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venerdì 25 settembre 2015

Il sesto senso

Questo post non è per tutti. Se passi di qui per caso e con lo scazzo addosso, accontentati della bella immaginina, va bene lo stesso!

foto di Luca Giorgetti.


I sensi esteriori sono 5. Li conosciamo bene.
Nessuno ci ha detto che ci sono anche dei sensi interiori. Se io sento le mie emozioni, è perché sono dotato di un sistema che mi permette di percepirle. Stesso discorso vale per i pensieri o gli istinti.
Se riconosciamo l'esistenza di questo "sesto senso", possiamo fare un passo avanti importante: io non sono "incazzato", io non sono "triste, felice, coccoloso, scocciato, puccioso", ma SENTO di essere "incazzato, triste, felice...".

Quando riconosco in me quella parte che SENTE, OSSERVA, queste altre parti di me, sto coltivando questo nuovo senso. Lui funziona come gli altri 5, ma non sappiamo usarlo perché non siamo stati educati a farlo.
Possiamo chiamare questo sesto senso "osservatore" o "indicatore dello stato dell'essere". 

A questo punto la domanda "chi sono io?" non è più così distante. Sei la tua incazzatura, sei la tua felicità, il tuo istinto. Sei al 100% identificato con quella cosa.
Ci illudiamo che alla domanda "chi sono io?" ci siano risposte trascendentali, quali ad esempio "la reincarnazione di San Girolamo" o "lo scriba di Tutankhamon", pensando che l'essenza sia classificabile così facilmente. In realtà stiamo solo facendo gioco di ruolo, voli pindarici. 

L'essenza è uno stato temporaneo dell'essere, il quale è in continuo divenire (il buon Eraclito...).
Man mano che questo osservatore o sesto senso viene coltivato, possiamo espandere la percezione di noi stessi nel mondo e comprendere più nitidamente chi siamo, senza avere la necessità di stuzzicare la nostra Superbia incasellandoci in definizioni vanagloriose.

Insomma, posso anche essere la reincarnazione dello scriba di Tutankhamon, ma se della mia totalità sono in grado di percepire solo una piccola fetta, sono semplicemente una incazzatura qualsiasi.
Più do dei nomi e delle definizioni, più mi allontano dalla realtà.

D'altronde, si è deciso di far iniziare il Tao Te Ching con questa sentenza:
"Il Tao che può essere detto
non è l'eterno Tao,
il nome che può essere nominato
non è l'eterno nome."
Luca Giorgetti

lunedì 5 gennaio 2015

Ciao Pino. Grazie!


ue' Pinuccio! Sei stato la colonna sonora di una parte importante della mia vita. E fra noi c'era feeling (ne ho avuto la conferma anche dopo aver partecipato all'ennesimo concerto -non me li perdevo quando mi era possibile esserci!- ma non solo per questo). Incontrai uno dei tuoi collaboratori (sinceramente non ricordo chi fosse ma ti era molto vicino) durante una cena dal "sor Augusto" a Trastevere. Mi riconobbe e fu lui ad avvicinarsi e a dirmi: "tu c'eri... sei stata la prima ad alzarti e a partecipare attivamente". 
Me lo ricordo ancora questo episodio nonostante siano passati 30 anni... e ancora oggi non mi capacito del fatto che in mezzo a tanta gente, di sera, semi-buio, dopo un bel po' di giorni trascorsi dal concerto si era ricordato di me... Si, eravamo tutti seduti, quasi in contemplazione, ascoltando la tua musica, ma poi ad un certo punto è scattato un qualcosa in myself che mi ha spinto ad alzarmi e ad avvicinarmi al palco... 


Questa canzone invece mi ha aiutata in un momento davvero particolare e doloroso (la partenza di sister Mary), ed è per questo che la posto qui, prima dell'articolo de "il mattino" di Napoli. 

Ciao guaglio'! Grazie. E mo... nun te scurdà ...salutame a sorema!

Sara'
Voglio vedè' a Maria
ccà s'è fermato Dio e po'
un altro mondo cresce in fretta
e cambierà
io sto tornando meno male
non ci volevo stare più
Parlate cu Maria
'sta terra è 'na pazziae po'
'o core nun se venne
e c'è chi capirà
e tutti imparano a spiegare
qualcosa che rimane

Sarà
un'altra strada che ci sarà
e forse arriveremo in tempo
Sarà
tutto in un momento

Puorteme 'nterra 'a rena
addò nun ce sta pere e po'
sputa 'nfaccia a chi te sfotte
e nun te dà
non si può vivere e guardare
qualcosa che fa male

Sarà
un'saltra strada che ci sarà
e forse arriveremo in tempo
Sarà
Tutto in un momento... 


 

E' morto Pino Paniele: il mondo della musica è sotto choc. Il cantante napoletano stroncato da un infarto. Colpito da malore nella sua casa in Toscana, avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo. Sui social network messaggi di addio di altri artisti: Eros Ramazzotti, Clementino, Negramaro, Fiorella Mannoia, Laura Pausini e Tiromancino.
PER APPROFONDIRE: pino daniele
di Federico Vacalebre
   
VIDEO - PINO DANIELE CANTA NAPULE È
Napule è attonita, silenziosa, si sveglia di notte: telefonini, radio, televisioni rilanciano la notizia, sperando di aver preso un granchio. È morto Pino Daniele. Napule è il silenzio della ricerca febbrile della conferma. Ma è vero? Il cellulare del musicista suona senza che nessuno risponda, quello dei suoi familiari e collaboratori pure. Poi la notizia drammatica trova conferma nelle parole sconvolte del figlio Alessandro, della figlia Sara, del manager Ferdinando Salzano, che era stato fino a ieri con lui sulle nevi di Courmayeur, dove il Nero a metà che non c'è più si era esibito per l'ultima volta, in diretta su Raiuno nella notte di Capodanno.
Il bluesman era a Magliano, in Toscana, suo buon retiro, con la figlia Cristina, in famiglia. Ha avuto un infarto nella notte, inutile la corsa all'ospedale più vicino. Brutto anno, orrendo, quello che si apre così, era successo con Gaber e con De André, Napoli perplessa e attonita al nunzio sta.
Il cantautore che l'ha saputa cantare e incantare come nessuno mai prima, se n'è andato nella notte tra il 4 e 5 gennaio, tradito dal suo cuore matto: era il suo punto debole, «'O saie comme fa 'o core», aveva scritto con l'amico Massimo Troisi, con cui divideva la malattia cardiaca, ora il destino. Era felice Pino nei giorni scorsi, il tour di «Nero a metà» - l'abbiamo salutato, è difficile scrivere «per l'ultima volta», al Palapartenope, il 16 e 17 dicembre scorso, con la superband e i lazzari felici che si erano uniti a lui - gli aveva suggerito progetti, come un festival del mediterraneo, nella sua città, ponte ideale verso mille mondi di «mille culure». Non li vedremo mai quei progetti, non li compirà mai quei sessant'anni che si preparava già a festeggiare il 19 marzo.
Non lo vedremo più, continueremo ad ascoltarlo, nelle prossime ore come una mantra che non avremmo mai voluto incontrare sulla nostra strada, quello dell'assenza che è un assedio. Il profluvio di messaggi nella notte, notte nera, funesta, di cattivi pensieri, dice quanto e come lo portassimo dentro tutti quel ragazzo del centro storico, cresciuto con le zie perché i genitori non ce la facevano a sfamare tante bocche, quell'americano di una Napoli che voleva cambiare, che sognava di essere Elvis Presley, Bob Dylan, Eric Clapton. Il suo primo gruppo si chiamò Batracomiomachia, poi nel '75 Daniele incontrò il nero a metà originale, Mario Musella, voce degli Showmen, prestando la sua chitarra a un brano rimasto inedito fino al 2012. Poi impugnò il basso in tour con Bobby Solo e un giorno si presentò a James Senese, nero fuori, napoletano verace, ormai ex Showmen e alla testa dei Napoli Centrale: «Ciao, sono Giuseppe Daniele, mi piace la musica che fai, te vulesse incuntra'». I due si incontrarono, divennero «brothers in soul», inseparabili, veracissimi, americanissimi.
continua a leggere qui: http://www.ilmattino.it/SPETTACOLI/MUSICA/morto-pino-daniele/notizie/1101159.shtml

Ciao uaglio'. Continuerai ad esserci e ad essere attraverso la tua "musica musica (è tutto quel che ho)" quello che per me sei sempre stato: la colonna sonora della mia adolescenza e maturità. C'era feeling, sì, e se c'era prima sono certa che ci sarà anche dopo questa tuo ritorno a casa. Azz! che sorpresa che ho trovato stamattina.
Vabbuo' ja ... nu fa nient'... facimmece nu blues! (frase tua, durante un concerto ^_^)
Fai buon viaggio e quando vedrai a sorema scommetto che la canterete insieme questa canzone che prima cantavano noi a squarciagola:
www.youtube.com/watch?v=aZHmWnC-Tb0
oi nè comm è bello a sta cu' te...


e ora (6.1.2015) condivido l'annuncio del sindaco Luigi de Magistris che, devo dire, ha scelto una foto giusta per ricordare anche Massimo (entrambi avevano gli stessi notevoli problemi di cuore, eppure... sono riusciti a scippare i nostri di cuori con le manifestazioni artistiche delle loro anime belle)


Siamo felici che la famiglia di Pino Daniele abbia accettato la nostra disponibilità ad ospitare per l'ultimo saluto le ceneri di Pino e rendergli così il doveroso e solenne omaggio della città. Tutta Napoli, ne sono certo, verrà a salutare nei prossimi giorni al Maschio Angioino il suo Pino, il nostro nero a metà.
Poi studieremo con la famiglia, con gli amici e con i napoletani come rendere ancora più lungo e caloroso l'abbraccio di Napoli, e non solo, a chi ha rappresentato la colonna sonora di milioni di vite.


https://www.youtube.com/watch?v=AQWpKeVOxj0

domenica 4 gennaio 2015

Il Vaso della Felicità




Elisabeth Gilbert ha condiviso su facebook questo esercizio che da anni fa e propone. Ho deciso di tradurre il suo post, certa che sarà di enorme aiuto e sostegno per tutti voi.

"Carissimi,
Eccoci alla fine dell’anno e così ho pensato che potesse essere un buon momento per presentare a tutti voi il concetto del Vaso della Felicità.
Qui sono io col mio!
Cos’è un Vaso della Felicità? E’ la cosa più semplice al mondo. Prendete un vaso (o una scatola, o un contenitore qualsiasi) e ogni giorno, alla fine della giornata, prendi un foglietto e vi scrivi il momento più felice del giorno.
Lo fate anche nelle giornate schifose, perché anche in quelle giornate c’è un momento più bello (o almeno un momento che è il meno peggio).
E poi metti il foglietto nel vaso.
Nel corso degli anni avrai una documentazione della tua felicità.
Nelle brutte giornate, metto la mano in quel vaso e pesco – prendendo una manciata di grandi momenti che avrei assolutamente dimenticato se non li avessi documentati.
Faccio questa pratica da anni, e mi piace tantissimo.
Se la mia casa andasse a fuoco, questo sarebbe l’unico oggetto materiale che prenderei prima di correre fuori dalla porta… perché cosa c’è dentro questo vaso? ECCO COSA: il punto centrale di questa vita.
Nel corso degli anni il mio Vaso della Felicità mi ha insegnato molto. Ciò che mi stupisce continuamente è quello che scivola sulla carta ogni giorno. Non eventi sbalorditivi, non grandi acquisizioni: normalmente solo cose piccole e minuscole, un momento di consapevolezza… quel momento in cui esci e tra la casa e la macchina vieni colpito in testa da un raggio di sole e all’improvviso ti senti inondato di gratitudine semplicemente per il fatto di essere vivo e pensi: “Sì, è così”.
E’ solitamente qualcosa di piccolo, e qualcosa di grande.
So che molti di voi hanno iniziato anch’essi questa pratica, e mi piacerebbe vedere la foto del vostro vaso e sentire come lo avete adattato alla vostra vita. Mi piace la donna che ne ha messo uno in mezzo al tavolo del soggiorno e ogni giorno lei e i suoi bambini ci mettono qualcosa: che fantastica pratica familiare! E la donna che la scorsa settimana mi ha scritto che aveva avuto l’anno più duro della sua vita, ma aveva continuato a portare avanti la pratica del Vaso della Felicità e oggi, l’ultimo giorno dell’anno, prenderà ogni pezzettino di carta del vaso per ricordare che persino adesso, nei momenti più duri, c’era sempre stato un buon momento al giorno.
Quindi se qualcuno vuole iniziare questa pratica domani... Un nuovo anno è sempre un buon momento per incominciare!
Mando amore e, naturalmente, auguro a tutti voi un abbondanza di Momenti Felici nel 2015.
EG"

martedì 14 ottobre 2014

Ciao papa'

20/08/1938
14/10/2014

il saluto di Massimo

N.B. (non è una nota di dolore né di commiserazione, vuole solo essere una valvola di sfogo, e chissà, forse per vie traverse arriverà anche questo messaggio. niente condoglianze, tantomeno r.i.p. and r.a.p.)

a mio padre:
Ciao Ugo,
mi auguro che il "viaggio di ritorno a casa" sia stato di tuo gradimento, si, lo so, non è facile staccarsi dalla vita terrena, ma prima o poi... tocca a tutti. Che la riminiscenza faccia il suo corso adesso, ne hai veramente bisogno.

Non abbiamo mai avuto un grande rapporto io e te, senza amore, sempre in guerra, mi hai tirato su come uno spartano e di questo ti devo ringraziare, altrimenti non sarei nemmeno sopravvissuto a tutte le angherie e le miserie della vita; anche se poi devo dire che ho avuto grandi risentimenti riguardo l'amore... ma piano piano ne vengo fuori, dovessi metterci tutta la vita!
Adesso vai, non ti preoccupare più dei tuoi figli: sono grandi ormai, pensa per te, che la strada è ancora molto lunga, te ne accorgerai durante il viaggio!
tuo figlio Massimo.

Marisa Righetti
ciao, Massimù, ho appena letto, sto ricordando tante cose, era anche simpatico, affettuoso, con noi. Ci voleva bene. ciao.

Stefania Ugolini
oh Massimo... condoglianze teso' ... ora si ricongiungerà con chi abbiamo perso troppo presto ciao SOR UGO...

Stefano Ticconi
un abbraccio a Ugo buon viaggio... Massimo condoglianze a te e tutta la tua famiglia.

Claudia
Ciao Carissimo , condoglianze a te e a tutti i tuoi cari ...un abbraccio forte forte. Dedico questo messagio a tuo papà: Vi benedica il Signore e vi custodisca.

Paola Pellegrini
Bellissimo addio! Un abbraccio Massi, e anche a tua sorella.


* * *

il saluto di Enza

Ciao pa', avrei voluto avere qualche momento in più da trascorrere con te in questi ultimi giorni, purtroppo non è stato possibile perché anche qualcun altro voleva la stessa cosa ma in modo troppo morboso, e  così ha finito per "rubare" pure il mio tempo e il modo che desideravo per salutarti. E' andata così, e dunque... ora mi trovo a scriverti per farti arrivare comunque il mio messaggio:
l'altra dimensione, quella che ritroviamo quando "torniamo a casa" (poiché è da lì che veniamo) so che ci offre delle sorprese belle che mai avremmo immaginato pur con la più fervida fantasia.
Forse troverai ad accoglierti le persone (le anime delle persone) a te care che sono "tornate a casa" prima di te. Le troverai se saranno proprio loro i tuoi "compagni di scuola" (sai, le persone che sono sulla nostra via durante la vita sulla terra non le scegliamo, piuttosto sono le circostanze della vita -e delle nostre scelte- che ce le mette sul nostro cammino affinché possiamo fare le scelte più giuste perché la nostra essenza, la nostra anima possa evolvere).
Per quanto ne so, la vita sulla terra è una prova, un esame che siamo chiamati ad affrontare dopo essere usciti dalla scuola dell'altra dimensione.
A volte riusciamo a superare l'esame, e come "ricompensa" vediamo evolvere di un gradino la nostra anima, la vera essenza vitale, la vera vita (quella che non muore mai).
Altre volte non riusciamo a superare l'esame e rifacciamo gli stessi errori delle vite precedenti, e allora ci ritroviamo a dover rifrequentare la stessa scuola già frequentata quando "torniamo a casa", per poi tornare sulla terra e provare ancora una volta a superare il nostro esame (ognuno di noi ha il suo).
Non posso sapere se il tuo esame (il percorso della tua vita sulla terra) abbia avuto un buon esito, e finché non raggiungerai i tuoi "compagni di scuola" non lo saprai neanche tu. Voglio però credere che il tuo trasferimento dalla vita terrena al ritorno a casa sia stato sereno, senza paura.
Non si deve aver paura di tornare a casa: un mondo di Amore puro ci aspetta comunque sia!
Non credo al paradiso, o all'inferno o al purgatorio. Credo alla scuola di vita che frequentiamo nella nostra vera casa, scuola che ha l'unico scopo di formare le nostre essenze ad essere più fruttuosi nel mondo terreno.
Ecco, volevo accompagnare il tuo ritorno a casa con questo messaggio e queste parole, e così ho fatto.

Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Faccia risplendere l'Eterno la Sua Luce su di te
e ti conceda Grazia.
Volga l'Eterno il suo sguardo verso di te
e ti dia Pace.

con un abbraccio di luce e amore inviato dalla terra così ti saluta tua figlia Enza
___________________

Ho letto la tua lettera... Bellissima e molto sentita... Mi sono commossa, forse perché rispecchia ciò che provo io?  ancora una volta...Grande sister!!! ...e come dici sempre tu... ti abbraccio con un abbraccio di luce: ti voglio bene sasò! (Wanda)
P.s. Eh si, il mio motto di vita rispecchia proprio questo... un po' come nel libro "il bar celestiale" e il suo grande albero. 

* * *

il saluto di Wanda


Ciao pa',
vorrei dirti tante cose anche se già le sai...
vorrei dirti che per me sei stato un grande Maestro,
che mi hai insegnato ad alzarmi quando si cade,
che mi hai insegnato ad essere caparbia
nell'affrontare le "angherie" della vita terrena...
e poi la gioia, l'allegria, il perdono, la sensibilità, il rispetto (...)
Quante cose mi ha insegnato!
Ora di tutto ciò cercherò di farne buon tesoro
e continuerò il mio percorso di vita,
qui e ora,
nel miglior modo possibile,
come tu continuerai lassù...
Si, mi piace pensarla così: prima o poi ci si rincontra!
Come nel libro da me citato molte volte "il bar celestiale",
così vedo la vita,
simile ad un grande albero:
i suoi rami rappresentano la parentela e le persone più vicino a noi.
Tutto ha il suo significato,
ogni persona che si incontra ha il suo perché...
forse ha da insegnare o forse ha da imparare qualcosa.
Con l'immaginazione mi piace dipingere questa e quella vita così,
con mille colori,
come un arcobaleno dalle molteplici sfumature...
Grazie papa'.
Ti voglio bene.
Fai buon viaggio.

Ciao pa'. Ti auguriamo un buon viaggio di ritorno a casa (Wanda e Tony)


Capitolo: L’energia va verso l’equilibrio - Stare comodi nel dinamismo

"Non ci sono problemi nel muoversi in qualche direzione nel pendolo. È quando rimani fermo o ti radichi in una posizione che arrivano i problemi. Perché? La vita è in continuo cambiamento. La staticità non è una proprietà dell’Universo. Raramente la vita si trova agli estremi; il 99,9% della vita accade tra i margini, nella zona grigia. La vita è fatta di tutte le posizioni, i pensieri, le credenze e le emozioni. Se resti troppo a lungo in una posizione a frequenze basse e malsane, probabilmente ti ritroverai ad essere infelice. Quando ciò accade, pensa che la tua infelicità, la depressione o la rabbia ti stanno dando un’opportunità per pensare, sentire ed agire in maniera differente, per muoverti verso una frequenza più alta, un modo di essere più felice. Navigare a vela è il migliore esempio per capire come funziona questo processo. Prima di tutto devi sapere cosa sia essere un marinaio, rispondere alla domanda del “Chi sono io?”. Poi devi sapere la tua destinazione; i tuoi obiettivi, il tuo percorso. Se perdi la prospettiva, il focus dal tuo obiettivo, sarai presto fuori rotta. Quanto più chiaro sei nei tuoi obiettivi, tanto più semplice sarà sapere come aggiustare il tiro. Per ultima cosa devi avere il giusto atteggiamento. Appena salpi, il vento e l’acqua, come la vita stessa, continueranno a cambiare quindi tu dovrai continuamente aggiustare il tiro. Non ci sono una via giusta o una via sbagliata. Questo processo richiede parecchia pratica, pazienza e fede nel fatto che non puoi commettere alcun errore. Se le tue azioni non ti hanno portato quel che volevi, lascia semplicemente andare la vela maestra, spingi la barra e tenta una nuova virata. Non fa niente! Impara da questo e continua a navigare."
(tratto da Il bar celestiale – Tom Youngholm)

Tony Orlando:
Sei stato come un secondo papà...
Ciao Ugo

Sharon Orlando:
Anche se non te l'ho mai detto, ti voglio bene..
Ciao nonno

(Ciao pa' - W.  T.  E.  M.)             -              (Sharon e Cheyenne)

* * *

il saluto di Marchicello

Ciao sor Ugo, è stato bello conoscerti. Hai avuto sempre le porte aperte a tutti e hai avuto il cuore grande con tutti. Sei stato sempre presente e disponibile, senza se e senza ma. Ora ti auguro un buon viaggio e anche una buona rinascita.
Ciaoooo!! 
M.S.
(kaddish)

Itgaddal veitkaddash shemè rabbà, bealmà di verà chirutè,
veiamlich malchutè,
bechaiechon uviomechon uvchaiè dechol beth Israel
baagàla uvizman kariv veimrù amen.
Ieè shemè rabbà mevarach leailam ulalmè almaià itbarach.
Veishtabbach veitpaar veitromam veitnassè veitaddar
veitallè veitallal shemè dekudshà berich U.
Leèla leèla mikkol birchatà shiratà tishbechata
venechamatà daamiran bealmà, veimrù Amen.
Ieè shelamà rabbà  min shemaià vechaim tovim
alenu veal Kol Israel veimrù Amen.
Osè Shalom bimromav U verachamav
iaasè Shalom alenu veal Kol Israel Amen.

* * *

Il saluto di Paola

Ciao cara, ho saputo di tuo papà, mi dispiace per te, perché anche se crediamo che la morte non esiste... sentiamo sempre dolore per il distacco.
Un abbraccio dal cuore e un saluto a tuo padre...

___________________

Grazie Paola, con tutto il cuore. Invierò il tuo saluto a pa' (anche se... credo già gli sia arrivato).
Ci ha fatto molto molto piacere vedere Stefania stamani. Lei c'è sempre! E quando ha lasciato il suo messaggio a Ugo... non ha saputo resistere e si è firmata Stefagna ^_^
Sono certa che lui avrà sorriso al ricordo di questo particolare (erano così piccole lei e Wanda!). Pensa che fino ad oggi ha tenuto conservata una lettera che gli scrisse proprio da piccolina, quando stavano imparando a scrivere! (Spero di recuperarla nei prossimi giorni) Ti mando un grande abbraccio di luce e amore. a presto.
Enza

* * *

Patrizia Cavaterra, ti saluta così:
Non posso che dire una preghiera per la tua anima che possa riposare in pace, il passato non conta e poi con te ho solo tanti bei ricordi... ciao Ugo
!

* * *
Elisabetta così ti saluta:
Io sono fatta così, forse sono strana, ma avevo sempre pensato che sarei sempre stata capace di fare tutto da sola... ed invece ho avuto bisogno di lui. ...quando intorno a me non c'era nessuno, o quasi, un certo signor Ugo mi ha aperto le porte di casa sua... mi ha accolta, abbracciata, rassicurata... mi ha difesa come fossi una figlia... mi ha afferrata per mano e mi ha stretta forte. ...volevo il mio papà lì ed ho trovato lui.
Hai, e non hai avuto, un grande babbo... Un bacio signor Ugo...


* * *

Rita così ti saluta:
Elena, tesoro, sai bene quanto ero affezionata a Ugo...proprio tanto....lui sarà sempre un pensiero felice...un bel ricordo di una persone speciale. Lui mi ha sempre detto..."devi andare avanti" ed io non lo dimenticherò mai...sorriderò anche quando avrò il cuore a pezzi...come in questo momento... 

* * *

mercoledì 25 dicembre 2013

Il significato del Natale

Giorno di Natale: dal latino "dies natalis" (giorno della nascita)

Chiediamoci innanzitutto: che cos’è il Natale per noi?
Forse prima d’ora non lo avevamo mai fatto, e per consuetudine abbiamo accettato ciò che ci è stato detto a riguardo. 


La maggior parte delle persone pensa che il "Natale" è la festa che secondo la tradizione religiosa cristiana si celebra il 25 dicembre e commemora la nascita di Gesù Cristo. Pochi sanno che circa la data di quest’evento gli storici non hanno mai saputo fornire elementi certi.

L’Enciclopedia Italiana Treccani 1949, Sansoni, vol. XXIV, pag 299, afferma:
"I Padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù Cristo (…) La festa del 25 dicembre sarebbe stata istituita per contrapporre una celebrazione cristiana a quella mithraica del dies natalis Solis Invicti (giorno natalizio dell’invincibile Sole)".

La festa pagana del solstizio d’inverno era una ricorrenza importante per gli antichi romani, che in quel giorno celebravano la festa del dio Sole. Durante queste feste che andavano dal 17 al 21 di dicembre ("I Saturnali") e la festa vera e propria del Sol Invictus del 25, il cui culto era stato introdotto dall'imperatore Aureliano, si usavano i simboli dell'eterna giovinezza di Dioniso: mirto, lauro, edera...

Il greco Dioniso veniva considerato come il divino bambino nato in maniera miracolosa da una vergine celeste. Dioniso era stato latinizzato col nome di Mithra di cui in oriente si celebrava la festa la sera del 24 dicembre. Era il dio iraniano dei misteri, il dio solare dell’amicizia e dell'ordine cosmico, nato dalla pietra e portatore della nuova luce “Genitor luminis”. In quella sera i fedeli a questo dio accendevano dei fuochi per aiutare il sole a salire più in alto sopra l’orizzonte.

La chiesa cristiana scelse la data del 25 dicembre come giorno di nascita del Cristo semplicemente per cristianizzare una festa pagana molto sentita dalle masse popolari. E così l’imperatore Costantino (280-337) riunì il culto del sole, di cui egli era il figlio protetto, e il culto al dio Mithra con il cristianesimo. E’ sotto il suo regno che appare la festa del Natale. 

Si menziona per la prima volta tale festa cristiana al 25 di dicembre in un calendario liturgico romano del 354. Tuttavia la celebrazione del Natale è già attestata a Roma intorno al 336, dopo che la festa più antica dell'Epifania (manifestazione) era stata trapiantata dall'Oriente in Occidente.

Da Roma il Natale si diffonde in Africa, in Spagna e nel Nord Italia. Giovanni Crisostomo ne attesta la celebrazione ad Antiochia come festa separata dall'Epifania. Ma è solo sotto l'imperatore Giustiniano (527- 565 d.C.) che il Natale viene riconosciuto come festa legale per l'Occidente.

Dunque ...buona festa della luce!

venerdì 20 dicembre 2013

Sono una svergognata...

Mi è stato insegnato a vergognarmi del mio corpo, delle mie azioni, dei miei pensieri.
Mi hanno insegnato che quello che penso è assurdo e che quello che faccio è ridicolo, quello che voglio è sporco.

Ho imparato a non dire quello che pensavo, per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse meglio.
Ho imparato a non fare quello che volevo, per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse che fosse inopportuno.
Ho imparato a non inseguire ciò che volevo, per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse che fosse inadeguato.

Non contenta della vergogna che provavo per il mio corpo, ho portato la vergogna anche dentro di me.

Ho imparato a chiedere alla vergogna come vestirmi, per paura che qualcuno potesse capire cosa pensavo e lo sottolineasse.
Ho imparato ad ascoltare la vergogna mentre mi spogliavo, che non aveva intenzione di farmi sentire a mio agio nel mio corpo, ed ho imparato la paura.
Ho imparato a consultarmi con la vergogna prima di aprire la bocca, non parlare di cosa succede nella mia testa , ma la gente mi ha scoperto.

Così ho smesso di ballare, ridere ad alta voce, di chiedere quello che non capivo, di dire quello che pensavo, di condividere quello che sentivo, di chiedere aiuto, di mettere la gonna, di andare in spiaggia, di ridere o piangere per strada, di dipingere il mio corpo, di camminare spettinata, di chiedere ciò che mi manca, di prendere l'iniziativa, per dire no, per dire sì, di lamentarmi, di vantarmi, di essere orgogliosa, di ammettere che ho paura.
 
Mi sono resa conto che la mia vergogna non si sarebbe mai sentita sazia. Che per tutta la vita avrebbe prevalso. Così ho guardato alla mia Svergognata interiore. All'inizio si vergognava. Ma poi ha iniziato a ballare, cantava con me, ha iniziato a bagnarsi di pioggia, mi ha incoraggiato a parlare, a ignorare le cose che mi mettevano in imbarazzo...

Ed ora non ho tempo di provare vergogna .
Sono occupata a vivere .

Sono una svergognata!

Mi è stato insegnato a vergognarmi del mio corpo ,delle mie azioni , dei miei pensieri .
Mi hanno insegnato che quello che penso è assurdo e che quello che faccio è ridicolo , quello che voglio è sporco .
Ho imparato a non dire quello che pensavo , per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse meglio .
Ho imparato a non fare quello che volevo , per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse che fosse inopportuno .
Ho imparato a non inseguire ciò che volevo, per la vergogna che qualcuno intorno a me pensasse che fosse inadeguato .
Non contenta della vergogna che provavo per il mio corpo , ho portato la vergogna anche dentro di me.
Ho imparato a chiedere alla vergogna come vestirmi , per paura che qualcuno potesse capire cosa pensavo e lo sottolineasse. 
Ho imparato ad ascoltare la vergogna mentre mi spogliavo , che non aveva intenzione di farmi sentire a mio agio nel mio corpo,ed ho imparato la paura. 
Ho imparato a consultarmi con la vergogna prima di aprire la bocca , non parlare di cosa succede nella mia testa , ma la gente mi ha scoperto.
Così ho smesso di ballare , ridere ad alta voce , di chiedere quello che non capivo , di dire  quello che pensavo , di condividere quello che sentivo , di chiedere aiuto , di mettere la gonna , di andare in spiaggia ,di ridere o piangere per strada, di dipingere il mio corpo , di camminare spettinata , di chiedere ciò che mi manca , di prendere l'iniziativa , per dire no , per dire  sì , di lamentarmi , di vantarmi , di  essere orgogliosa , di ammettere che ho paura .
 Mi sono resa conto che la mia vergogna non si sarebbe mai sentita  sazia . Che per tutta la vita avrebbe prevalso  . Così ho guardato alla mia Svergognata interiore . All'inizio si vergognava . Ma poi ha iniziato a ballare , cantava con me , ha iniziato a bagnarsi di pioggia , mi ha incoraggiato a parlare, di ignorare le cose che mi mettevano in imbarazzo ...
Ed ora non ho tempo di provare vergogna . 
Sono occupata a vivere .

faktorialila. com

Immagine :  Femininelure

Immagine : Femininelure

domenica 16 ottobre 2011

Commento su "La Storia di Rima"

Impressioni alla lettura

A mio parere l’autrice ha la prioritaria qualità che deve avere chi scrive, ovvero, invogliare a farsi leggere. Poi naturalmente, a detta qualità ogni scrittore affianca altre sue specifiche e particolari qualità.
Per quanto riguarda la sostanza del libro, già ben definita da Teresa Conte, essa è oltremodo toccante, se non struggente, e mirabilmente narrata. Ma l’autrice nel contempo dice anche di più con altro, per esempio con un accenno contenuto ma efficace sulla terribile drammatica vicenda religiosa in Occidente che viene a confrontarsi con la mite spiritualità Orientale. E poi ancora pensieri, idee o convinzioni degne di riflessione per ognuno che legga.
Mi ha colpito anche la notevole capacità dell’autrice di ricostruzione, lungo la narrazione, di stati d’animo, sentimenti, percorsi psicologici ed evolutivi di Rima e non solo. Operazione non semplice che denota grande attenzione e sensibilità verso gli altri e notevole memoria di ciò.

Complimenti all’autrice Terry Coen
Sirio
Settembre 2011

domenica 9 gennaio 2011

2011

Per quel vecchio desiderio di veder pubblicata la mia fiaba: missione compiuta!

Ci abbiamo messo un po' ma ... meglio tardi che mai!!

Un abbraccio ;)

mercoledì 7 ottobre 2009

Ciao Sasò!

Cara sorellina, ho deciso di scriverti oggi e mi sono resa conto che è il giorno 7 ...
E' incredibile ma vero, e ... non credo alle coincidenze!!
Mi sono connessa soltanto da una mezz'ora e dopo aver letto la posta mi è venuta voglia di scriverti per dirti, semplicemente, "ti voglio bene!"
Lo sai come sono fatta, le cose le devo dire senno' che senso ha?
In questo caso provo un sentimento che voglio esprimere e quindi, se ti voglio bene te lo devo dire: fa bene a me e fa bene a te, sicuro!
E allora ... ti voglio bene sasò, tanto!
Arrisentirci a presto.
ti abbraccio con tutto l'Amore che posso donarti

giovedì 7 maggio 2009

tempo di rose

Sorellaluna a Rima

Perché non scriverti proprio il giorno 7 ? (il tuo numero preferito)
Perché non scriverti durante il mese di maggio, il mese delle rose? (tu che dici alle api e ai moscerini che ti girano intorno "mi avete scambiato per una rosa"?)
Perché non scriverti quando il sole comincia a scaldarci fuori e dentro di noi (te che ami il sole come un pesce ama l'acqua)
Perché non scriverti TI VOGLIO BENE proprio il giorno sette del mese di maggio quando il sole mi scalda e il tutto mi fa sorridere, perché tutto questo mi fa pensare al tuo spirito giocoso e alla mia fortuna ad aver condiviso con te una buona parte della mia vita!

sorellaluna

mercoledì 18 marzo 2009

flores per l'8 marzo 2009

(da tua sorella Enza)

... no... non è la mimosa, perché è soltanto il girasole quel fiore particolare che più ti rappresenta nella tua essenza, nella tua ricerca di sole (dove c'è il suo calore ci sei tu), nella tua ricerca di luce (dove non c'è menzogna o ipocrisia ci sei tu), nella tua voglia di ESSERE in tutta la tua ALTEZZA... ("sua maestà"!!!)


ti voglio bene