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mercoledì 13 novembre 2013

Il cerchio delle Donne

Quando le donne si riuniscono in uno spazio sacro,
vi è un ricordo, un invito
per essere tutto ciò che abbiamo sete di essere.

Lasciamo che si incontrino corpi, cuori e menti
attraverso il sorriso silenzioso, l'anima riempie gli occhi,
e riflette il riconoscimento, rispecchiando la Madre,
Sorella, figlia, amica e amante
attraverso la vista, attraverso la danza,
attraverso il riso e il gioco,
attraverso il cerchio entriamo nel grembo della creazione,
la conoscenza, il recupero,
lo sguardo al mistero.

Ci muoviamo con i nostri ritmi, al nostro ritmo,
dando ai nostri templi del tempo, l'ascolto ...
e partecipiamo, ci armonizziamo,
ci sintonizziamo, trasciniamo e ci lasciamo trascinare.

Il respiro, il respiro, i suoni della ragione,
la canzone che cantiamo, il profondo sentire,
piangiamo per portare il nostro cuore dalla mente al centro,
e stiamo in piedi come gli alberi dove nessuna paura può entrare
perché noi siamo un cerchio di amore e di respiro,
della vista e del canto, di ascolto e di riposo.

Siamo state testimoni dello spazio sacro delle donne,
ora è il momento di essere
per mostrare a tutte le donne come fare.
Dona Ho Lightsey
"Quando le donne si riuniscono in uno spazio sacro,
vi è un ricordo, un invito
per essere tutto ciò che abbiamo sete di essere. 
Lasciamo che si incontrino corpi, cuori e menti 
attraverso il sorriso silenzioso, l'anima riempie gli occhi,
e riflette il riconoscimento, rispecchiando la Madre,
Sorella, figlia, amica e amante 
attraverso la vista, attraverso la danza,
attraverso il riso e il gioco,
 attraverso il cerchio entriamo nel grembo della creazione,
la conoscenza, il recupero,
lo sguardo al mistero.
Ci muoviamo con i nostri ritmi, al nostro ritmo,
dando ai nostri templi del tempo, l'ascolto ...
e partecipiamo, ci armonizziamo,
ci sintonizziamo, trasciniamo e ci lasciamo trascinare.
Il respiro, il respiro, i suoni della ragione,
la canzone che cantiamo, il profondo sentire,
 piangiamo per portare il nostro cuore dalla mente al centro,
e stiamo in piedi come gli alberi dove nessuna paura può entrare 
perché noi siamo un cerchio di amore e di respiro,
della vista e del canto, di ascolto e di riposo
Siamo state testimoni dello spazio sacro delle donne, ora è il momento di essere per mostrare a tutte le donne come fare "

Dona Ho Lightsey 


immagine Yar Mohammad Taraky

fonte inglese  TheGypsyPriestess.
immagine Yar Mohammad Taraky
fonte inglese TheGypsyPriestess.

venerdì 10 maggio 2013

Io sono Eva, stanca di sacrifici

Io sono Eva, Signore.
E non voglio obbedirti
soltanto amarti
perché credo che l'Amore
contenga già l'Obbedienza.

Io sono Eva, Signore,
stanca di sacrifici
Eva che vuole gioire
perché crede che l'Allegria
contenga già il Servizio.

Io sono Eva, Signore,
anche senza figli,
perché una donna
anche con la mente è Madre
e il Grembo delle sue idee
dà vita ad ogni Creazione.

Io sono Eva, Signore,
ed ho compreso che
"l'Amore per Sempre"
non era per Lui
non era per Te
ma era la sola Fedeltà possibile
che potevo garantire a me stessa.

Io sono Eva, Signore,
e oggi come ieri,
affronto il Lavoro
in casa e fuori.

Ma non nascondo più
la fatica di farlo
dietro il Sorriso ossequioso
della serva o della puttana.
E credo nella maternità,
ma non a costo della mia vita
e dell'Infelicità
di quelli che genero.
E credo nell'amore
ma non come Asservimento
del corpo,
del cuore,
dei pensieri.

E se qualcuno vuole Giocare con me
Prima deve addomesticarmi
come il Piccolo Principe
fece con la Volpe
e rinunciare
al dominio,
alle guerre
e agli eserciti
ai quali, nei secoli
è stato concesso
lo Stupro.
Perchè io non sono più
una che si trasforma in albero
per sfuggire ai sottoprodotti maschili
del Violentatore Sacro
che, tante volte, qualcuno
ha chiamato "dio".
Io sono Eva, Signore,
allevata, sfidando,
per miliardi di anni,
Roghi e Calunnie.
Eva
assai spesso Nemica
delle altre donne.
E, da sempre,
certamente
Sola.
Eppure
ancora spaventata
dalla Solitudine,
ancora terrorizzata
dall'Abbandono.
Eva che, però, ha deciso,
di non avere più Paura
di ciò che, in verità, Desidera:
la Libertà
anche a costo
della Solitudine.
Ho capito
Infatti,
Signore,
che esiste un terrore da abbattere
peggiore della Morte
e più potente di ogni Divinità.
Un terrore
sconfiggendo il quale
ogni libertà è possibile.
Quel terrore da abbattere
è la Paura della solitudine.
Ecco perché oggi,
Signore,
io sono Eva:
Libera e Sola.
E' vengo, Felice,
ad incontrarti.

(dal libro di Maria Rita Parsi " Single per sempre")

Art : Anna Merritt

domenica 27 gennaio 2013

L'INSURREZIONE

Scritto a Kerala per le donne indiane che ci mostrano la strada
Potrebbe succedere ovunque

E così è stato

Mexico City

Manila

Mumbai

Manhattan

Uomini notturni

In attesa

Come lupi

Che sbavano

Per la preda

Dietro

Quell’unica porta vagamente verniciata

pagando niente

Due dollari

o euro

o rupie

o pesos

Per possederla

Entrare in lei

Mangiarla

Divorarla

E gettare via le sue ossa.

Potrebbe succedere ovunque

E così è stato

Una monaca buddista su un autobus

Che cercava di rimanere all'asciutto per la notte

Un leader donna che si opponeva

al governo repressivo

Una giovane donna in viaggio con il suo ragazzo

Una ha perso la voce

L’altra il suo seguito

L’ultima la sua vita

Potrebbe succedere ovunque e così è stato

Croci rosa di legno

Una catasta di pietre

Rossi garofani appassiti

Sedie vuote in una piazza

Nastri che volano nel vento afoso

Chiedo ad Anna a Nighat a Kamla a Monique a Tanisha a Emily

Perché Perché

Porque Eran Mujeres

Parce qu'elles étaient des femmes

Because they were women

Perché erano donne

Potrebbe succedere ovunque

E così è stato

Dove una donna è stata licenziata per essere troppo bella

Una è stata multata per aver bevuto dopo essere stata violentata

Ad una è stata fatta una seria offerta di matrimonio dal suo violentatore

Le fu detto che era legittimo e non un'imposizione.

Potrebbe succedere ovunque

Fanno queste cose

Quando le ragazze vanno a far legna

Entrano nell’auto di un uomo solo

Bevono un po’ troppo alla festa universitaria

E si svegliano con le dita dello zio dentro

Scappano da machete e pistole urlanti

Prese all’alba

Fucilate per aver imparato l’alfabeto

Lapidate per essersi innamorate

Bruciate per aver predetto il futuro

Sono stanca

Di catalogare questi orrori

Dati Pornografici

2 milioni di donne violentate e torturate

1 donna su 3

Una donna violentata ogni minuto

Ogni secondo

Una su due

Una su cinque

Lo stesso

Una

Una

Una

Sono stanca di contare

E ricontare

È il momento di raccontare una storia nuova

C'è bisogno della nostra storia

C'è bisogno che sia atroce e inaspettata

che ad un certo punto faccia perdere il controllo

che sia sensuale e venga dai nostri fianchi

e dai nostri piedi

C'è bisogno che sia arrabbiata e che sia spaventosa come sanno essere spaventose le tempeste

Una storia che non debba chiedere permesso

che non abbia bisogno di permessi o di uffici appositi

O di creare reddito

Non sarà registrata o comprata o venduta

O contata

Deve solo accadere

Non si tratta d’inventare

Ma di ricordare

Sepolta sotto le foglie di traumi e sofferenze

Sotto il fiume di

sperma e squallore

Vagine e labbra

Strappate ed estratte

Rubate

Miniere di corpi

Corpi scavati

Adesso non si tratta di chiedere

O di aspettare

Si tratta di insorgere.

Solleva il tuo braccio sorella e fratello

Solleva il tuo unico braccio

Miliardi

Il tuo unico cuore

Il tuo sarà uno dei nostri.

Una volta avevo paura dell’amore

Faceva troppo male

Ciò che non è mai successo

Ciò che è stato strappato via

Lo stupro

La ferita

E l’amore

Pensavo

fosse il sale

Ma sbagliavo

Sbagliavo

Attraversa il fuoco.

Solleva il tuo braccio

Solleva il tuo uno

Miliardi

Uno

Uno

Uno

che insorge

che si ribella

che si rialza
 

venerdì 17 giugno 2011

Puoi sempre scegliere se cavalcare l'onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere se criticare o essere d'esempio;
puoi sempre scegliere se lamentarti o impegnarti
puoi sempre scegliere se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente; 
puoi sempre scegliere se sorridere o giudicare, 
puoi sempre scegliere, se essere gentile o avere ragione. 
Puoi sempre scegliere che profumo lasciare dietro di te.

mercoledì 24 novembre 2010

La Storia di Rima (2)

E questa è la storia nella sua morale:
Tutto è Uno nel mondo sottile
e Uno è Tutto nel mondo materiale.
Dunque è bene che non si lamenti
chi sulla Terra soffre tormenti
e sa vivere solo di magri espedienti.
Scelga invece i valori necessari
a coltivare contatti umani più veri
affinché non siano più tanto rari.
E perché il giardino sia ovunque fiorito,
agisca con animo pel sogno ardito,
e partecipi a creare quel mondo ambito.
Manifesti la sua opera nel luogo finito
e viva col suo spirito nell'infinito,
per capire come l'Uno sia col Tutto riunito.
Il lavoro di Rima non è andato perduto,
e ora da sollievo a chi in lei ha creduto,
poiché gioisce del risultato.
Usando l'empatia e diramando la solidarietà,
chi ha raccolto la sua eredità
vede l'Arcobaleno che da testimone fa
quando collega le diverse realtà,
e sa che un mondo d'Amore esiste già
tanto nel cuore dei vivi quanto nell'aldilà.

giovedì 21 gennaio 2010

La Storia di Rima

Cielo, Terra, Vento e Sole
ascoltate queste mie parole.
Alberi, Foglie e Arcobaleno
io vi parlo a cuor sereno.

Vi voglio raccontar d'una ragazza infelice,
che non toccò mai Amor, come si dice.
Vi voglio raccontar d'una ragazza solare,
che scelse di non invecchiare.

D'una ragazza che non credeva più nell'amore,
pur se amò tanto e con ardore.
D'una ragazza che vedeva intorno dipinto di nero,
quando chi le stava vicino non era vero.

E di un giorno come tanti,
voglio raccontare a tutti quanti:
Sole, un tuo raggio il suo cuore ha scaldato.
Vento, la tua corsa le sue lacrime ha rubato.

E ora brillano per te, Cielo,
che le tieni lontane da quel triste gelo.
Perché le hai prese come figlie,
perché le hai prese come stelle.

E delle verdi foglie varie,
vi voglio raccontare,
che le han donato tanta speranza
e le han cambiata quella falsa credenza.

E degli alberi maestosi e belli
che l'han condotta senza appelli,
alla Terra ch'ella cercava,
là dove placida riposava.

Nascere, fiorire, invecchiare e morire:
è il ciclo della vita che vuol proseguire.
Rima imparò che l'Amore
parte e ritorna nel cuore.

E ora che in alto può volteggiare,
anche altrove può farlo arrivare.
E ora che ha una bella sensazione,
da un nome alla gaia emozione:

VOGLIA DI ESSERE, dice Rima.
E che sia sempre più di prima.
Vivere nel suo vero significato,
può farti sentir solo beato.

E ora tu, Arcobaleno,
sii testimone del suo mondo più ameno,
e trasportalo sui tuoi colori
da Rima ai suoi successori.

Affinché il suo lavoro non vada perduto
e doni sollievo a chi in lei ha creduto,
e perché mai il coraggio possa mancare
a chi la sua vera essenza vuole mostrare.

mercoledì 14 ottobre 2009

dedicata a Rima

Orme

Una notte una donna fece un sogno.
Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
In cielo balenavano scene della sua vita.
Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
una apparteneva a lei e l'altra al Signore.
Quando gli fu balenata davanti agli occhi l'ultima scena,
si voltò a guardare le orme e notò che molte volte
lungo il cammino vi era una sola serie d'impronte.
Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli e più tristi della sua vita.
Ne rimase disorientata e interrogò il Signore.
"Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita vi era una sola serie di orme.
Non capisco perché, quando avevo più bisogno di te, mi hai abbandonata".
Il Signore rispose:
"Mio amata figlia, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
quando vedi solo una serie di orme,
quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio".

martedì 27 gennaio 2009

Ad un passo dalla Luna (1981-'82)


... Ed io sono lì

Nella mia mente un vortice
Il mio corpo è avvolto
da mille sensazioni

... Ed io sono lì
ad un passo dalla Luna
Posso toccare la stella
più bella
Scaldarmi al suo calore
Inebriarmi della sua luce

... Ed io sono lì
con il futuro fra le mani,
con l'infinito da esplorare

Sono lì,
ad un passo dalla Luna...

mercoledì 24 dicembre 2008

Maruzzella (gennaio1983)

Mammà.
I' m'arricordo
bella,
mammà mia
Però tene già
e capill' janc'
'E pensieri so' assai
E 'a sera
into 'o cerviell 'ntronano
pensann' a chesto e a chello
"Maruzzella,
tengo 'na figlia
ca se chiamma
Maruzzella
'O saccio ca' torna
Maruzzella
è comme 'o mare
ca se l'è purtata fore
e io mo aspetto...
Perché 'o ssaccio
ca 'o mare me l'arriporta!"
Io penso a chesto
perciò mo' dormo cuntenta!

giovedì 4 dicembre 2008

ooooommmm (1981-'82)






Quando la conoscenza
aprì le porte della mia mente,
mi trovai ad esplorare l'infinito.
Quando la conoscenza
mi pose davanti al bivio,
non seppi scegliere subito.
Quando presi conoscenza
di me stessa,
salutai i miei dubbi
infantili.
E m'incamminai
sulla strada della saggezza.

lunedì 24 novembre 2008

Sette anni (1984)




Ora
solo occhi per l'Infinito.
Sette volte
il mio corpo è morto.
Sette volte
la mia Anima è risorta,
percorrendo
le strade della Verità.
Sette anni ancora
per giungere
alle porte della Saggezza.
Vivendo
giorno dopo giorno
senza più temere il Buio.
Senza più avere paura
delle mie paure.
Ora
solo occhi per l'Infinito...

da Scricciolo (24.11.2008)

Non voglio più restare indifferente,
mentre la vita con ritmo fuggente
segue col tempo limitato
le occasioni che mi ha dato.
Non è certo saggia cosa:
la vita diventa noiosa,
e sovente non riesco a capire
dove il destino mi porta a finire.
Ora faccio le scelte senza paura,
e percorro le strade con grande cura.
Seguo ancora le vie che hanno un cuore
ma affronto gli ostacoli
senza timore.
E se gente oscura vuol darmi l’assalto,
io spiego le ali e volo più in alto.
E la sorprendo a vedermi volteggiare
oltre il buio, e sui monti, e sul mare.
Chi non sceglie non può capire
come il suo destino possa cambiare.
Il mondo oscilla tra il bene e i male,
e tutto si svolge nel contesto formale.
Esiste però una parte nascosta,
dove al mondo naturale si accede apposta.
Non è adatta per il vivere in società
ma porta alla strada per la felicità.
Ora non ho più paura
di camminare nella notte oscura,
perché l’Amore puro è nel mio cuore
e mi allevia da qualsiasi dolore.
E volo più in alto, più su delle stelle.
Fino a toccare le più grandi e belle.
E volo più in alto cantando a gran voce:
“Guardatemi pure. Sono libera e sento la pace”.

giovedì 20 novembre 2008

Per Scricciolo (da Rima 23.9.1982)





Una mano fra i miei capelli.
Una carezza sul cuore.
Un bacio sugli occhi,
i miei occhi.
Guardo la mia mano chiusa.
La mia vita in quel pugno.
Perché ho guardato indifferente ,
un pezzo della mia vita andare via?
Sono ancora viva!
Sono viva, mi capite?
Dico a voi,
gente ipocrita,
piena di falsi concetti,
senza scrupoli,
pronta ad uccidere senza pietà.
Volevate spezzarmi le ali,
ancora una volta
ed ora mi guardate stupiti
volteggiare sulle vostre teste.
E' inutile,
non potreste capire:
IO SONO LIBERA