domenica 10 marzo 2013

Tutela dei diritti delle donne, diritti umani

AL GOVERNO ITALIANO

Egregi presidenti e ministri,

questa che vi proponiamo è una risoluzione riguardo due temi che riteniamo importanti per una società che possa definirsi civile: stiamo parlando di femminicidio e pedofilia.
La risoluzione prevede il diritto di essere tutelati dallo Stato con leggi a favore sia della vittima di violenze e abusi, sia del carnefice che compie l'oltraggio della violazione alla vita altrui.
La violenza sulle donne così come la pedofilia sono un vero proprio cancro sociale e devono essere abbattute una volta x tutte: questo sterminicidio non è più tollerabile!
Ogni giorno viene uccisa una donna e nella maggior parte avviene nell’ambito domestico, ma il nostro scopo non è focalizzare l'attenzione sulla cifre delle donne uccise, perchè così si rischierebbe di dare importanza al fenomeno numeri facendo passare in secondo piano il caso in sé, che invece dovrebbe essere degno di particolare attenzione.
Ci teniamo a precisare che (dal nostro punto di vista) attualmente consideriamo sbagliati gli strumenti usati per arrivare a marginare e risolvere il problema. Ed è per questo che riteniamo siano necessarie delle riforme da attuare il più presto possibile.
La vita di ogni individuo è importante e non deve essere calpestata. Il governo deve prendere atto di questo e dare una risposta ai cittadini. Una risposta immediata.

Questi sono i punti principali:

 1- Istituire - come da disposizione europea - il numero unico 112 per TUTTE le emergenze: di qualunque natura esse siano. E' indispensabile che gli operatori siano selezionati tenendo anche conto del fatto che nella U.E. è presente una pluralità di lingue.

 2- Potenziare i Centri Antiviolenza: devono essere messi in condizione di operare e va incentivata la loro diffusione su tutto il territorio nazionale. Devono avere un regolamento comune, per un servizio omogeneo, e devono essere aperti 24h/24h. Per garantire la piena operatività, devono essere previste forme adeguate di finanziamento.

 3- Educazione alla socialità, alla sessualità e all'intelligenza emotiva.
Questa materia deve essere introdotta e resa obbligatoria presso tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il rispetto per la vita deve essere promosso anche attraverso i mass-media.

 4-  Istituire percorsi psicoterapeutici per i sex-offenders (stolker inclusi) che abbiano inizio durante il periodo di detenzione e che proseguano, se necessario, anche dopo la scarcerazione.

 5- Formazione e aggiornamento continuo a carico dello Stato per operatori del 112, assistenti sociali, operatrici e volontarie dei centri antiviolenza, insegnanti, membri delle forze dell’ordine, mediatori culturali, magistrati, avvocati, medici, affinchè, nel raccogliere le testimonianze e nel rapportarsi con le vittime di abuso, possano riuscire ad empatizzare e comunicare al meglio.

 6- Pubblicizzare con ogni mezzo le attività dei Centri Antiviolenza, la loro ubicazione, e la possibilità di partorire nell'anonimato senza riconoscere il bambino. (DPR 396 del 2000, art. 30)

 7 - Promuovere corsi di autodifesa gratuiti.

 8-  Applicazione reale delle leggi internazionali in materia di mutilazioni genitali femminili.

 9- Sostegno e protezione alle donne, straniere e non, che vogliono cambiare stile di vita.

 10- Tutela e salvaguardia dei bambini vittime di violenza.

per firmare la petizione clicca sul link http://firmiamo.it/tutela-dei-diritti-delle-donne--diritti-umani-2

Quel che segue è un documento che si propone come un approfondimento alla petizione: per ognuno dei 10 punti elencati abbiamo descritto lo stato dell'arte in materia di violenza sulle donne, e abbiamo integrato ulteriori proposte e ragguagli in merito alle nostre richieste.
La petizione si prefigge l'obiettivo di uscire da un'impasse che negli ultimi tempi ha condotto ad un escalation di omicidi, di violenze e reati contro le donne, i bambini e coloro che  vengono percepiti diversi dalla società.
Tali considerazioni sono scaturite da una constatazione: non esiste il rispetto per la vita, e la causa, è la carenza di un'educazione alla socialità.
La violenza domestica troppo spesso si conclude con un femmicidio, e purtroppo viene considerato ovunque ancora come un reato “meno grave” rispetto alla violenza perpetuata da “sconosciuti”. Noi vogliamo mettere l'accento su questa incongruenza sottolineando la necessità di interventi mirati che tengano conto delle complesse dinamiche sottese ai nuclei familiari, alle relazioni "malate" tra uomo e donna, alla visione misogina nei confronti di questa parte  importante della società.


Quindi, abbiamo ritenuto doveroso:

In primis parlare di Rispetto dei Diritti Umani, intendendo in questo modo affermare il Rispetto della donna e dei suoi diritti in quanto persona, parte integrante della società, affinché ottenga realmente pari opportunità di vita, lavoro, studio, considerazione nella società, a prescindere dal Paese di provenienza, dal credo religioso, dalla cultura, dalla distinzione sociale, dall'etnia, dall'età anagrafica. Nessuna forma di discriminazione è ammissibile, neanche l'orientamento sessuale.

Premesso che la violenza è prepotenza, egoismo e mancanza di rispetto per la vita, quella perpetuata contro le donne

-  non è riconducibile né alla alla marginalità sociale, né alla psicopatologia, né alla "passionalità";

- è trasversale e lo è in quanto riguarda le modalità di costruzione del rapporto fra donna e uomo;

- scaturisce da un retaggio culturale patriarcale e fomenta di conseguenza la corrispondenza di un sentimento violento che inevitabilmente forma un circolo vizioso;

- può essere presente ovunque, e spesso è sommersa nella normalità quotidiana coinvolgendo anche i figli.

Riteniamo sia necessario ed urgente, per uno Stato che abbia a cuore il benessere dei suoi cittadini, avviare un progetto a 360° che da un lato valorizzi le risorse esistenti e dall'altro si attivi per colmarne i vuoti:

1- Istituire -come da disposizione europea- il numero unico 112 per le emergenze: di qualunque natura esse siano. Riteniamo essenziale che gli operatori selezionati debbano parlare anche altre lingue oltre l'italiano. E' un dato di fatto che viviamo in una società multietnica, e benchè la maggior parte degli immigrati conosca abbastanza la nostra lingua, non possiamo non tener conto di quanti ancora hanno difficoltà ad esprimersi, difficoltà che si accentuano in situazioni di crisi. E' altresì essenziale che gli stessi operatori seguano dei corsi di aggiornamento, che il loro operato sia valutato periodicamente e che in caso di difficoltà, ad esempio se a telefonare fosse un minore spaventato, possano contare su psicologi appositamente formati.

Considerato che i 125 Centri Antiviolenza operativi sul territorio nazionale ad oggi sono le uniche strutture che cercano di dare un aiuto diretto e concreto alle donne vittime di violenza, riteniamo necessario che condividano lo stesso regolamento e la stessa metodologia d'accoglienza delle vittime di violenza. Siamo certe che se così fosse si garantirebbe non solo l'omogeneità del servizio ma anche la possibilità che le criticità possano essere discusse e risolte da un'èquipe appositamente costituita, ad esempio dalle direttrici delle diverse strutture, che potrebbero confrontarsi e cercare delle soluzioni ricorrendo anche alla videoconferenza.

2- Istituire nuovi Centri Antiviolenza e provvedere al finanziamento di quelli già esistenti. E' indubbio che tali strutture svolgono un lavoro complesso ed estremamente delicato non senza difficoltà ascrivibili, tra l'altro, a carenze di personale e di fondi. Riteniamo indispensabile che tali strutture siano sempre aperte, che la loro diffusione sul territorio nazionale sia capillare e che siano attivi ovunque collegamenti con i Centri di Ascolto, già promossi dal Ministro delle Pari Opportunità, e con le Case Segrete. Queste ultime devono essere messe nella condizione di accogliere 24h/24h donne e bambini in fuga. In merito alle Case Segrete ci teniamo a puntualizzare che la loro ubicazione deve essere nota unicamente a chi ne usufruirà, per evitare il perpetuarsi delle violenze.

Immaginiamo i Centri antiviolenza e le Case segrete come luoghi in cui le donne possano trovare, oltre all'accoglienza: ascolto, sostegno, riconoscimento del proprio valore, aiuto nel tentativo di costruire un proprio percorso di uscita dalla violenza. A tal scopo è indispensabile che all'interno delle Case vengano istituiti gruppi di sostegno per le vittime condotti da psicologhe con specifica formazione e che siano presenti mediatrici culturali. Presso i Centri Antiviolenza deve essere garantita e gratuita, per chi ne facesse richiesta, la consulenza di vari professionisti: legale, medica, psicologica, di orientamento e tutela del lavoro. Necessario è, inoltre, il collegamento con le risorse e i servizi presenti sul territorio: uffici di collocamento ed enti che eroghino microcredito affinché chi non ha nulla possa ricominciare da un’altra parte spezzando, di fatto, la catena della dipendenza.

 E... Come dev'essere strutturato un centro antiviolenza? Per rispondere a questa domanda non c'è di meglio che contattare UDI, vista la sua pluridecennale esperienza sul campo.

3- Promuovere l'educazione alla socialità, alla sessualità e all'intelligenza emotiva.
Con questa richiesta vogliamo enfatizzare l'enorme bisogno che c'è di educare al rispetto per la vita tout-court. Chiediamo quindi che tale disciplina rientri a tutti gli effetti tra le materie scolastiche e che sia presente presso tutte le scuole di ogni ordine e grado. Troppo spesso abbiamo avuto modo di constatare quanto la prevenzione primaria non venga concretamente attuata: alcuni istituti (solo per alcune classi e in presenza dei fondi necessari) organizzano dei corsi finalizzati all'educazione sessuale ma tale approccio se non affronta temi come l'affettività e il riconoscimento delle emozioni risulta comunque limitato alla mera fisiologia. Nelle scuole fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo si stanno diffondendo a macchia d'olio costringendo a provvedimenti tardivi e talvolta del tutto inutili. Riteniamo opportuno, necessario e urgente, un intervento che sradichi la violenza sul nascere. Per la prevenzione al cyberbullismo e alla pedofilia on-line indichiamo un'ottima associazione operativa già dal 2009:  Bimbi in Rete
Il rispetto per la vita deve essere un valore imprescindibile e i mass-media, soprattutto se statali, dovrebbero esserne divulgatori.

4- Ri-educazione dei sex-offenders (stolker compresi) con percorsi individuali e/o di gruppo tenuti da un'èquipe appositamente formata, che abbiano inizio durante il periodo di detenzione e che non si concludano al momento del rilascio, ma che proseguano fintanto che ce ne sia bisogno. Un esempio deve essere il carcere di Bollate che, attraverso il C.I.P.M. , un'associazione nata nel '95, sta portando avanti un progetto che dovrebbe essere ripetuto in tutte le carceri.
La ri-educazione è imprescindibile se si vogliono prevenire recidive: la detenzione deve essere sinonimo non solo di pena ma anche di presa di coscienza e di cambiamento. Tra le associazioni che hanno lavorato su questo delicato quanto controverso tema indichiamo anche il Centro Studi Hansel e Gretel, per maggiori informazioni sul  "progetto ri-educazione".

 5- Formazione e aggiornamento continuo gratuito a carico dello Stato per: operatori del 112, insegnanti, volontari, assistenti sociali, forza dell’ordine, mediatori culturali, magistrati, avvocati, medici, ginecologi e non solo, affinchè, nel raccogliere le testimonianze e nel rapportarsi con le vittime possano riuscire ad empatizzare e a comunicare al meglio senza colpevolizzare chi hanno davanti come purtroppo spesso accade. Riteniamo importante sottolineare che siano le poliziotte o le carabiniere ad accogliere le deposizioni delle donne vittime di violenza, sostenute dall'ausilio di psicologhe.

 6-  Pubblicizzare con ogni mezzo le attività dei Centri Antiviolenza, la loro ubicazione, e la possibilità di partorire nell'anonimato senza riconoscere il bambino. (DPR 396 del 2000, art. 30). Si potrebbero organizzare eventi nelle piazze per promuovere i Centri Antiviolenza, e tenere Conferenze gratuite a scopo informativo rispetto alle attività svolte, che possano eventualemente consentire di ottenere finanziamenti e cercare volontarie. Sarebbe auspicabile che chiunque volesse, possa devolvere il 5 per mille come avviene per finanziare la ricerca scientifica e le onlus.

 7- Corsi di autodifesa, da tenersi nelle scuole e nelle palestre, gratuiti e di facile accesso per tutte le donne e i minori vittime di bullismo.

 8- Applicazione reale delle leggi internazionali in materia di mutilazioni genitali femminili.

 9- Sostegno e protezione a tutte le donne, anche straniere, le cui scelte di vita si pongono in palese contrasto con la famiglia e la cultura di appartenenza. In tal modo vogliamo affermare che ogni donna deve essere libera di decidere di non far infibulare la propria figlia, libera dalla schiavitù della prostituzione, libera di fatto di autodeterminarsi.

10- Tutela dell’infanzia attraverso interventi volti a salvaguardare i bambini anche in quanto vittime di violenza assistita.
E' molto importante che nei Centri Antiviolenza vengano predisposti degli spazi fisici e non solo dedicati ai bambini, affinchè possano essere aiutati ad elaborare i complessi vissuti legati al trauma subìto prevenendo, di fatto, che da adulti divengano essi stessi abusanti. Da anni il Centro Studi Hansel e Gretel ed altre associazioni lavorano con i bambini, gli adulti e le famiglie che hanno vissuto esperienze traumatiche affinchè tali esperienze possano essere elaborate e integrate.

Con l'impegno nell'occuparci dell'andamento della Res Publica e non solo andando alle urne, e con la speranza di poter vivere presto un futuro migliore come Nazione Europea quale l'Italia è, porgiamo

Cordiali saluti
Rosa Maria E. Aloia
Enza Colotti
il gruppo RESPECT - Il Diritto delle Donne
e tutti i firmatari al seguito

martedì 5 marzo 2013

Un politico da prendere come esempio


Fiorello Henry La Guardia, Italo-americano, è stato Sindaco di New York per 12 anni, dal 1º gennaio 1934 al 31 dicembre 1945, parlava correttamente sette lingue (inglese, italiano, ungherese, francese, tedesco, ebraico e yiddish).

A New York lavora come interprete per il Servizio Immigrazione a Ellis Island e nel frattempo studia legge alla New York University. Nel 1910 inizia a esercitare la professione legale e nel 1915 diventa Assistente Procuratore Generale di New York. Nel 1916 diventa il primo italo-americano a essere eletto al Congresso degli Stati Uniti come rappresentante del Lower East Side di Manhattan per il partito repubblicano.

Durante la prima guerra mondiale, tra il 1917 e il 1919, si arruola nell'American Expeditionary Force (AEF) (poi US Army Air Service) con il grado di tenente. Diviene il comandante dei piloti statunitensi addestrati e di stanza in Italia, arrivando fino al grado di maggiore. 
Insieme a Pietro Negrotto attraversa le linee nemiche e bombarda l'Austria. Il successo dell'impresa viene amplificato dai giornali e riceve un invito ad un ricevimento dal Re dove incontra anche Gabriele D'Annunzio.
Critica il presidente Hoover per la sua incapacità di affrontare la depressione del 1929 e si oppone apertamente al proibizionismo degli alcolici.

Durante la seconda guerra mondiale tenne un atteggiamento estremamente deciso contro Hitler e Mussolini. Sua sorella che viveva in Europa fu arrestata assieme al marito ed identificata come sorella di Fiorello venne internata a Buchenwald per essere usata come scambio. Ma Fiorello, fedele al suo atteggiamento integerrimo, si oppose e quando venne liberata lei non ebbe nessun rancore e fu sempre orgogliosa di suo fratello.

Sindaco di New York

Nel novembre 1933, presentandosi come candidato di opposizione a Tammany Hall (il Partito Democratico di New York), viene eletto sindaco da una coalizione composta dai repubblicani e dal Partito Americano del Lavoro per il primo di tre mandati consecutivi e promuove la ripresa economica, incoraggiando i lavori pubblici, la politica sociale e aumentando i servizi pubblici.
Nei dodici anni seguenti si guadagna la fama di onesto ed efficiente amministratore. Attacca duramente il fascismo ed il nazismo americani.

Nel 1939 istituisce una commissione medica sull'uso della marijuana che, in contrasto con le leggi USA, dimostra come l'uso di tale sostanza non provochi alcun danno fisico o mentale. Nel 1944 pubblica il Rapporto La Guardia. Tale studio, condotto dalla New York Academy of Medicine, rimane a tuttora una delle poche ricerche mediche ufficiali a favore dell'uso di questa sostanza.

Nell'agosto del 1940, mentre la guerra si profila all'orizzonte, Roosevelt pensa a La Guardia come ministro della guerra, ma poi lo nomina presidente della parte americana del Defense Board americano-canadese. Nel febbraio del 1943 La Guardia ritiene sia suo dovere chiedere a Roosevelt di poter tornare in servizio attivo nelle Forze Armate col grado di generale di brigata, ma il Presidente respinge la richiesta, considerando fondamentale l'appoggio che riceve da La Guardia come sindaco, soprattutto per tutta la rete di relazioni certe ed affidabili, al di sopra dei partiti che La Guardia gli mette a disposizione. I due infatti pur essendo completamente diversi si appoggiano reciprocamente.

Quando fu eletto sindaco di New York, ed entrò nel palazzo comunale, si fermò sulla scala di ingresso, si voltò verso i giornalisti presenti ed esclamò in stretto italiano: "È finita la Cuccagna!" rivolgendosi evidentemente alla corrotta genia della Tammany Hall che lui aveva combattuto, e che stava sconfiggendo. La Tammany Hall infatti aveva corrotto, e sottratto fondi municipali a man bassa, conducendo le finanze della città allo sfascio. I giornalisti presenti non capirono, e chiesero cosa fosse la Cuccagna. Fiorello fece un energico cenno di assenso colla testa e non rispose, ma un fotografo di origine italiana che era di fianco a Fiorello, rinunciando a tradurre letteralmente, si voltò ed esclamò per lui: "Vuol dire: basta pranzi a ufo".

Quando la crisi economica successiva al 1929, e la disoccupazione si fecero più pesanti, Fiorello procedette ad istituire piccolissimi vitalizi di pura sopravvivenza, per le numerosissime persone ridotte in miseria, alla fame, ed al degrado totale. Un consigliere di opposizione (che aveva portato giornalisti con sé) durante una riunione di giunta insinuò, allusivo e con falso moralismo: "Ma è vero che i vitalizi, pagati dai contribuenti, vanno anche alle ...prostitute?". Fiorello rispose con tono sostenuto ma normale: "Beh! Pensavo che la questione fosse stata risolta circa duemila anni fa...". Poi colpì a fondo, urlando: "Questore! Le chiedo di far sgombrare l'aula! Affinché questo piccolo, miserabile ipocrita possa lanciare la sua prima pietra". Nella baraonda generale successiva La Guardia ricevette abbracci ed ovazioni, e l'oppositore fu sommerso da lazzi, insulti e fischi.

La Guardia concorse e vinse le elezioni a Sindaco aderendo alle liste del Partito Repubblicano, ma ammise di aver aderito a tale partito solo per non aver a che fare con quello Democratico, che era particolarmente corrotto a New York, essendo affiancato dalla famigerata Tammany Hall; La Guardia ripeté sempre: "Non ho mai aderito ad un partito per più di quindici minuti di seguito". La sua autonomia totale lo portarono nei fatti a non avere alcun appoggio da parte del partito repubblicano nella sua campagna elettorale. Quando dovette procedere, una volta Sindaco, a licenziamenti di massa di dirigenti e funzionari comunali, per smantellare la corrotta e pletorica condivisione della struttura municipale che aveva condotto la Amministrazione allo sfascio, procedette a tappeto, colpendo senza pietà "sponsorizzati" di ambedue i partiti. I giornalisti e gli analizzatori della sua politica non riuscirono mai ad ipotizzare che avesse preferenze.

Quando era Sindaco, era noto per controllare personalmente senza sosta che "tutto filasse liscio", avendo a suo dire fiuto per capire dove erano gli intoppi, sia di possibile corruzione, che combatteva ferocemente, ma anche nella buona gestione ordinaria, tenendo tutti col fiato sul collo. Una volta, alle quattro del mattino, telefonò all'Assessore alle strade chiedendo: "Hai disposto uomini, materiali e mezzi nel caso che nevichi?". L'assessore, ancora assonnato, rispose: "Sì, certo, ho...". La Guardia lo interruppe: "E allora tira su il culo, e guarda alla finestra!". Stavano cadendo i primi fiocchi.

La Guardia era rimasto vedovo nel 1921, dopo un periodo di sbandamento riprese l'impegno spasmodico di sempre. La sera della vigilia di Natale del 1928 era rimasto in ufficio, come spesso accadeva, fino a tardi, lui dettava il testo delle lettere e la fida segretaria Mary le batteva a macchina. Ad un certo punto Fiorello si interruppe, e chiese: "Mary, hai cenato?". Lei, senza alzare la testa rispose: "No, ma mi ero portata un panino...". Lui le disse: "Lascia perdere il panino, andiamo a mangiare qualcosa fuori". Giunti sulla porta lui disse: "Ancora una cosa Mary, sei licenziata". Lei costernata e sorpresa chiese: "E... perché?". Lui disse: "Non vorrei mai che si dicesse in giro che ho sposato la mia segretaria". Si sposarono dopo pochi mesi.

Nel maggio del 1945 annuncia che non si candiderà per un quarto mandato; prima di ritirarsi legge alla radio i fumetti ai ragazzi di New York durante uno sciopero dei giornali. Nel 1946 il Presidente Truman, lo nomina Direttore dell'UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration). Il 1º giugno 1947 viene reso operativo il "Fiorello LaGuardia Airport", secondo aeroporto di New York che gli viene dedicato per l'importanza che egli ha avuto nella città. Muore di cancro il 20 settembre 1947.

"Perché quando cerchi di fare qualcosa di buono per il tuo Paese, c'è sempre qualcuno che cerca di metterti i bastoni tra le ruote?"
Fiorello Henry La Guardia

letto su Fronte Libero