricoli.
Questa spiegazione circa l’orientamento dei luoghi di culto o di potere non può esaurirsi in quella del simbolismo religioso o dello scandire dei lavori nei campi. Sarebbe come accontentarsi di sapere che ora è e poi non fare nulla, normalmente si guarda l’orologio perché si deve andare ad un appuntamento, o perché si aspetta qualcuno, ecc..
Le ragioni fondamentali sono: il luogo doveva sorgere dove comparissero le caratteristiche geologiche appropriate, le quali dovevano però combaciare con quelle astronomiche, che a loro volta dovevano essere assecondate dalla forma geometrica che si voleva utilizzare. Talvolta questi parametri collimavano in maniera perfetta. Ma si sa, nulla accade per caso!
Ma il motivo basilare per cui in questi luoghi esistono dei riferimenti precisi astronomici è relativa e funzionale allo svolgimento delle ritualità, ma non solo in senso mistico. La similitudine tra i diversi luoghi appartenenti a religioni diverse lo dimostra, non utilizzando i medesimi archetipi o le stesse scritture sacre. Effettuare un determinato rito in un preciso momento è fondamentale per la sua buona riuscita, intesa come emissione e propagazione energetica. La ritualità operata sui luoghi di culto viene poi spinta dal centro della terra verso l’universo e viene catalizzata dalle forme costruttive e operative.
Inoltre l’insieme di tutti i luoghi sacri in cui contemporaneamente vengono effettuate queste cerimonie crea un enorme volano energetico a beneficio della collettività. I momenti astrali come i solstizi e gli equinozi sono quelli in cui l’energia cosmica è preponderante e attraverso l’acqua, l’elemento che esiste di più in natura e sempre presente nei luoghi sacri, entra in relazione con tutto il pianeta Terra. L’uomo compiendo questi riti non fa altro che assecondare questo meccanismo naturale amplificandolo e immettendovi le sue forme pensiero, i suoi desideri e le sue richieste, nonché comandi, legate al contesto culturale, politico, economico e religioso.


fonte: http://www.ruditoffetti.it/luoghipotere.html

lunedì 7 dicembre 2015

Clima tra 10 anni? Incalcolabile!

Zichichi smonta i catastrofisti. Il presidente della federazione mondiale degli scienziati è scettico: "Inattendibili le previsioni sul lungo periodo".




Mentre lo intervistiamo è nel suo studio di Ginevra, impegnato al Cern. Antonino Zichichi, presidente della Wfs (World federation of scientist) e cioè della federazione degli scienziati mondiali, ha un atteggiamento scettico sulla pomposa riunione dei capi di Stato a Parigi sui problemi dell'ambiente. 
O meglio il suo scetticismo è rivolto alle previsioni drammatiche fatte sul riscaldamento del pianeta. Zichichi non entra nel merito, ma critica il metodo, il modo in cui si pretende di sapere cosa avverrà al pianeta tra dieci o addirittura cinquanta anni.

Eppure, gli chiediamo, esisterà un modo rigorosamente scientifico di trattare l'evoluzione del clima?

«Per descrivere in modo matematicamente rigoroso l'evoluzione del clima, sono necessarie tre equazioni differenziali non lineari fortemente accoppiate. Differenziali vuol dire che è necessario descrivere l'evoluzione istante per istante nello spazio e nel tempo (nel dove e nel quando). Non lineari vuol dire che l'evoluzione dipende anche da se stessa. Esempio: il mio futuro dipende anche da me stesso. Fortemente accoppiate vuol dire che l'evoluzione descritta da ciascuna equazione ha enormi effetti anche sulle altre.Questo sistema di tre equazioni non ha soluzione analitica; il che vuol dire nessuno riuscirà mai a scrivere l'equazione dell'evoluzione del clima. L'unica strada è costruire modelli ad hoc. Un modello matematico non è la verità scientifica ma l'equivalente del dire È così perché l'ho detto io; non a parole, ma scrivendo formule che obbediscono a ciò che io penso sia la soluzione.

Ma Lei mi sta dicendo che non si possono fare previsioni?

«Le sto dicendo che le previsioni hanno senso solo a breve termine. Quelle sul tempo di domattina hanno margini di errori bassissimi, quelle tra 15 giorni sono inattendibili. Si figuri una previsione sul clima a dieci anni. Quello che funziona bene è il cosidetto «now casting»; lo abbiamo scoperto noi con un progetto pilota della Wfs in Cina studiando il Fiume Giallo che causava migliaia di morti per le previsioni a lungo termine che davano troppo spesso falsi allarmi.La gente ignorava gli allarmi restando a casa. Fino a quando noi abbiamo introdotto le previsioni a breve termine: «now casting». Ecco perché il presidente Den Xiao Ping mi ricevette a Pechino come fossi un capo di Stato e mi disse che avrebbe sostenuto l'istituzione di un laboratorio mondiale per una scienza senza segreti e senza frontiere come facciamo al Cern e a Erice nel Centro di Cultura Scientifica che porta il nome del pupillo di Fermi, Ettore Majorana».

Professore, Lei nega che ci siamo delle emergenze ambientali?

«Io mi limito a dire che ci sono 72 emergenze planetarie che a differenza di quelle climatiche sono verificabili, certe, scientificamente provabili. Una di queste ad esempio e riguarda l'oggi, è l'acqua. Servirebbero molte risorse per renderla disponibile e pulita per milioni di persone come ha ricordato Papa Francesco».

Non negherà che l'uomo inquina e con ciò potrebbe compromettere il nostro futuro, ma anche il nostro presente.

«Si facciano leggi che puniscano severamente l'inquinamento senza confondere i veleni con le problematiche climatologiche, come sono CO2 ed effetto serra. Bisogna demonizzare i veleni che vengono impunemente versati nell'atmosfera.L'anidride carbonica (CO2) è cibo per le piante. Se nell'atmosfera non ci fosse stata CO2 non sarebbe nata la vita vegetale. E siccome la vita animale viene dopo quello vegetale noi non saremmo qui. L'effetto serra non è un nostro nemico. Se non ci fosse l'effetto serra la temperatura di questo satellite del sole sarebbe 18 gradi sotto zero. L'effetto serra ci regala 33 gradi».

fonte: IlGiornale

lunedì 19 gennaio 2015

La Risorsa ARIA

Sappiamo che l'atmosfera è una sfera fondamentale per la vita del nostro pianeta. La sua composizione chimica assume un ruolo fondamentale nelle interazioni con il Sole ed è importantissima nella regolazione del clima. Tale composizione varia con l'altitudine, ed in funzione della presenza di zone più o meno antropizzate. Soprattutto l'anidride carbonica forma una sorta di sistema coibentante di gas che mantiene la terra calda rispetto a valori medi costanti. Questa funzione, simile a quella operata da una serra (da cui il termine di “effetto serra”) è di notevole importanza nell’equilibrio del sistema climatologico mondiale e quindi degli equilibri ecosistemici.

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L’ecosistema rappresenta quel motore ambientale che ricopre un ruolo determinante nella produzione gassosa e soprattutto nella qualità della stessa. L’influenza dell’ecosistema sull’equilibrio atmosferico ha determinato nelle epoche della terra notevoli cambiamenti a tal punto da rappresentare uno dei fondamentali fattori della qualità dello stesso.

Negli ultimi tempi una delle componenti dell’ecosistema, e cioè l’umanità, con tutte le sue funzioni termodinamiche è entrata prepotentemente (o meglio, in maniera tangibile) nella funzione degli equilibri atmosferici, a tal punto (soprattutto negli ultimi 50 anni) da rappresentare una questione di interesse planetario considerevole. 
  Tale questione ha prodotto due fattori di notevole interesse sociologico e politico: 

1. Per la prima volta, nella storia dell’umanità, si è ingenerato un interesse planetario comune sulla necessità di risolvere globalmente la delicata funzione dell’incidenza delle attività umane sull’ambiente. La conferenza di Kyoto rappresenta il primo concreto tentativo di politica transnazionale sui modelli di sviluppo antropici compatibili con le necessità ecosistemiche ed ambientali; è in pratica un protocollo di regimentazione dei principi sullo Sviluppo Sostenibile sanciti dalle Nazioni Unite nel 1987.

2. La questione ambientale è divenuta luogo di agorà internazionale, richiedendo sempre più una visione delle cose che superi il limite territoriale e socioculturale dei singoli paesi. Così la delicata questione delle risorse ecosistemiche (tra cui soprattutto le foreste e le attività agroambientali) dovrà necessariamente trovare un minimo comune multiplo senza il quale anche la più lungimirante delle politiche di un singolo stato non potrà raggiungere gli obiettivi prefissati. A quest’ultima questione è legata ovviamente una sensibilità scientifica e politica nuova. Si tratterà sempre più di trovare soluzione di sviluppo socioeconomico non contrastanti (anzi in linea) con le delicate regole dell’ecosistema. 

Questo perché IL SISTEMA ECOLOGICO, nel suo insieme perfettamente integrato, minimizza i rifiuti.
Nulla o quasi nulla di ciò che viene prodotto da un organismo va sprecato: ogni minima scoria costituisce per un altro organismo una fonte di materiale utilizzabile o di energia.
Vivi o morti, tutti gli animali e le piante e i loro prodotti di rifiuto costituiscono cibo per un altro organismo vivente.
I microrganismi consumano e decompongono i rifiuti dopodiché, a loro volta, diventano nutrimento per altri organismi più grandi e così via lungo la catena alimentare. Ma non hanno lo stesso effetto i rifiuti degli umani che consentono uno stato di degrado e abbandono in cui versano molti dei nostri boschi deturpati, oltre che dai rifiuti, da tagli indiscriminati, incendi e atti di puro vandalismo, per non parlare dei diversi progetti di "valorizzazione turistica" o “urbanistica”che rischiano di cancellare il verde sotto una coltre di cemento. Per tale motivo la conoscenza delle regole dell’ecosistema e le regole di base per poterlo salvaguardare o addirittura promuoverlo rappresentano la nuova frontiera su cui ogni azione deve confrontarsi anche se non esplicitamente legata. Si tratta di una evoluzione dell’idea politica di gestione del mondo. Da quella dello sfruttamento delle risorse (di qualunque natura) a quella del mantenimento delle stesse (con regole di utilizzo simili agli equilibri ecosistemici). 

L’opinione pubblica si è molto interessata a questioni come la tutela dei grandi polmoni d’ossigeno del mondo (la foresta amazzonica in primo luogo) trascurando come al solito, perché fa meno notizia, il fatto che nel futuro prossimo venturo la gestione delle risorse e la sua tutela vedrà l’uomo stesso quale artefice e pianificatore. Intendiamo dire che la tutela del patrimonio mondiale non passa solo dalla protezione delle grandi aree verdi del pianeta ma anche e soprattutto, in un’ottica di gestione delle risorse del futuro, dalla pianificazione e promozione della superficie terrestre verso una nuova ridistribuzione del “verde”. Il concetto di “verde” si riferisce ovviamente non solo alle superfici boschive, di cui ogni paese si dovrà fare promotore della tutela di una quota parte, ma anche delle produzioni agrarie e agroambientali. 

Noi crediamo che sia più importante trovare urgentemente le regole che evitino la deforestazione che scandalizzarci perché questa avvenga. 

Questo è un modo di fare ambientalismo più corretto. 

Non possiamo dire ai piccoli o grandi distruttori del verde: fermatevi, se poi non ci siamo sforzati di trovare un modo “alternativo” per farli fermare. Il primo modo è sicuramente più da opinione pubblica (ma non inutile), il secondo modo è più complesso e richiede una cultura scientifica e sociopolitica più “sofisticata” ma molto più coscienziosa. Su questo aspetto vale la pena soffermarci un po’ di più. 

La questione è che proprio i paesi in via di sviluppo sono quelli che utilizzano di più il patrimonio ambientale (tra cui le foreste per la produzione di legname) per poter competere con gli stati più ricchi e tecnologicamente più avanzati. È l’unico modo che hanno per poter diminuire il loro deficit economico con questi. 

Ora da un lato ci scandalizziamo perché questi paesi deforestano e deturpano ma siamo proprio noi (paesi ricchi) a non attuare alcuna politica che tenda a rimuovere le cause di questa malformazione socioeconomica. Per questo abbiamo bisogno di grandi politiche internazionali, non di solo livello finanziario; abbiamo visto che nel mondo globale l’attuazione della Politica basata solo sulla finanza provoca distorsioni ed ingiustizie sociali sempre più macroscopiche.

Sembrerà fuori tema una disquisizione del genere sulla questione della Risorsa Aria, ma dobbiamo imparare a valutare le cose in maniera meno settoriale se vogliamo veramente comprendere e saper affrontare globalmente i problemi del futuro p.v.
Guido Bissanti

giovedì 15 gennaio 2015

Fuori dai ritmi della Natura


Quando una nave perde la sua rotta è possibile che qualunque brezza di vento e corrente venga accolta come ancora di salvezza.
Ma non vale a nulla sperare in venti, brezze o correnti se qualcuno non ti indica le coordinate che ti eri prefisse.
Oggi possiamo paragonare questa nave all’intera umanità, soprattutto quella dei Paesi più industrializzati, e le correnti, le brezze ed i venti come le opinioni, le idee ed i modi di pensare.
Nel panorama di queste idee, opinioni, ecc. oggi si sta combattendo una guerra nuova, non convenzionale e non molto chiara e leggibile da parte dell’Uomo.
Questa guerra si combatte (oltre che nei fronti reali e sanguinosi) sui campi della diffusione di modelli di sviluppo e sociali che, se non arginati e sconfitti, potrebbero portare l’intera umanità ad un sistema di degrado e di caos senza precedenti.
Questi modelli di uno pseudo sviluppo economico e sociale non hanno, per la prima volta nella storia dell’Uomo, le Religioni o la Filosofia, ma grandi imperi economici detenuti da società multinazionali.
Tra queste emergono soprattutto due configurazioni: quelle bancarie e quelle per la detenzione delle risorse agroalimentari ed energetiche.
In questo articolo mi soffermerò sulle Multinazionali che detengono oggi il controllo quasi incontrastato (soprattutto dalla Politica) dei fattori delle produzioni agroalimentari.
Il loro interesse è quello di sostituire ai modelli “produttivi” della natura una nuova “filosofia” redditizia.


Questa nuova filosofia è fatta da:
• Brevetti e commercializzazione del DNA, delle specie vegetali ed animali, OGM, sistemi di qualità, procedure standardizzate, ecc.;
• Brevetti e commercializzazione dei Pesticidi (o fitofarmaci), fertilizzanti e regolatori chimici dei processi agricoli;
• Detenzione dei sistemi di Informazione convenzionali sempre più soggiogati ed al servizio di questi.


La filosofia schietta di questi potentati è: Incremento dei Ritmi produttivi per un nuovo ordine ambientale e mondiale.


Come scritto in altri articoli e pubblicazioni la questione è molto più grave e pericolosa di quanto si possa supporre; si vuole sostituire il modello (o se preferite la macchina, il motore, il meccanismo, ecc.) naturale con quello di una cultura riduzionista* che tende a semplificare, in maniera scriteriata, l’ordine, le regole e i modelli di funzionamento del nostro Pianeta, in cui noi siamo parte integrante materiale e spirituale.
Nella mia pubblicazione “Dalla materia al Padre” edito da Mario Grispo Editore – Palermo nel 2003, ho sottolineato come l’inquinamento materiale e spirituale non siano altro che cose collegate e relazionate e che tale inquinamento nasce dal cattivo funzionamento di questa macchina naturale sempre più manomessa da “Progettisti ignoranti e/o interessati”.
Quando osserviamo un’auto che emette eccessivi fumi di scarico diciamo che il motore di quell’auto funziona male. Allo stesso modo un Ecosistema (in cui l’uomo è parte integrante) che viene manomesso perde la sua originaria funzionalità, rendendo di meno ed emettendo più “fumi di scarico”.
Nel settore agricolo, questa manomissione è già di per se umana, ma le cosiddette Buone Pratiche Agricole (figlie di millenaria storia e tradizione), possono mitigare notevolmente le manomissioni rendendo l’ecosistema agricolo molto simile all’Ecosistema Naturale da cui è stato ricavato e sottratto.
Ecosistema che è la risultante e la sommatoria di milioni di processi chimici, biochimici, fisici, relazioni, funzioni, scambi, interrelazioni, ecc. ed in cui il raggiungimento dell’equilibrio si ha con un particolare ritmo (Bioritmi) e ad un particolare livello energetico, che è, per quella determinata cellula territoriale, l’optimum (quel Climax che in ecologia è lo stadio finale del processo evolutivo di un ecosistema che denota il massimo grado di equilibrio).
In tale contesto il soccorso a modelli alternativi, forzature, aumenti indiscriminati della produttività, specie non presenti o non idonee, regolatori di crescita, fertilizzanti e pesticidi vari è quanto di più scorretto ed erroneo, scientificamente e tecnicamente, nei riguardi di un Sistema che ha le sue regole ed i suoi ritmi. Per chi si intende di motori a combustione interna, avrà sentito parlare della coppia**, nella quale, oltre un determinato regime (o numero di giri), il rendimento decresce a discapito anche della buona funzionalità del motore; come nel motore a scoppio l’aumento dei “giri” dei sistemi agricoli genera perdite di potenza, malfunzionamenti, inquinamenti e cattive qualità.
Tali caratteristiche, generano nell’Uomo che si alimenta dei nuovi alimenti, così “caratterizzati”, aritmie biologiche e spirituali, conducendolo verso modelli sociali inquinati (il famoso detto: Noi siamo ciò che mangiamo, ha più valore biologico e spirituale di quello che possiamo credere) e conducendo pertanto l’umanità ad una pericolosa deriva. Non mi pare nemmeno opportuno sottolineare oltre, in questo contributo, l’effetto dei pesticidi e di questi metodi “alternativi” sulla salute umana ed ecologica.
Il titolo di questo articolo: L’Industria della Morte - Fuori dai Ritmi della Natura, ci fa comprendere come l’unico brevetto che oggi possiamo amare e sostenere, quello della natura, ed in cui l’uomo è veramente libero, si vuole sostituire con brevetti artati, controllati, dominanti e nemici dell’Uomo e del Pianeta che abita.
Chiunque vuole creare e detenere diritti che appartengono all’Umanità (come l’aria o l’acqua) arrogandosi modelli alternativi va catalogato come atto di reato e le azioni derivanti da questi quali crimini contro l’Umanità.
Se non aggiorniamo il Diritto Umano rischiamo di far passare come benefattori proprio coloro che stanno uccidendo l’Uomo, attraverso una guerra così raffinata da non farsi riconoscere.
E per aggiornare il Diritto Umano dobbiamo librarci verso livelli superiori della Coscienza, gli unici che ci permettano di vincere questa guerra.
Guido Bissanti

* In epistemologia il termine riduzionismo rispetto a qualsiasi scienza sostiene che gli enti, le metodologie o i concetti di tale scienza debbano essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti della teoria in questione. In questo senso il riduzionismo può essere inteso come un'applicazione del cosiddetto "rasoio di Occam" (o "principio di economia"), secondo cui non bisogna aumentare senza necessità le entità coinvolte nella spiegazione di un fenomeno.

** La coppia motrice è il momento meccanico applicato dal motore a una trasmissione. Essa varia al cambiare del regime di rotazione del motore con un andamento dipendente dal tipo di motore; ha un valore massimo in corrispondenza di un determinato regime.

pubblicato il 03/01/2015 su http://www.antropocene.it/ambiente.html

sabato 1 novembre 2014

Rocce viventi

Lo straordinario fenomeno delle “Rocce viventi” della Romania

Nonostante l’umanità si sforzi di cercare la vita extraterrestre nello spazio, la Terra rimane il luogo più “alieno” con il quale abbiamo a che fare. Tra i numerosi, affascinanti misteri della natura, uno tra i più incredibili è quello delle “Rocce Viventi”!
trovants romania rocce viventi
E’ difficile immaginare una roccia capace di crescere, soprattutto perché associamo il fenomeno della crescita agli organismi appartenenti al regno vegetale e a quello animale, non certo al regno minerale.

In Romania, a circa 35 km da Ramnicu Valcea, si trova uno dei più interessanti musei della romania, una riserva naturale trasformata in un museo a cielo aperto, il Muzeul Trovantilor.
Le esposizioni mostrano una raccolta di pietre molto strane e misteriose chiamate trovants. Queste straordinarie rocce sembrano essere state scolpite da uno scultore molto abile.

La particolarità di queste pietre è che possono essere considerate “vive“, nel senso che quando entrano in contatto con l’acqua, sono capaci di riprodursi e di crescere, proprio come un essere vivente biologico. Dopo uno pioggia molto intensa, i trovants partendo da strutture di 6-8 millimetri, possono arrivare a formare rocce fino a 6-10 metri di diametro.

Inoltre, come accade per le rocce della Death Valley in California, i trovants sono capaci di spostarsi da un luogo all’altro. Un vero rompicapo per gli scienziati! Il termine trovants, in rumeno, significa “sabbia cementata” e ben descrive la forma e la consistenza di queste rocce. I geologi pensano che queste straordinarie pietre siano comparse nell’area circa 6 milioni di anni fa, a seguito di una qualche potente attività sismica.

I ricercatori ritengono che la causa dell’aumento delle dimensioni del volume delle pietre sia causato dall’alta concentrazione di sali minerali che si trova nell’impasto che le compone. Quando l’acqua entra a contatto con queste sostanze chimiche, si determina un aumento della pressione interna che genera la caratteristica crescita.
Tuttavia, nonostante gli sforzi degli scienziati, non si è riuscito ancora a trovare una spiegazione logica per la quale le rocce presentano delle ramificazioni che ricordano le radici dei vegetali, forse necessarie a raccogliere l’acqua che le tiene “in vita”. Se si prova a sezionare una roccia, al loro interno è possibile ammirare dei caratteristici cerchi concentrici, proprio come gli alberi.

Forse ci troviamo di fronte ad una nuova forma di vita di tipo inorganico. I residenti della zona sono a conoscenza delle trovants da sempre, ma senza avergli mai dedicato particolare attenzione. Anzi, molto spesso, queste strabilianti rocce sono state utilizzate come materiale di costruzione.
Il Muzeul Trovantilor è gestito dall’Associazione Kogayon ed è sotto il patrocinio dell’UNESCO. Ancora una volta, non possiamo non meravigliarci di fronte alla bellezza e alla fantasia dell’Universo.

fonte: IlNavigatoreCurioso

lunedì 6 ottobre 2014

SeedFreedom: la libertà dei semi

SEEDFREEDOM - LA LIBERTA' DEI SEMI

Chiamata all’Azione per la Democrazia dei Semi, del Cibo e della Terra 2014 (20 settembre - 20 ottobre)

L’Alleanza Globale per la Libertà dei Semi ti invita ad unirti a comunità ed individui provenienti da ogni parte del mondo, dal 20 settembre al 20 ottobre, per riaffermare il comune impegno verso la libertà dei semi, del cibo e la democrazia della terra.
In questi tempi di crisi a livello mondiale, nei quali il nostro pianeta deve far fronte al fallimento sia economico che ecologico, noi riconosciamo il bisogno di immaginare e di costruire alternative agli attuali modelli dominanti in campo economico ed agricolo.

La ‘Chiamata all’azione per la Democrazia dei dei Semi, del Cibo e della Terra 2014 ‘ (Call to Action for Seed Food and Earth Democracy 2014′) è un importante evento globale che ci aiuterà a concretizzare queste necessarie realtà alternative. Uniamoci per reclamare i beni comuni dei semi e del cibo, oltre che per proteggere la sovranità della nostra terra ed il nostro patrimonio culturale.

Puoi cominciare a farne parte da ORA spargendo la voce e inziando a pianificare azioni ed eventi nella tua zona – scatena la tua creatività!

Per trovare eventi ed azioni nei tuoi paraggi, vedi: http://seedfreedom.in/events/

Messaggio da Vandana Shiva

Ogni anno che passa, l’interconnessione tra le crisi del nostro pianeta diventa sempre più chiara; in ogni parte del mondo stiamo facendo fronte alla rovina sociale, economica ed ecologica. L’agricoltura industriale ha degradato la nostra terra, distrutto la nostra biodiversità, e sradicato contadini/agricoltori dai loro mezzi di sostentamento e dalla loro cultura. Avendo privatizzato e brevettato le sementi, la vecchia economia ha creato una crisi ecologica ed ha portato ad un disastro economico. E’ di vitale importanza reclamare i nostri semi, la nostra terra, e la nostra eredità culturale quali beni comuni. Ogni anno che passa il bisogno d’azione collettiva diventa più urgente, mentre le soluzioni a queste crisi diventano più chiare. Unisciti a noi nell’impegno di difendere la libertà dei semi!

Chiamata all’Azione per la Democrazia dei Semi, del Cibo e della Terra 2014 (20 settembre - 20 ottobre)

L’Alleanza Globale per la Libertà dei Semi ti invita ad unirti a comunità ed individui provenienti da ogni parte del mondo, dal 20 settembre al 20 ottobre, per riaffermare il comune impegno verso la libertà dei semi, del cibo e la democrazia della terra.

In questi tempi di crisi a livello mondiale, nei quali il nostro pianeta deve far fronte al fallimento sia economico che ecologico, noi riconosciamo il bisogno di immaginare e di costruire alternative agli attuali modelli dominanti in campo economico ed agricolo.


La "Chiamata all’azione per la Democrazia dei dei Semi, del Cibo e della Terra 2014" (Call to Action for Seed Food and Earth Democracy 2014) è un importante evento globale che ci aiuterà a concretizzare queste necessarie realtà alternative.

Uniamoci per reclamare i beni comuni dei semi e del cibo, oltre che per proteggere la sovranità della nostra terra ed il nostro patrimonio culturale.

Puoi cominciare a farne parte da ORA spargendo la voce e inziando a pianificare azioni ed eventi nella tua zona – scatena la tua creatività!

Per trovare eventi ed azioni nei tuoi paraggi, vedi: http://seedfreedom.in/events/

Messaggio da Vandana Shiva

Ogni anno che passa, l’interconnessione tra le crisi del nostro pianeta diventa sempre più chiara; in ogni parte del mondo stiamo facendo fronte alla rovina sociale, economica ed ecologica.
L’agricoltura industriale ha degradato la nostra terra, distrutto la nostra biodiversità, e sradicato contadini/agricoltori dai loro mezzi di sostentamento e dalla loro cultura.
Avendo privatizzato e brevettato le sementi, la vecchia economia ha creato una crisi ecologica ed ha portato ad un disastro economico.
E’ di vitale importanza reclamare i nostri semi, la nostra terra, e la nostra eredità culturale quali beni comuni.
Ogni anno che passa il bisogno d’azione collettiva diventa più urgente, mentre le soluzioni a queste crisi diventano più chiare.
Unisciti a noi nell’impegno di difendere la libertà dei semi!

lunedì 22 settembre 2014

Marcia contro il riscaldamento globale

Pubblicato il 22-09-2014 su lifegate.it

Clima: in 400mila a New York per chiedere di salvare l'unico pianeta che abbiamo.

A New York hanno marciato in 400mila per chiedere ai governi e alle organizzazioni di fare qualcosa per il clima, contro il riscaldamento globale, adesso.

Domenica 21 settembre si è tenuta in tutto il mondo una mobilitazione per chiedere ai governi e alle organizzazioni internazionali di impegnarsi, di agire contro il cambiamento climatico. 
La manifestazione principale si è tenuta a New York, negli Stati Uniti, dove 400mila persone hanno invaso le strade di Manhattan in una marcia che ha visto la partecipazione di esponenti provenienti da vari settori della società. Dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon al sindaco di New York Bill DeBlasio, dall’attore Leonardo DiCaprio all’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore.

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La più grande marcia per il clima della storia è stata organizzata da diverse realtà attive contro il riscaldamento globale, tra cui 350.org guidata da Bill McKibben, alla vigilia di un appuntamento fondamentale: il Climate summit 2014 che si tiene proprio a New York il 23 settembre e alla quale hanno aderito decine di capi di stato e di governo, incluso il presidente americano Barack Obama e il primo ministro italiano Matteo Renzi.

Le richieste che le organizzazioni ambientaliste fanno ai leader di tutto il mondo sono molte. Far diventare il cambiamento climatico un punto principale delle agende di governo. Accelerare il ritmo con cui i negoziati sul clima stanno procedendo nella stesura di un nuovo accordo globale sulla riduzione della CO2, vincolante per tutti. Smettere di dare incentivi a risorse energetiche vecchie e sporche come il carbone e il petrolio.

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La manifestazione per il clima in Italia
Anche in Italia, a Roma, si è tenuta una manifestazione organizzata da diverse associazioni ambientaliste riunite sotto il coordinamento del Power Shift Italia, con la collaborazione di Avaaz, a cui hanno partecipato più di un migliaio di persone, inclusa la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini.

“La questione climatica sta a cuore agli italiani. L’esperienza e l’idea del coordinamento Power Shift iIalia è la giusta direzione per lavorare uniti su un tema cruciale per l’agenda politica dei prossimi anni” ha detto Federico Antognazza, viceprsidente dell’Italian Climate Network, una delle realtà che ne fanno parte insieme a Legambiente e Kyoto Club. “La presenza delle istituzioni è un segnale positivo, ma è necessario lavorare a fondo per sensibilizzare i cittadini perché solo così diventerà una priorità anche per il governo. La marcia per il clima di Roma è un punto di partenza”.

cuore-clima


La CO2 segna un nuovo record nel 2013
Sempre domenica, il Global carbon project – un’unione di ricercatori e associazioni indipendenti – ha diffuso i dati relativi alla CO2 emessa nel 2013, per dare maggiori basi su cui lavorare ai delegati che si incontreranno il 23 settembre presso il Palazzo di vetro a New York, sede delle Nazioni Unite.

Nel 2013 sarebbe stato registrato un nuovo record di emissioni a livello globale con 36 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Ma il dato più preoccupante è un altro: un cinese per la prima volta ha emesso la stessa quantità di gas serra di un europeo. La Cina, dunque, non è solo il primo paese al mondo per emissioni assolute, ma ha anche raggiunto livelli pro capite pari a quelle di un occidentale. Non c’è più nessuna scusa, dunque. Anche il governo di Pechino deve fare la sua parte, e vincolarsi, di fronte alla comunità internazionale.

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sabato 20 settembre 2014

21 SETTEMBRE : Equinozio d' Autunno.

 L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno

21 SETTEMBRE : Equinozio d' Autunno.
L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno 

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi. 
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione. 
L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.

Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo. 
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano. 
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo. 
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.

E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra. 
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.
Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte. Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità, del raggiungimento volontario dell'Autosufficienza.

Omraam Mikhaël Aïvanhov – tratto da www.karma51.it/temi1.htm

Quale migliore occasione per potenziarsi in Tanti insieme in Risonanza ? Grazie Grazie Grazie Grazie Grazieeeeeeeeeee

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione. 


L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.


Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo. 

I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano. 


Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo. 


Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.

E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità».
Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. 

Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. 

Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.


Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni.

L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte.

Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità, del raggiungimento volontario dell'Autosufficienza.

Omraam Mikhaël Aïvanhov – tratto da www.karma51.it/temi1.htm

Quale migliore occasione per potenziarsi in Tanti insieme in Risonanza?
Grazie Grazie Grazie Grazie Grazieeeeeeeeeee
(Fabio Paolo Marchesi)