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lunedì 5 dicembre 2016

Il Sistema di Griglia Planetaria

Alcune delle caratteristiche significative
delle principali intersezioni della griglia:

 
 
(1) Giza, La grande Piramide

(3) Il giacimento petrolifero di Tyumen, USSR

(4) Lago Baikal, USSR, molte piante ed animali unici

(9) Hudson Bay, posizione attuale del polo nord magnetico

(11) Isole Britanniche settentrionali,
Maes Howe, Ring of Brodgar, Callanish

(12) Mohenjo Daro— Impero culturale Rama

(13) Piramidi di Xian...

(14) Giappone meridionale, "Triangolo del Drago," centro di elevata attività sismica

(16) Hamakulia, nei pressi delle isole Hawaii, luogo di origine vulcanica ad alta attività sismica

(17) la civiltà di Cibola, costruttori di una sofisticata rete di canali

(18) Bimini, il sito di enormi muri sottomarini di fattura umana, scoperto nel 1969, la data in cui Edgar Cayce aveva predetto che le prove di Atlantide sarebbero state scoperte..

(20) Rovine megalitiche Algerine

(21) megaliti di Axum, il centro Copto Cristiano in Etiopia

(25) Bangkok e Angkor Wat

(26) Sarawak, Borneo, sito di antichissime strutture megalitiche

(28) Isola di Pohnpei, Micronesia, il sito della città megalitica di Nan Madol

(35) Lima, Peru, confini della placca Nazca, di Pisco, il Candeliere delle Ande e le Linee di Nazca

(40) Gabon, Africa occidentale, reattore atomico naturale in funzione da circa 1,7 milioni di anni

(41) Zimbabwe con le sue antiche miniere e strutture

(44) Il sito di test atomici di Maralinga, che ha anche le rovine megalitiche

(47) Isola di Pasqua ed i suoi megaliti, i Moai...

(62) La base antartica sotterranea dei tedeschi (?!?)



per approfondire clicca sul seguente link (ma sappi che ci sono anche molti altri siti che parlano di questo argomento):
http://misteri.newsbella.it/la-mappa-della-griglia-mondiale/

venerdì 18 dicembre 2015

L'uomo che entrava nei sogni

Quando ci si mette a letto e gli occhi si chiudono si perde lentamente contatto con il mondo esterno diventano spettatori, per quasi due ore a notte, di immagini fantastiche proprio come si stesse guardando un film fortemente emotivo. Tutti noi facciamo sogni, anche quelli che non ne conservano memoria.
Ma perchè sogniamo? A cosa servono i sogni?
Sono state proposte numerose teorie, ma nessuna di esse risulta pienamente condivisa dai ricercatori. Partendo da questa incertezza ci perdiamo nel mistero più assoluto quando si parla di sogni condivisi: che i sogni condivisi possono accadere nessuno lo mette in dubbio, ma gli psicologi oggi credono che siano solo sogni con alcune coincidenze, con ad esempio un personaggio che amiamo o una scena di un film che ci ha spaventati. In pratica, secondo gli studiosi del fenomeno, se viviamo episodi simili nella vita è probabile sognare lo stesso contenuto. 

Bene, facciamo un altro passo nell'ignoto della nostra psiche.
E' possibile entrare nei sogni altri intenzionalmente? 

Gli esperimenti onirici si eseguono sin dall'antichità, quando i santoni nei templi e i monaci nei monasteri cercavano di curare i malati imponendo loro un rigido comportamento di clausura e di preghiera: in quel modo credevano che i pensieri "purificati" dalle negatività nel sonno influissero sulla mente e aiutassero la guarigione del corpo
In tempi più recenti si sono svolti tremendi esperimenti per condizionare i pensieri umani, uno tra i tanti è il famoso progetto MK-Ultra. Si pensava (e si pensa ancora oggi) che condizionando le mente di una persona vigile con pensieri, preoccupazioni,
emozioni, sentimenti, e ricordi questi si amplifichino nel sonno e modifichino la nostra mente al punto da condizionarne il funzionamento.
Ok, fine della lezione di Psicoanalisi, passiamo al nostro uomo misterioso.

Nel 2006 il caso apparve sul quotidiano "Bild". Una donna di New York raccontò al suo psichiatra di aver fatto uno strano sogno in cui appariva uno strano uomo. La cosa ancora più strana fu che l'uomo del sogno tornava a farle visita molte notti per darle consigli sulla sua vita. La donna decise di fare uno schizzo a penna del viso che insisteva a perseguitarla. Il disegno, rimasto sulla scrivania del dottore, catturò l'attenzione di altri pazienti gli rivelarono di aver sognato anche loro quell'uomo. Lo specialista a quel punto inviò l’immagine ad alcuni colleghi e scoprì che la faccia dello sconosciuto ha infestato il sonno di migliaia di persone sparse per il mondo.
La notizia si sparse velocemente e al giornale arrivarono centinaia di segnalazioni di persone che asserivano di aver sognato almeno una volta quel viso. Nacque così il sito thisman.org con lo scopo di raccogliere le varie testimonianze in giro per il mondo e nel tentativo di identificare quel volto misterioso che entra nei segno della gente.
L'identikit è stato anche confrontato con i database delle maggiori centrali di polizia americane, ma delle decine di volti simili nessuno sembra esattamente corrispondente all'uomo dei sogni.

Chi è quell'uomo? Perchè entra nei sogni di migliaia di persone? 
 
Decine di persone, anche psicologi e psichiatri, provano a dare delle spiegazioni, alcune davvero bizzarre.
Secondo alcuni il volto dello sconosciuto sarebbe prodotto da una specie di subconscio collettivo dove sono racchiuse tutte le esperienze degli esseri umani. Altri invece ritengono che l’uomo sia proprio l’incarnazione dei sogni, una specie di "fata dei denti" dei bambini. C'è chi si spinge in teorie ancora più fantasiose imputando il fatto ad esseri superiori alieni che vogliono frugare i nostri pensieri nel sonno per carpire le nostre conoscenze.
Una buona parte dei cospirazionisti
crede che sognare quel volto vuol dire essere sotto l'effetto di un esperimento su vasta scala per dominare la mente da parte dei "potenti": secondo loro alcune onde a particolari frequenze sono in grado di manipolare i pensieri e la mente e addirittura di proiettare immagini nel nostro inconscio. Un po' come si faceva qualche anno fa quando ci si metteva le cuffie nelle orecchie e si andava a dormire convinti che ascoltare una lezione nel sonno servisse ad impararla a memoria.

Qualcuno ha ipotizzato addirittura che sia un essere umano capace di intrufolarsi nella mente degli altri e in qualche modo manipolarla.
Gli scettici ritengono possa essere un fenomeno casuale, una bufala o un semplice fenomeno di condizionamento
. Inoltre c'è da riportare che nel 2010 si fece avanti un'agenzia pubblicitaria asserendo che "This man" fosse una sua invenzione volta a testare quanto una notizia falsa fosse in grado di propagarsi come vera generando effetti di inquietudine e preoccupazione del tutto immotivati Anche questa notizia comunque non ha trovato fondamenti, se non il fatto che l'agenzia con la affermazione ci abbia guadagnato un bel gruzzolo e abbia messo a tacere tutto.

L'uomo dei sogni quindi rimane un mistero. E' stato un test? Uno studio sui "creduloni" di tutto il mondo? Un condizionamento
? Una psicosi di massa? O forse qualcosa di al di là della comprensione?
 

mercoledì 10 dicembre 2014

I bambini indaco

Nancy Ann Tappe Intervistata da Jan Tober

Nancy, lei è stata la prima a identificare e scrivere sul fenomeno degli Indaco nel suo libro, Understanding Your Life Through Color. Che cos'è un Bambino Indaco, e perché li chiamano così?

Li chiamo Indaco perché quello è il colore che "vedo".

Cosa significa?

Il loro colore di vita. Io guardo i colori delle persone per capire che missione sono venuti a compiere qui sul piano terrestre, cosa sono venuti a imparare, qual è il loro programma educativo. Fino a un certo punto degli anni Ottanta sentivo che dovevano essere aggiunti al sistema altri due colori, perché ne avevamo fatti scomparire due. Avevamo fatto scomparire il fucsia, e avevamo reso obsoleto il magenta. Quindi ritenevo che quei due colori di vita sarebbero stati sostituiti da altri. Fui molto colpita quando trovai una persona fucsia a Palm Springs, perché quel colore era sparito all'inizio del Novecento, o almeno così mi era stato detto.
Dicevo a tutti che ci sarebbero stati altri due colori di vita, ma non sapevo quali sarebbero stati. Mentre li cercavo, ho "visto" degli Indaco. Stavo svolgendo ricerche all'Università di Stato di San Diego, cercando di costruire un profilo psicologico completo che si ponesse al di sopra di ogni critica scientifica. All'epoca uno psichiatra, il dott. McGreggor, collaborava con me.
Sto cercando di ricordarmi il nome di un altro medico, ma non ci riesco. Ora lavora all'Ospedale dei Bambini, e suo figlio fu il primo di cui mi accorsi realmente, perché sua moglie, che non poteva averne, aveva dato alla luce un bambino. Il piccolo era nato con un grave soffio al cuore e il dottore mi chiamò chiedendomi di andare a trovare il bambino per scoprire cosa "vedevo". Allora andai da loro e quello fu il momento in cui stabilii con certezza che questo era un nuovo colore che ancora non faceva parte del mio sistema. Il bambino morì circa sei settimane dopo tutto accadde molto velocemente. Quello fu il primo incontro fisico che mi dimostrò che quei bambini erano diversi. Da allora ho cominciato a cercarli.
Ho smesso di insegnare all'Università di San Diego nel 1975, quindi so che tutto ciò è successo prima di allora. Non diedi molta importanza alla cosa fino al 1980, quando iniziai a scrivere il mio libro. Ci sono voluti due anni per farlo stampare ‑ la prima edizione è del 1982 mentre quella attuale risale al 1986. Quindi avevo rilevato per la prima volta il fenomeno negli anni Settanta. Negli anni Ottanta l'ho chiaramente etichettato e ho dato inizio alla fase di studio personologico, perché a quel punto c'erano già bambini di cinque, sei e sette anni e io potevo osservarli e "leggere" la loro personalità per scoprire meglio di cosa si trattava.
La cosa più importante che ho imparato osservandoli era che non avevano un programma di vita come noi, e non ce l'hanno neanche oggi. Non ne avranno uno per altri otto anni. Vedrete verificarsi un grande mutamento nei Bambini Indaco quando raggiungeranno l'età di 26, 27 anni. Il cambiamento implica che il loro scopo di vita diventerà chiaro.
I più grandi acquisiranno molta più stabilità nei compiti che stanno svolgendo, mentre i più piccoli arriveranno già muniti di un progetto di massima su ciò che svolgeranno nella vita. Sembrerebbe che molto di ciò che accadrà dipenda ancora da noi.

E' ancora allo stato di ricerca. Questo è il motivo per cui ho molto procrastinato la stesura di un libro sugli Indaco. Mi fa piacere che lo stiate scrivendo voi. Sembra esserci un tremendo interesse, un enorme bisogno di saperne di più sull'argomento.

Esatto. C'è, perché la gente non capisce questi Indaco. Sono bambini computerizzati, il che sta a significare che saranno più inclini a usare la testa che il cuore. Penso che questi bambini oggi arrivino avendo a portata di mano alcune regole di visualizzazione mentale. Sanno che se riescono a dare un nome a questa cosa, ne avranno il controllo. Sono bambini tecnologicamente orientati, il che mi dice che in futuro sono destinati a diventare ancora più tecnologici di quanto noi lo siamo oggi. A tre o quattro anni, questi bambini capiscono già delle cose sui computer che neanche un adulto di sessantacinque anni riesce a spiegarsi.
Sono ragazzi tecnologici bambini nati per la tecnologia, il che significa che possiamo facilmente predire ciò che vedremo accadere nei prossimi dieci anni: una tecnologia che va al di là della nostra immaginazione. Credo che questi bambini stiano aprendo un portale, e che arriveremo al punto in cui nulla richiederà più uno sforzo, eccetto che di natura mentale.

Sono d'accordo con lei. 

Quello è il loro scopo di vita. Vedo che in alcuni casi l'ambiente in cui si sono formati li ha bloccati a tal punto, che talvolta questi bambini uccidono. Naturalmente credo nel paradosso che l'oscurità e la luce devono coesistere, al fine di permetterci di fare delle scelte. Senza scelte non c'è crescita. Se fossimo solo dei robot che seguono qualcosa, non esisterebbe il libero arbitrio non ci sarebbe scelta, non ci sarebbe niente. Sto facendo una digressione, ma con un fine ben preciso.
Recentemente ho spesso ripetuto ai miei studenti che se dobbiamo credere a come tutto è cominciato, se crediamo alla Bibbia, essa dice: «In principio era il vuoto, e le tenebre ricoprivano l'abisso». Ci sono sempre state. E Dio disse: «Sia la Luce». Egli creò il bene e creò la luce. Egli non creò l'oscurità, essa c'era da sempre. E poi il suo processo di creazione è stato un trionfo di separazioni. Separò la notte dal giorno, la luce dall'oscurità, la terra dal cielo, il firmamento dall'aria, la terra dall'acqua. Separò la donna dall'uomo e creò il maschile e il femminile. La regola della creazione è basata sulla separazione che permette di scegliere; in assenza di scelta non possiamo evolverci.
Quindi è chiaro che si è sempre trattato di avere a che fare con degli estremi, specialmente in questa nostra dimensione terrestre. Sono esistiti gli apici dell'estremo il sancta sanctorum da un lato e il peggiore dei mali dall'altro. Molti di noi si collocano fra i due estremi, aspirando alla perfezione pur continuando a commettere degli errori. 1 più avanzati nella perfezione stanno diventando delle persone comuni. Anche i peggiori fra i peggiori stanno diventando delle persone comuni, e progressivamente quell'equilibrio va definendosi sempre più. Questi ragazzi, tutti quelli che ho osservato finora fra coloro che hanno ucciso dei compagni di scuola o i genitori, erano degli Indaco. A giudicare da ciò che ho visto, solo uno di loro era un Indaco umanista; gli altri erano Indaco concettualisti.

Questa osservazione è molto interessante ‑ mi riferisco al fatto che i ragazzi che sopprimono altri ragazzi siano Indaco. Se capisco bene, si può dire che nonostante il loro percorso sia già ben delineato, in qualche modo la loro missione viene bloccata, e quindi essi cercano di liberarsi di ciò che li blocca?

E' una nuova forma di sopravvivenza. Quando lei e io eravamo piccole, avevamo anche noi degli orribili pensieri e volevamo fuggire. Ma avevamo paura. Loro non hanno paura. Non temono, perché sanno chi sono. Loro credono in se stessi. 

Passiamo a un altro argomento. A quanto le risulta, quando è stata notata la presenza dei primi Bambini Indaco, e qual è l'attuale percentuale di nascite di Bambini Indaco?

Ritengo che il 90 per cento dei bambini oggi al di sotto dei dieci anni siano Indaco. Io non sono in grado di affermare quando hanno iniziato ad arrivare, ma so con certezza quando ho cominciato ad osservare il fenomeno. Il mio libro, Understanding Your Life Through Color, è uscito nel 1986 quindi so che ho cominciato a notare la loro presenza prima di allora. Credo che le mie prime osservazioni risalgano al 1982.
Avevo osservato il fenomeno molto prima ma non gli avevo dato un nome. Poi tra quel periodo e il 1985 mi sono resa conto con certezza che gli Indaco erano qui per rimanere.

Ci sono vari tipi di Indaco? In tal caso, quali sono e cosa li caratterizza?
Ne esistono quattro tipi diversi, ciascuno con uno scopo di vita ben preciso:
  • UMANISTA: il primo tipo è quello dell'umanista, che svolgerà il suo lavoro a contatto con le masse. Sono i medici, gli avvocati, gli insegnanti, i commercianti, gli uomini d'affari e i politici di domani. Saranno al servizio delle masse, e sono iperattivi. Sono estremamente socievoli. Parlano con tutti, in qualunque situazione, sono estremamente affabili; hanno opinioni molto radicate. Inoltre non si sentono a loro agio nel corpo fisico, sono iperattivi, come ho detto, e talvolta si scontrano coi muri perché dimenticano di usare i freni. Non sanno giocare con un giocattolo alla volta, devono tirarli fuori tutti, averli tutti lì davanti, anche se poi magari non li toccano nemmeno. Sono quel tipo di ragazzi a cui non basta dire una volta di riordinare la loro stanza, bisogna continuamente ricordarglielo perché si distraggono facilmente. Entrano nelle loro camerette, cominciano a mettere ordine, ma poi vedono un libro; allora si siedono e si mettono a leggerlo, perché sono avidi lettori. Ieri mi trovavo a bordo di un aereo e c'era un piccolo Indaco di tre anni che faceva i capricci. Sua madre gli ha dato il manuale di emergenza, e lui l'ha aperto per guardare le illustrazioni. Il bambino è rimasto lì seduto, con un'espressione molto seria, e leggeva con grande sussiego e immedesimazione. Ha studiato il libretto per cinque minuti, e sebbene io sappia che lui non era in grado di leggerlo, so anche lui credeva proprio di far questo, almeno mi è sembrato. Quello è l'umanista Indaco.
  • CONCETTUALE: il secondo tipo è quello dell'Indaco concettuale. I concettuali sono più interessati ai progetti che alle persone. Sono gli ingegneri, gli architetti, i designer, gli astronauti, i piloti e i militari di domani. Non si sentono a disagio fisicamente e spesso sono molto atletici fin da bambini. Hanno problemi di controllo, e la persona che cercano di controllare di più, se sono maschi, è la loro madre. Le bambine invece cercano di controllare i loro padri. Se glielo si lascia fare, si creano problemi, anche gravi. Durante l'adolescenza questo tipo di Indaco tende a sviluppare delle forme di dipendenza, specialmente rispetto agli stupefacenti. 1 genitori devono tenere l'occhio puntato sul loro comportamento, e quando questi ragazzi cominciano ad appartarsi, o mettono cartelli del tipo "Proibito entrare", è il momento che la madre faccia un controllo in camera loro.
  • ARTISTA: poi esiste il tipo dell'artista. Questo tipo di Indaco è molto più sensibile e spesso è fisicamente più minuto, sebbene ci siano eccezioni. Sono ragazzi più orientati verso l'arte. Sono creativi, e saranno gli insegnanti e gli artisti di domani. Qualunque cosa facciano, la affrontano dal lato creativo. Se si occupano di medicina, possono scegliere di diventare chirurghi o ricercatori. Nel campo delle belle arti sono attori eccezionali. Fra i quattro e i dieci anni di età c'è caso di vederli scegliere quindici attività creative diverse e praticarne una per cinque minuti lasciandola subito da parte. Quindi dico sempre alle madri di artisti e musicisti: «Non comprate loro gli strumenti ‑ noleggiateli!». L'artista Indaco magari studia cinque o sei strumenti diversi, ma una volta divenuto adolescente fa una scelta e diventa artista in quel campo o in quell'attività.
  • INTERDIMENSIONALE: il quarto tipo è quello dell'Indaco interdimensionale. Sono i più robusti fra tutti gli Indaco e fin dall'età di uno o due anni non gli si può più dire niente. Loro ti rispondono: «Lo so. Lo so fare. Lasciami stare». Sono i ragazzi che porteranno nel mondo nuove filosofie e nuove religioni. Possono permettersi di fare i bulli perché sono grandi e grossi e anche perché non si conformano agli altri tipi di Indaco.
 Va detto che nei prossimi vent'anni i colori della vita fisica spariranno tutti, eccetto il rosso, e qui mi riferisco soltanto al colore di vita. Rimarranno solo i colori mentali:  il marrone chiaro, i gialli e i verdi, e i colori spirituali, in varie sfumature di blu e di viola. L'Indaco umanista sta sostituendo il colore giallo e il viola. L'Indaco concettuale sta sostituendo il marrone, il verde e il viola. L'Indaco artista subentra al blu e al viola. L'Indaco interdimensionale sta prendendo il posto del viola. Ovviamente, il viola è presente in tutti e quattro i livelli.

 estratto dal libro:

I Bambini Indaco

giovedì 4 dicembre 2014

Stonehenge e le “ley lines”

Stonehenge è da sempre stata interessata da diversi misteri e tra questi ne esiste uno particolarmente controverso, ossia il rapporto che questo luogo ha con gli altri monumenti preistorici.

Il problema è stato sollevato dai diversi ricercatori di ley lines che sono delle linee rette che corrono lungo la superficie terrestre e creano un collegamento tra i diversi punti di riferimento che si trovano sul terreno.

Stonehenge e le “ley lines”.

 
Stonehenge è da sempre stata interessata da diversi misteri e tra questi ne esiste uno particolarmente controverso, ossia il rapporto che questo luogo ha con gli altri monumenti preistorici. Il problema è stato sollevato dai diversi ricercatori di ley lines che sono delle linee rette che corrono lungo la superficie terrestre e creano un collegamento tra i diversi punti di riferimento che si trovano sul terreno.

Secondo alcuni lungo queste linee o allineamenti scorre una energia misteriosa. Per garantire l’autenticità una ley deve avere una lunghezza di almeno 15 km e sul suo tragitto è necessario che ci siano almeno quattro elementi architettonici o naturali di un certo rilievo.

La particolarità della costruzione megalitica di Stonehenge è che fu realizzata in modo che, alle prime ore dell’alba coincidenti con il solstizio d’estate e precisamente il 21 giugno, il sole nel sorgere illumina un particolare blocco di pietra chiamato Heel Stone.

 
Nel periodo degli anni sessanta e settanta i ricercatori di ley vennero in contrasto con gli archeologi dal momento che i primi erano fermi nel credere che le ley erano dei canali attraverso i quali scorreva un’energia misteriosa di origine terrestre. Gli scienziati, invece, ritenevano che non esisteva alcuna apparecchiatura scientifica in grado di registrare energia misteriosa di origine terrestre.

Il vero significato di queste linee resta comunque un mistero, specie se si pensa che in alcune parti del mondo, come ad esempio tra gli Indios queste linee tracciavano dei percorsi per raggiungere i luoghi sacri o addirittura rappresentavano sentieri dello spirito.


Secondo alcuni lungo queste linee o allineamenti scorre una energia misteriosa.

Per garantire l’autenticità una ley deve avere una lunghezza di almeno 15 km e sul suo tragitto è necessario che ci siano almeno quattro elementi architettonici o naturali di un certo rilievo.
La particolarità della costruzione megalitica di Stonehenge è che fu realizzata in modo che, alle prime ore dell’alba coincidenti con il solstizio d’estate e precisamente il 21 giugno, il sole nel sorgere illumina un particolare blocco di pietra chiamato Heel Stone.

Nel periodo degli anni sessanta e settanta i ricercatori di ley vennero in contrasto con gli archeologi dal momento che i primi erano fermi nel credere che le ley erano dei canali attraverso i quali scorreva un’energia misteriosa di origine terrestre. Gli scienziati, invece, ritenevano che non esisteva alcuna apparecchiatura scientifica in grado di registrare energia misteriosa di origine terrestre.


Il vero significato di queste linee resta comunque un mistero, specie se si pensa che in alcune parti del mondo, come ad esempio tra gli Indios queste linee tracciavano dei percorsi per raggiungere i luoghi sacri o addirittura rappresentavano sentieri dello spirito.

sabato 1 novembre 2014

Rocce viventi

Lo straordinario fenomeno delle “Rocce viventi” della Romania

Nonostante l’umanità si sforzi di cercare la vita extraterrestre nello spazio, la Terra rimane il luogo più “alieno” con il quale abbiamo a che fare. Tra i numerosi, affascinanti misteri della natura, uno tra i più incredibili è quello delle “Rocce Viventi”!
trovants romania rocce viventi
E’ difficile immaginare una roccia capace di crescere, soprattutto perché associamo il fenomeno della crescita agli organismi appartenenti al regno vegetale e a quello animale, non certo al regno minerale.

In Romania, a circa 35 km da Ramnicu Valcea, si trova uno dei più interessanti musei della romania, una riserva naturale trasformata in un museo a cielo aperto, il Muzeul Trovantilor.
Le esposizioni mostrano una raccolta di pietre molto strane e misteriose chiamate trovants. Queste straordinarie rocce sembrano essere state scolpite da uno scultore molto abile.

La particolarità di queste pietre è che possono essere considerate “vive“, nel senso che quando entrano in contatto con l’acqua, sono capaci di riprodursi e di crescere, proprio come un essere vivente biologico. Dopo uno pioggia molto intensa, i trovants partendo da strutture di 6-8 millimetri, possono arrivare a formare rocce fino a 6-10 metri di diametro.

Inoltre, come accade per le rocce della Death Valley in California, i trovants sono capaci di spostarsi da un luogo all’altro. Un vero rompicapo per gli scienziati! Il termine trovants, in rumeno, significa “sabbia cementata” e ben descrive la forma e la consistenza di queste rocce. I geologi pensano che queste straordinarie pietre siano comparse nell’area circa 6 milioni di anni fa, a seguito di una qualche potente attività sismica.

I ricercatori ritengono che la causa dell’aumento delle dimensioni del volume delle pietre sia causato dall’alta concentrazione di sali minerali che si trova nell’impasto che le compone. Quando l’acqua entra a contatto con queste sostanze chimiche, si determina un aumento della pressione interna che genera la caratteristica crescita.
Tuttavia, nonostante gli sforzi degli scienziati, non si è riuscito ancora a trovare una spiegazione logica per la quale le rocce presentano delle ramificazioni che ricordano le radici dei vegetali, forse necessarie a raccogliere l’acqua che le tiene “in vita”. Se si prova a sezionare una roccia, al loro interno è possibile ammirare dei caratteristici cerchi concentrici, proprio come gli alberi.

Forse ci troviamo di fronte ad una nuova forma di vita di tipo inorganico. I residenti della zona sono a conoscenza delle trovants da sempre, ma senza avergli mai dedicato particolare attenzione. Anzi, molto spesso, queste strabilianti rocce sono state utilizzate come materiale di costruzione.
Il Muzeul Trovantilor è gestito dall’Associazione Kogayon ed è sotto il patrocinio dell’UNESCO. Ancora una volta, non possiamo non meravigliarci di fronte alla bellezza e alla fantasia dell’Universo.

fonte: IlNavigatoreCurioso

lunedì 25 agosto 2014

La visione di Zacharia Sitchin


COME IN UN FILM DI FANTASCIENZA SCRITTO 6000 ANNI FA

Nella mitologia sumerica il termine Anunnaki significa letteralmente “coloro che dal cielo scesero sulla Terra”. Questa traduzione è presa dalla miriade di testi e libri sull’argomento, ma è davvero così? Esaminiamo la teoria di Zecharia Sitchin.


È stato autore di molti libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia misteriosa ed ha dedicato la sua vita a studiare la cività Sumera e le antiche scritture cuneiformi, lui sostiene che gli Anunnaki sarebbero degli alieni provenienti da Nibiru, un pianeta del nostro sistema solare. Secondo questa tesi avrebbero avuto un ruolo importante nella veloce evoluzione dell’umanità e in particolare di quella Sumerica.
Gli Anunnaki provenienti da Nibiru, Sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta. Quando il pianeta Nibiru giunse nel punto della sua orbita più vicino alla Terra fu inviata una prima spedizione di esseri viventi capeggiata da Enki, un nome che ricorre spesso nella mitologia dei Sumeri. I luoghi scelti furono la Valle del Nilo, la Valle dell'Indo e la Mesopotamia.

Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiama. Un mito Sumero, l’Enuma Elish, ci permette di comprendere pienamente la conformazione dell’attuale sistema solare. Esso parla di un pianeta, Nibiru, che si affaccia sul sistema solare ogni 3.600 anni circa con un orbita retrograda che, specialmente durante le fasi di formazione del sistema solare, lo ha portato a scontrarsi con Tiamat, un pianeta localizzato tra Marte e Giove, distruggendolo, creando la fascia degli asteroidi e proiettando la Terra e la Luna nella loro attuale posizione.


Pensare ad un pianeta il cui periodo orbitale è di 3.600 anni circa può essere per chiunque conoscitore dell’astronomia, oggetto di profondo scetticismo; ma forse non sapete che la NASA ha appurato l’esistenza di diversi pianeti transnettuniani tra cui uno in particolare, chiamato Sedna, il cui periodo di rivoluzione, calcolato e dimostrato secondo le leggi fisiche newtoniane che regolano i moti dei pianeti, è pari a 12.000 anni.
Inoltre sono state osservate perturbazioni nelle orbite dei pianeti esterni del sistema solare che potrebbero essere spiegate ipotizzando l'esistenza di corpi di grosse dimensioni molto oltre i confini conosciuti del sistema.

È del tutto possibile che esista un pianeta, non ancora osservato, con un periodo orbitale come quello di Nibiru, che in realtà secondo i sumeri è addirittura inferiore a quello di Sedna.
Ciò che trovo più improbabile è che un pianeta che si allontana così tanto dal Sole possa ospitare vita intelligente. Ma chissà le possibilità nell'universo sono infinite.

Sitchin è stato spesso accusato di essere, oltre a un ricercatore zelante anche un fantasioso romanziere, che amava arricchire le sue traduzioni con dettagli fantasiosi.

Per noi è difficile esprimere un giudizio in quanto la comprensione della scrittura sumera è limitata a pochi nel mondo, e sicuramente fuori dalla portata anche di molti che si sono dati un gran da fare per criticarlo.
Voi cosa ne pensate?

sabato 31 maggio 2014

Guillermo Arevalo




Guillermo Arevalo è nato a Yarinacocha-Pucallpa ed è uno sciamano Shipibo, la più importante etnia dell'Amazzonia peruviana. E’ riconosciuto dal suo popolo come "muraya", il livello più elevato dello sciamanismo Shipibo.
Figlio di sciamani, è stato iniziato in giovane età ai misteri dell'ayahuasca, la bevanda allucinogena impiegata per entrare in contatto con gli spiriti della foresta, sentiero che oramai pratica da oltre 25 anni.
Dal 1977 ha iniziato il suo lavoro di ricerca per la promozione e la pratica della medicina indigena, scontrandosi spesso con le barriere della cultura occidentale, senza ricevere alcun sostegno né a livello personale né dalle istituzioni.
Nel 1982 ha fondato il progetto “Applicazione Della Medicina Tradizionale Ametra” a Pucallpa-Ucayali, presso il quale si svolgono attività di ricerca sulle piante medicinali, di insegnamento e di approfondimento, si preparano orti di piante medicinali nelle comunità Shipibo-Conibo, si diffondono e vengono pubblicate informazioni su tutte queste esperienze.
Nel 1993 ha fondato l’Istituto per la Diffusione e la Ricerca della Medicina Amazzonica – IDIMA. E' autore di "Medicina Indigena: las Plantas medicinales y su beneficio en la salud Conibo-Shipibo", un vero e proprio compendio della farmacopea Shipibo, frutto della sua dedizione e della profonda conoscenza della medicina e della salute degli indigeni.

sabato 23 novembre 2013

Piramidi alle Bermuda

Piramidi giganti e sfingi trovate nel triangolo di Bermuda

Due scienziati, Paul Weinzweig e Pauline Zalitzki, lavorando lungo la coste di Cuba con l'ausilio di un sommergibile robot, hanno confermato l'esistenza di una gigantesca città sul fondo dell'oceano. Il luogo del ritrovamento (che include molte sfingi ed almeno quattro piramidi giganti) risiede straordinariamente all'interno dei confini del Triangolo delle Bermuda.

La città fu scoperta decadi fa, ma ogni accesso al sito archeologico fu bloccato durante e dopo la crisi missilistica cubana.
Sottomarini americani scoprirono il luogo durante la crisi cubana negli anni sessanta, e ne presero il controllo per non farlo cadere nelle mani dei russi.

Successivamente squadre di scienziati, archeologi ed esperti oceanografici trovarono rovine di edifici antichi 600 piedi sul fondo dell'oceano.
Le piramidi e le sfingi scoperte sono più grandi dei monumenti dell'antico Egitto, gli archeologi sostengono che siano i resti di una antica e possente civiltà che si estendeva in una vasta area atlantica, idea sostenuta dalla scoperta di Zalitzki sull'isola di Cuba, di simboli antichi e pittogrammi identici a quelli visti sulle strutture subacquee.

Alcuni scienziati credono che il sito archeologico facesse parte della mitica civiltà di Atlantide, ci sono tracce negli studi antropologici delle antiche culture dello Yucatan di racconti su un'isola affondata da un violento cataclisma. L'isola veniva chiamata Atlanticú.

Mito o realtà? Le tracce e i ritrovamenti in questione sono un importantissimo tassello da aggiungere al difficile quanto necessario tentativo di riscrivere la storia dell'umanità.

sabato 6 aprile 2013

L'astroporto di Ezechiele

Dalla visione del profeta biblico
agli studi sull'edificio che poteva ospitare le "navi divine"

di Johannes Fiebag
(un piccolo estratto)

Nel 580 a,C, viveva in un getto di Babilonia il profeta biblico Ezechiele, un membro delle tribù israelitiche lì deportate qualche anno prima.
Nell'anno 584 Ezechiele, ancora giovane, durante una delle sue peregrinazioni nel deserto, vive un'avventura straordinaria: Un carro celeste si posa al suolo davanti ai suoi occhi; in cima ad esso egli scorge una figura, che di lì a poco incomincia a rivolgergli la parola.
 
Nel testo biblico si legge: 
"Nel trentesimo anno, al quinto giorno del quarto  mese, mentre mi trovato tra gli Esiliati sulle rive del fiume Kebar, il cielo si aprì e vidi quindi levarsi un possente vento proveniente da Nord, accompagnato da una grande nube e da una grande massa di fuoco: un abbacinante bagliore la circondava, in mezzo alla massa di fuoco pareva di intravedere del rame".
 
Ezechiele descrive quindi quattro corpi, che ai suoi occhi avevano sembianze di animali, in ognuno dei quali egli ravvisa quattro ali. Da questi corpi si sprigionavano a più riprese dei lampi e avevano qualcosa di simile a mani umani posto sulle loro gambe. Tali gambe erano dritte e presentavano dei piedi arrotondati che rilucevano come rame lucido.

 "Le strane figure", prosegue, "possedevano anche delle ruote".
 "Come vidi le figure notai che ognuna di esse evidenziava una ruota. Le ruote avevano l'aspetto del turchese, erano tutte e quattro uguali e si presentavano come se fossero una all'interno dell'altra; esse potevano muoversi in tutte le direzioni e, nel muoversi, non si giravano".
 
E' interessante anche la descrizione di ciò che si trovava al di sopra di queste figure alate, fornite di gambe metalliche e di ruote:

 "Sopra le teste delle figure si poteva scorgere una volta celeste, simile ad un cristallo; quando le figure si muovevano potevo udire il rumore del battito delle loro ali, che ricordava lo scrosciare di grosse masse d'acqua, come la voce dell'Onnipossente: un frastuono simile ad un reggimento in marcia. E al di sopra della volta posta sulle loro teste si scorgeva una specie di trono brillante come uno zaffiro, sul quale sedeva un essere simile ad un uomo: la sua figura emanava una grande luminosità, simile all'arcobaleno dopo il temporale; sentivo di trovarmi al cospetto della gloria del Signore, mi buttai quindi al suolo; e qualcuno prese a rivolgermi le seguenti parole: Alzati, figlio dell'Uomo, perché io possa parlarti. Come sentii questa voce, la vita ritornò in me".
 
Cerchiamo ora di immedesimarci nella situazione che visse Ezechiele: un sacerdote degli Israeliti, ha improvvisamente uno straordinario incontro con un carro celeste, in cui riconosce strutture che egli denomina ali, gambe metalliche, ruote, un corpo centrale ed infine un essere posto sulla sommità, seduto su un trono, che gli si rivolge verbalmente.
Nulla di strano, ma il giovane profeta, di fronte ad un tale spettacolo cade in preda ad uno shock per l'esperienza vissuta; parecchi giorni dopo infatti scrive:

"Mi riunii agli esiliati che vivenao lungo il fiume Kebar, a Tel Abib. Rimasi con loro sette giorni, completamente sconvolto".
 
Ezechiele descrive nel suo libro i ripetuti incontri che ebbe con tale veicolo spaziale ed il suo equipaggio. Per due volte egli venne preso a bordo della nave, per essere portato in un luogo lontano.
Nel 40° capitolo scrive:

"Nel venticinquesimo anno della nostra prigionia, all'inizio dell'anno, al decimo giorno del mese, la mano del Signore venne verso di me, per portarmi laggiù; là essa mi ripose su di un'alta montagna, ove stavano edificando qualcosa simile ad una città."
 
Ezechiele, che non può sapere dove in realtà è stato portato, pensa di trovarsi in una qualche regione di Israele.

"Davanti al tempio, sotto la porta di accesso stazionava un uomo di aspetto metallico che in mano aveva una squadra ed un cordoncino di seta".
(...)

sabato 29 dicembre 2012

2013













Il 2013 nella Numerologia vibra con il 6. Se si somma il 
 2 + 0 + 1 +3 = 6

Il numero 6 rappresenta l’ordine e la giustizia, è l’equilibrio della bilancia. È un numero perfetto perchè è la somma di

 1 + 2 + 3 = 6

E' anche l'espressione dell’equilibrio e lo rafforza con la somma di:
 1+1+1+1+1+1= 6 2+2+2=6 3+3=6

Il 6 è un numero che cerca la verità senza grandi conflitti.
La sua immagine è la stella di David

È un anno in cui si deve fare servizio, pensare al bene comune, al mondo perché se lavoriamo per gli altri, miglioriamo anche noi.

Tendenze:
Positive: Responsabile, umanitario e serviziale
Neutrali: Organizzatore e invadente
Negative: Irresponsabile, disordinado, guidicante

Un dettaglio particolare del 2013 è che contiene il 20 e il 13, la frequenza della regenerazione e del risveglio, è la frequenza naturale che sta in linea con il tempo lunare, solare, pianetario, galattico e i nostri corpi si equilibrano in questo ciclo naturale.
Terra - Universo; è la frequenza matematica che usavano i Maya. 

Dal 21 Dicembre stiamo entrando a recuperare questa frequenza 13:20 per lasciare la 12:60 imposta per sbilanciare il nostro ritmo naturale.
 Vi Auguro uno splendido anno !!!! Vibrando nella pace, amore e luce !!! GURU ATMA KAUR.

venerdì 21 dicembre 2012

UFO 1996: Il caso Varginha

L'evento di Varginha è il caso di incontro ravvicinato del terzo tipo più importante mai avvenuto in Brasile e forse nel mondo. La sua importanza equivale a quello del famossimo caso di Roswell a livello di significato… ma una Roswell moderna, con testimoni civili a decine e morti inspiegabili, spaventosamente più agghiaccianti.

Varginha è una piccola città industriale di 120 mila abitanti, si trova nello stato di Minas Gerais a un centinaio di km da Rio de Janeiro.
Il 20 di gennaio del 1996, intorno alle 10 del mattino il NORAD, il sistema di Difesa Aerea integrata del Nord America, individuò sui suoi radar uno o più oggetti volanti non identificati che erano entrati nell'atmosfera terrestre nei pressi del Nuovo Messico e che furono subito intercettati dai caccia dell'U.S. Air Force inviati ad abbatterli.

Un veicolo alieno sembrò precipitare verso la zona di Varginha. Il governo brasiliano fu subito allertato e in un momento il cielo fu invaso da numerosi aerei da trasporto mentre i Berretti Verdi statunitensi della base di Panama furono mobilitati d'urgenza. Nello stesso momento centinaia di abitanti di Varginha osservarono nel cielo degli oggetti a forma di sigaro, tra cui quello che sembrava in avaria, come mostrano le foto e il filmato girato da uno dei testimoni dell'avvistamento. 

Verso le 3 del mattino, il signor E. Freitas e sua moglie furono svegliati da un forte boato proveniente dal terreno confinante al loro. Spaventati, i due coniugi avvisarono la polizia militare che era già in allarme, mentre i pompieri di Varginha si recavano sul luogo. Ovviamente la coppia rimase sorpresa dalla rapidità in cui il convoglio militare arrivò dal campo militare, situato infatti a 25 km dalla città.
Verso le 10 del mattino, i militari catturarono una creatura con una specie di cappio legato all'estremità di un bastone e la condussero al campo militare dove i livelli di sicurezza erano massimi.
Delimitarono una zona di sicurezza intorno al luogo dell'impatto e gli stessi soldati cacciarono via un testimone che si trovava in zona, un derattizzatore che due ore più tardi due poliziotti fermarono in un bar, intimandogli fermamente di tacere su ciò che aveva visto. Nello stesso momento i pompieri furono chiamati a causa di una strana creatura che si aggirava tra le strade della città, distante circa 2 km dal luogo dell'impatto che era gia stato invaso dalla folla.

Tre giovani ragazze che rientravano dalla scuola presero una scorciatoia passando da un giardino e notarono uno strano essere accovacciato contro il muro di una proprietà. Le ragazze spaventate scapparono via e una volta a casa descrissero ai loro familiari l'essere di forma umanoide "simile ad un diavolo". Numerosi testimoni diedero la stessa versione nel descrivere l'alieno disegnando un suo ritratto. Dissero di aver visto un "essere orribile alto circa 1 metro, occhi rosso-sangue, braccia sottili e lunghe". Spaventati da ciò che avevano appena visto avvertirono subito i militari, i quali catturarono la creatura facilmente senza che questa opponesse alcuna resistenza. Sembrava debole, malata e sofferente a causa di una frattura alla gamba.

Più tardi si seppe che la stessa notte una terza entità fu catturata sul ciglio di una strada, ma questa volta con tre camion di soldati ben equipaggiati i quali trasportarono l'essere verso l'ospedale, dove già regnava la più totale confusione tra militari, pompieri e servizi segreti. Alle tre del mattino dopo, una colonna di camion partì dall'ospedale dirigendosi verso l'università dell'UNICAMPI, dove erano allestiti due laboratori di massima sicurezza.
I poveri esseri restarono nell'ospedale circa 48 ore prima di essere trasferiti, ma uno di loro era gia morto, infatti alcuni soldati furono visti mentre trasportavano una piccola bara e uscire da una porta secondaria. L'operazione fu condotta molto velocemente dai militari e ben realizzata, ma non furono altrettanto bravi a dare spiegazioni alla popolazione riguardo all'accaduto.
Ciò sta nel fatto che in quella particolare giornata ci furono tanti testimoni che raccontarono fatti talmente assurdi, cambiando la loro versione originale perché in evidente imbarazzo e timore a causa del condizionamento da parte dei militari, quindi era evidente che non si sentivano liberi di parlare apertamente di ciò che avevano visto. La testimonianza del comandante Calza a capo del convoglio era che "la gente aveva scambiato una donna nana accovacciata per un extraterrestre e che trasportarono d'urgenza all'ospedale".

Uno dei soldati che parteciparono alla cattura della creatura, Marco Eli Cherese di 23 anni e autista di uno dei due camion della polizia militare, morì qualche giorno dopo la missione di cattura dell'alieno. Si dice che dopo quella notte, rientrato a casa, il ragazzo avvertì dei forti dolori alla schiena e successivamente un aumento di febbre con graduale stato di paralisi. Ragione questa che lo spinse immediatamente a ricoverarsi all'ospedale del Bon Pastor dove venne isolato perfino dalla sua famiglia che non lo vide per diversi giorni. La natura del suo decesso rimase sconosciuta, solo alla sua ragazza fu concesso di assistere ai suoi funerali e nessun'autopsia fu realizzata sul suo corpo. La cosa strana è che anche l'alieno che era venuto a contatto con il poliziotto morì, ma molto più rapidamente. Pare che al momento del contatto fisico con l'essere all'altezza dell'anca, batteri di tre tipi diversi avvelenarono il suo corpo in pochi giorni. Alcuni mesi dopo il funerale del ragazzo, la causa del suo decesso era ancora sconosciuta. Sembra che la ragione della mancata autopsia sia dovuta al fatto che si temeva il rischio di una contaminazione.
 
Sotto la pressione dell'opinione pubblica, il Generale C. Râpe comandante della locale base militare brasiliana tenne una conferenza in tutta fretta dove negò di aver partecipato insieme alle sue truppe a quel "non avvenimento" e negò anche la presenza del militare Cherese nella notte del recupero dell'alieno.
La popolazione della città sembrò essere stata condizionata e per questo si non parlò più di quell'evento. Però il 29 aprile del 1996, alle ore 22, quattro uomini in nero si presentarono a casa delle due sorelle, Liliane e Valquiria, testimoni dell'avvistamento della creatura, per chiedere loro di cambiare la versione dei fatti in cambio di una forte somma di denaro contante.
Gli uomini entrarono in casa senza chiederne il permesso e chiusero la porta a chiave. Domandarono alla loro madre se aveva problemi economici, quale erano i loro desideri e se avevano un lavoro. La madre rifiutò la forte somma di denaro che i quattro uomini le proposero in cambio di un'intervista alla televisione nazionale, ma le promisero che sarebbero tornati.
 "Questo caso era troppo rilevante per mentire così spudoratamente" affermò la madre. Assillate ogni giorno dalla presenza di queste "persone", le tre donne finirono col vivere una vita di inferno dopo quell'evento.
 
Più di 80 ufologi parteciparono allo studio di questo caso storico. L'inchiesta permise anche di scoprire che due mesi dopo, un'altra creatura dello stesso tipo fu avvistata nello zoo della città, cinque animali morirono senza una ragione apparente nell'aprile del '96.
Nel 2003 il Dottor Roger Leir, chirurgo statunitense specializzato nell'estrazione di impianti di natura sconosciuta, decide di interessarsi al caso Varginha incontrando il collega brasiliano che aveva avuto a che fare con una delle entità catturate. 
 
Leir tenne con lui un colloquio di tre ore all'Hospital Regional di Minas Gerais e allo stesso tempo poté verificare le versioni dei vari testimoni di allora. Il dottore, che non ha voluto rivelare il suo vero nome, rivelò nuovi dettagli. Affermò che l'essere era vivo quando al momento che era arrivato in ospedale e comunicava con lui telepaticamente mentre gli curava le sue fratture, come se le sue mani fossero guidate automaticamente, ma non ha poi divulgato l'intero messaggio che aveva ricevuto. Ma una parte lamentava che "gli esseri umani hanno perso la parte più grande della loro spiritualità".
 
Il Dr. Leir ha comunque potuto condividere la sua esperienza sugli impianti extraterrestri con il suo collega e pubblicato il libro "Gli extraterrestri catturati a Varginha in Brasile: il nuovo Roswell". Molti tra i ricercatori e i soliti "ufologi di comodo" sono scettici riguardo a questa faccenda, ma le prove a nostro avviso sono molte e quasi inoppugnabili. Quello che si è verificato a Varginha è l'ennesima prova del terrore che hanno le autorità terrestri riguardo al fenomeno Ufo: che si sia trattato di creature "strane" e non umane è fuor di dubbio, così come è certa una pericolosità "non cosciente" di quegli esseri dovuta alla presenza sulla loro pelle di batteri mortali per noi (come i nostri per loro).

Rigoberta Menchù sul calendario Maya

Rigoberta Menchú lamenta el mal uso
y las burlas hacia el calendario maya
 
 Rigoberta Menchú lamenta el mal uso y las burlas hacia el calendario maya

La ganadora del Premio Nobel de la Paz hizo un llamado a la sociedad para dejar a un lado la idea sobre el fin del mundo


MÉRIDA, Yucatán (Notimex) — La Premio Nobel de la Paz, Rigoberta Menchú, quien arribó el domingo pasado a Yucatán, México, lamentó "el mal uso" del calendario maya con la difusión de un supuesto fin del mundo, y llamó a revalorar el mensaje de paz y renovación que en realidad heredó dicha civilización.

"Es un buen momento para la reflexionar y pedir perdón por todo el daño a la humanidad", dijo durante la conferencia La cultura maya en el siglo XXI, dentro del Festival de la Cultura Maya 2012.

La promotora de los derechos indígenas se pronunció contra la errónea interpretación que se ha dado al calendario maya y que ha sido motivo de "burla en diferentes países", sobre todo Estados Unidos.

"Es una falsedad que se acaba la humanidad, porque eso es algo de mucho tiempo atrás. Debemos aprovechar para pedir perdón de todo lo malo que hemos hecho a lo largo de nuestra existencia", dijo.

Según Menchú existe "una total ignorancia del manejo del calendario maya", y "el sensacionalismo nos ganó. El 22 de diciembre, los mayas hablaremos de lo que significa el sagrado calendario maya".

Exhortó a la sociedad a realizar un "rito espiritual dejando atrás la religión para enfocarse en un encuentro propio. Hay incertidumbre en la humanidad. Es una burla lo que se ha hecho desde Hollywood sobre el calendario maya.

"El 21 de diciembre dediquen un momento para dar gracias a la vida, al sol, a la luna. Interactúen con el sol y la tierra, mediten, es una fecha espiritual para pedir perdón. El 22 esperen la salida del sol. será ahí cuando los mayas hablemos", indicó ante estudiantes, catedráticos y funcionarios de gobierno reunidos en las instalaciones del Gran Museo del Mundo Maya.

Fuente: CNN México
 
La ganadora del Premio Nobel de la Paz hizo un llamado a la sociedad para dejar a un lado la idea sobre el fin del mundo


MÉRIDA, Yucatán (Notimex) — La Premio Nobel de la Paz, Rigoberta Menchú, quien arribó el domingo pasado a Yucatán, México, lamentó "el mal uso" del calendario maya con la difusión de un supuesto fin del mundo, y llamó a revalorar el mensaje de paz y renovación que en realidad heredó dicha civilización.

"Es un buen momento para la reflexionar y pedir perdón por todo el daño a la humanidad", dijo durante la conferencia La cultura maya en el siglo XXI, dentro del Festival de la Cultura Maya 2012.

La promotora de los derechos indígenas se pronunció contra la errónea interpretación que se ha dado al calendario maya y que ha sido motivo de "burla en diferentes países", sobre todo Estados Unidos.

"Es una falsedad que se acaba la humanidad, porque eso es algo de mucho tiempo atrás. Debemos aprovechar para pedir perdón de todo lo malo que hemos hecho a lo largo de nuestra existencia", dijo.

Según Menchú existe "una total ignorancia del manejo del calendario maya", y "el sensacionalismo nos ganó. El 22 de diciembre, los mayas hablaremos de lo que significa el sagrado calendario maya".

Exhortó a la sociedad a realizar un "rito espiritual dejando atrás la religión para enfocarse en un encuentro propio. Hay incertidumbre en la humanidad. Es una burla lo que se ha hecho desde Hollywood sobre el calendario maya".

"El 21 de diciembre dediquen un momento para dar gracias a la vida, al sol, a la luna. Interactúen con el sol y la tierra, mediten, es una fecha espiritual para pedir perdón. El 22 esperen la salida del sol. será ahí cuando los mayas hablemos"
, indicó ante estudiantes, catedráticos y funcionarios de gobierno reunidos en las instalaciones del Gran Museo del Mundo Maya.

Fuente: CNN México

domenica 9 dicembre 2012

Tibet: "strane" rivelazioni

Le favole del Tibet
    Autore: Joël Labruyère
    Messo in linea il: 19.10.12
    Estratto da Tibet: La Guerra Occulta

    Ne ho sentite di stranezze sul comportamento dei vari governi nel mondo, ma questa mi ha lasciata davvero a bocca aperta. Lo scenario è ... come dire... aaahhh non saprei proprio come definirlo! e forse è pure meglio così. Non voglio esprimere opinioni su quanto è scritto nell'articolo che sto ospitanto qui, perché nonostante la fonte pare sia attendibile, esito a crederci. Ma resta il fatto che, comunque sia, è sempre e solo la popolazione ignara a pagare le conseguenze di certe scelte.

    Da mezzo secolo, il popolo tibetano geme sotto la zampa dell’orco cinese, ma sapevate che al di là delle apparenze, i governi cinese e tibetano stanno attuando una farsa di cui una loggia segreta ha curato la messinscena?
    Le rivelazioni che seguono saranno un duro colpo per gli idealisti: è il colpo di grazia finale o quello che ci risveglia dal torpore delle favole che si raccontano sul Tibet?
    Il Tibet mitico è un luogo sacro della moderna cultura profana. Il popolo tibetano e le sue credenze sono diventati la buona coscienza della nostra civiltà materialista che ha annientato le proprie tradizioni. Dall’esilio del quattordicesimo Dalai Lama, il Tibet appare come un’isola vergine che non sarebbe mai stata contaminata dal peccato originale, come se il buddismo tibetano fosse avvolto per sempre nelle nevi eterne della purezza politica e morale.
    Per scoprire che cos’è davvero il Tibet e il lamaismo, avventurandosi al di là del Viaggio di una parigina a Lhasa o di Tintin in Tibet, e senza farci impressionare dalle prosternazioni degli intellettuali convertiti, abbiamo intervistato un Tibetano di antica stirpe. Un orientale che per un attimo accetta di disfarsi del suo sorriso perenne per parlare con sincerità di cose proibite, cosa assai rara.
    Il signor Bhodyoul vanta, tra i suoi antenati buddisti della confraternita dei Lohan, sia dei lama Karmapa (berretti rossi) sia dei Gelugpa del lamaismo ufficiale (berretti gialli), quindi non è propriamente un settario. Grande erudito e spirito libero, conosce la storia e le cineserie della politica asiatica. Ma la cosa più preziosa è che ha precise conoscenze della magia tibetana, senza la quale i sogni del Tibet non potrebbero ammaliare l’Occidente.


    J.L.: Signor Bhodyoul, lei è un Tibetano di nascita che ha preso la cittadinanza di un Paese europeo dove ha svolto una carriera commerciale fino all’età del pensionamento, verso gli anni Novanta. Ha lasciato il Tibet all’età di 14 anni con i suoi genitori e sua sorella, che ora vive in America. Non mi dilungo oltremodo sulle sue origini per motivi di sicurezza, perché vi sono buone ragioni per credere che un Tibetano troppo loquace non sia molto gradito.
    L’immagine che abbiamo dei suoi compatrioti è quella di lama eruditi che si occupano della salvezza delle anime e, più prosaicamente, di questioni immobiliari. Per quanto riguarda i Tibetani laici, ci vengono presentati come un popolo mite, sempre allegro e contento della propria sorte, nonostante la crudele repressione della Cina.
    Una volta la nostra intellighenzia non tollerava critiche nei confronti di Stalin; ora gli intellettuali atei non finiscono più di elogiare il Tibet e il suo capo teocratico, intronizzato ambasciatore della pace e della saggezza. Lei invece ritiene che tutto questo sia una messinscena, o peggio ancora, un pericolo, una vera calamità! Si presenta quindi come un apostata del lamaismo, uno spirito libero che non si riconosce nel ritratto dell’esiliato martire che è stato tracciato dai suoi compatrioti della diaspora. Secondo lei questo esilio ha consentito di portare a termine una strategia di conquista iniziata da secoli. Ci riferiamo in particolare a una conquista occulta che lei denuncia come l’organizzazione di una confraternita che opera nei retroscena del lamaismo.
    Ci ha contattato senza declinare la sua cittadinanza, con un accento indefinibile che potrebbe essere tedesco, inglese o perfino olandese. Parla un ottimo francese ma non è cittadino francese. Certo, potrebbe essere un agente della Cina o appartenere a un clan opposto ai Gelugpa a capo del governo tibetano in esilio, ma ho buoni motivi per ritenere le sue rivelazioni fondate, perché collimano con altre fonti affidabili. Le sue rivelazioni fanno esplodere la politica delle società segrete e delle religioni ufficiali che servono loro da paravento. In questa sede sono rivelati i più alti interessi delle logge che tirano i fili nell’ombra. Ha qualche precisazione da aggiungere a questa presentazione sommaria?

    Bhodyoul: È raro che un asiatico esiliato sia loquace quando si tratta di fatti in cui sono coinvolti i Cinesi e il governo tibetano in esilio. Fossi solo non sarebbe un problema, ma bisogna evitare che la mia famiglia venga individuata. Dando troppi dettagli sulle mie origini, sullo statuto della mia famiglia e su ciò che faceva mio padre o i miei antenati, credo che gli agenti cinesi e tibetani, per non parlare della CIA, potrebbero ritrovarmi.
    Dirò semplicemente che sono originario della regione di Gyantsé, a un centinaio di chilometri a nord del Bhutan. Senza compromettermi troppo aggiungo che i miei antenati sono originari del Kashmir, come molti buddisti indiani che fuggirono dalla repressione dei brahmani. Si rifacevano alla tradizione degli antichi Arhat.
    La maggior parte si è dissolta tra la Cina e il Gobi. Rimangono solo leggende sui Lohan, «coloro che cantano in modo dolce» dai quali i lamaisti hanno mutuato la scienza dei mantra, facendone tuttavia un uso rovesciato, o satanico, come dite voi in Occidente.
    Quindi sono buddista, ma della stirpe della «Buona Legge» degli Arhat di PuTo. Un arhat è un «liberato»: così si chiamavano i discepoli del Buddha che avevano raggiunto la Liberazione.
    In cinese, arhat si dice lohan, da qui il nome dato alle confraternite fuggite dall’India verso Nord, un esodo iniziato intorno al primo secolo a. C. che si è protratto fino al XIV secolo. Poi il lamaismo, chiamato anche «buddismo tibetano», ha soverchiato tutto, imponendoci uno Stato teocratico la cui teologia non è più buddhica nel senso originale. Vedremo in seguito perché.
    Perfettamente distaccati, i Lohan avevano fatto voto di non resistere ai loro nemici. Si supponeva che detenessero la vera scienza spirituale che libera l’anima dall’attaccamento al mondo dell’illusione, mentre la scienza del lamaismo ne fa un uso completamente opposto, rafforzando le illusioni.

    J.L.: I Tibetani sono molto presenti nei media, come mai?

    Bhodyoul: Sono molti coloro che si interessano alla politica della Cina e non saranno certo i loro vecchi amici inglesi a smentirmi: gli Inglesi non sono mai lontani.
    I media presentano i miei compatrioti come anime pure che si occupano di metafisica, mentre invece si tratta di un popolo di fieri guerrieri la cui storia è costellata di lotte tra clan opposti. I principi dei clan e gli abati dei monasteri sono sempre stati in guerra per la supremazia, gli uni chiamando in aiuto la Cina e gli altri avvalendosi dei Mongoli, a tal punto che i nostri vicini hanno sempre creduto di essere di casa in Tibet.
    Dopo tutto, quando si insediò nel 1949 la Cina comunista si sentiva nel suo buon diritto, dato che ufficialmente il Tibet è un protettorato cinese. Anche gli Inglesi ci invasero, nel 1904, e la Russia avrebbe potuto sentirsi a casa propria, visto che alcune repubbliche socialiste erano di confessione lamaista, come la Mongolia che sta rialzando la testa.
    Vorrei ricordare che il titolo di Dalai Lama esiste soltanto dalla fine del XVI secolo. Fu Altan Khan, il discendente di Gengis Khan, che lo conferì a Gyamtso, il cui nome significa «oceano», che in lingua mongola si dice dalai. È quindi un titolo onorifico mongolico, se capisce cosa intendo dire...

    J.L: È vero che il primo Dalai Lama fu nominato dai Mongoli per buoni e leali servizi?

    Bhodyoul: Sì, perché a quei tempi i Gelugpa, i berretti gialli, erano divisi in due clan nemici, in guerra anche con i Karmapa e altre fazioni. È davvero troppo complicato da spiegare, perché in Asia le alleanze si fanno, si disfano e si rinsaldano continuamente. Sönam Gyamtso, che era abate del monastero di Depung e capo dei Gelugpa, chiamò in soccorso i Mongoli. Il titolo di Dalai Lama è quindi una ricompensa di guerra. È come se gli Inglesi avessero nominato Napoleone imperatore! Non so se mi capisce. È difficile da seguire. Sappia comunque che prima del suo esilio, l’attuale Dalai Lama incontrava il grande diplomatico Ciu En-lai, in occasione delle sue visite a Nuova Delhi.
    Il Panchen Lama, da parte sua, il capo del potere reale del Tibet, si è sempre mostrato favorevole ai Cinesi. Esistono legami occulti indistruttibili.

    J.L.: Ora capisco perché i Cinesi dicono che il Tibet è sempre stata una provincia del loro impero. La rivoluzione comunista ha solo creato un fossato ideologico. Ci sarebbe quindi un interesse comune, al di là dei regimi e delle credenze religiose?
    In effetti è sorprendente constatare come i Cinesi, comunisti e atei, ci tengano all’incarnazione del bambino Panchen Lama! Dicono di detenere le prove occulte dell’incarnazione legittima di un tulku-fantasma, cosa assai strana per degli atei incalliti...

    Bhodyoul: Naturalmente la divisione ideologica è soltanto di facciata. Quando entrarono in Tibet, nel 1949, i Cinesi rispettavano la religione fino al momento della rivolta dei guerrieri Khampa che un tempo si erano opposti alla Cina. Era una provocazione dei Cinesi o un pretesto per scatenare l’esilio del Dalai Lama? Mi sono fatto la mia idea a questo proposito. Il Dalai Lama lasciò il paese accompagnato dal suo seguito composto di un centinaio di persone. Questo è inspiegabile, perché non si capisce come mai un gruppo così numeroso abbia potuto sfuggire alla vigilanza dell’esercito cinese che controllava strettamente il Potala e i dintorni di Lhasa, sorvegliando la frontiera dell’India. A quell’epoca non era difficile accerchiare completamente la modesta città di Lhasa e le strade verso l’India erano ben vigilate. Non si è mai visto un sovrano che prende la fuga in incognito con il suo seguito, i suoi servitori e i suoi bagagli attraverso centinaia di chilometri di montagna, sfuggendo alle strumentazioni, agli aerei e agli indicatori di un esercito moderno.

    J.L.: Sta diventando davvero interessante. Vuol dire che il Dalai Lama sarebbe fuggito con la complicità dei Cinesi con uno scopo politico preciso?

    Bhodyoul: Non è certo a un vecchio asiatico che si può far credere che un convoglio facilmente reperibile, guidato da un capo di governo sotto alta vigilanza, sia scomparso di notte nell’Himalaya per ricomparire misteriosamente in un palazzo di Nuova Delhi, soprattutto sapendo che l’India non aveva alcun motivo per irritare la Cina comunista. E durante quel periodo, il Panchen Lama – il vero capo del Tibet – sarebbe rimasto tranquillamente nel Paese? Perché non è fuggito, proprio lui, che i Tibetani riconoscono come il loro capo spirituale?
    Ciò significa che non esiste una nazione tibetana in esilio, poiché l’autorità reale è rimasta sul posto ai comandi del Paese che, secondo un accordo riconosciuto dalle grandi nazioni, rimane un protettorato della Cina.

    J.L.: È un punto di vista al quale non siamo abituati. Parliamo del misterioso Panchen Lama, il «Papa nero» del lamaismo. È praticamente sconosciuto, e il Dalai Lama, per il quale i media stravedono, ha l’aria di una bella farfalla che volteggia qua e là, lanciando occhiatine e incantevoli «Tutti sono belli, tutti sono gentili». Lei ritiene che sia un usurpatore perché non ha mai rappresentato il potere reale del Tibet? Constatiamo che gli Americani gli fanno assumere il ruolo di ambasciatore della pace per servire la propaganda del Nuovo Ordine Mondiale di cui è il cantore.

    Bhodyoul: Non sono solo gli Americani che lo stanno manipolando, bensì i suoi maestri segreti di Shigatsé. Ritorneremo su questo argomento a proposito della «Grande Loggia orientale».
    Il titolo di Panchen Lama risale all’inizio del secolo. Fu conferito all’abate di Tashilhunpo che divenne la vera autorità spirituale del Tibet. Il Dalai Lama e il Panchen Lama sono riconosciuti come due «incarnazioni», rispettivamente di Avalokitesvara e di Amitabha che, per semplificare, sono due ipostasi del pantheon tibetano. Questi due «spiriti» si reincarnano continuamente, e lei sa con quali mezzi vengono riconosciuti da bambini: è stata ritrovata la ciotola dell’uno e gli stivali dell’altro; il viso del cadavere dell’uno si è girato in direzione del villaggio in cui sarebbe rinato ecc... Tutto questo appare incantevole agli Occidentali che si stupiscono davanti a questi fatti miracolosi. Questo sistema di reincarnazione in vasi chiusi, chiamato «tulku», permette di concentrare un enorme potere e di mantenere il sistema ininterrottamente.

    J.L.: In effetti, se gli stessi spiriti ritrovano la loro funzione anteriore devono disporre di una padronanza inaudita. Sono come re che regnano al di là del tempo. Eppure non vediamo nessuna evoluzione, nessun altro scopo se non quello magico, poiché questa società, con i suoi riti, è rimasta immutata fin dal Medio Evo.

    Bhodyoul: Lo è solo dall’esterno, perché in realtà c’è un’attività intensa nel cuore del sistema lamaista. Vi sono potenti pensatori dietro a questa facciata, e questi cervelli hanno lanciato idee che gli Occidentali credono di loro invenzione. Ora stiamo entrando nel vivo dell’argomento.
    Il buddismo tibetano dispone di tutta una serie di pratiche magico-rituali davvero eccezionale, poiché ha riunito i sistemi magici degli yogi tantrici, le conoscenze metafisiche e mediche degli Indù e le tecniche sciamaniche arcaiche. Tutto questo è avviluppato in una teologia buddhica che è una sintesi tra le correnti indiane e cinesi.

    J.L.: È avvenuta la riforma di Tsongkhapa, da cui è scaturita la tradizione Gelugpa rappresentata dal Dalai Lama?

    Bhodyoul: Questa grande riforma dell’inizio del XV secolo ha fatto del lamaismo una religione organizzata e centralizzata in modo analogo al Vaticano. Il Dalai Lama ne è diventato il capo amministrativo, mentre il Panchen Lama, il capo spirituale, è relegato in secondo piano. Cerco di semplificare e questo sembrerà riduttivo agli orientalisti, ma poco importa perché quello che sto per raccontare è loro completamente sconosciuto.

    J.L.: Sono colpito da certe similitudini tra il cattolicesimo romano e il buddismo tibetano, sia sul piano dell’organizzazione sia per quanto riguarda lo scenario ritualistico, le pratiche devozionali, la vita monastica, senza tralasciare la gerarchia sacerdotale con i suoi voti. Si dice che queste due forme di religione abbiano origini atlantidee. Vi è forse stato un influsso di Roma sul Tibet o viceversa?

    Bhodyoul: Oggettivamente sappiamo che, a partire dal XIV secolo, in Tibet sono entrati dei missionari cattolici che hanno ricevuto buona accoglienza. Non è una cosa del tutto scontata.

    J.L.: Nel XIV secolo! Ci hanno raccontato che il Tibet era sempre stato chiuso agli stranieri e in particolare ai missionari! È incredibile che dei religiosi cattolici siano stati presenti in Tibet già a quell’epoca, proprio quando iniziò la stirpe dei dalai lama...

    Bhodyoul: Tutto ciò che riguarda il Tibet è disinformato. I primi missionari del XIV secolo erano francescani, ben prima che sbarcassero i gesuiti, che allora non esistevano ancora evidentemente. Per quanto riguarda i cappuccini, circolano leggende a proposito del loro gusto per certe forme devozionali deviate in sessualità depravata.
    I gesuiti, da parte loro, sono degli occultisti che hanno sempre cercato di appropriarsi delle pratiche magiche delle culture che hanno infiltrato. Non conosciamo i dettagli della loro presenza in Tibet ma è storicamente provato che Padre Antonio d’Andrade vi fu accolto nel 1624 dove soggiornò per diversi anni, seguito da altri gesuiti portoghesi – i padri Cabral e Cacella – che vissero a Shigatsé intorno al 1630, sotto la protezione dei principi del Tang. Gesuiti protetti da principi tibetani hanno abitato a Shigatsé, il santuario della Grande Loggia Bianca! Ne abbiamo le prove.

    J.L.: La cosa comincia a diventare eccitante! Se i gesuiti erano in Tibet fin dall’inizio della stirpe del Panchen Lama, considerato il «papa segreto dei Tibetani», possiamo supporre che abbiano influito su un’organizzazione il cui capo assomiglia stranamente al Generale della Compagnia di Gesù. Non va dimenticato l’aspetto marziale in tutto questo: si tratta di ordini religiosi strutturati come un esercito pronto a combattere.
    Si dice che il Papa del Vaticano sia il «papa bianco» in opposizione al «papa nero», il generale dei gesuiti. Inoltre questi gesuiti si insediarono a Shigatsé, la città esoterica per eccellenza, la residenza dei capi occulti del Tibet, che la Teosofia ha chiamato i «maestri di saggezza della Grande Loggia Bianca». Vi è correlazione tra i gesuiti e la famosa «Grande Loggia» del Tibet?

    Bhodyoul: Ha fatto centro. Complimenti, perché sono pochi i ricercatori così perspicaci. Conosco solo un paio di esoteristi che sono a conoscenza di questi fatti e che sanno interpretarli come si deve. Secondo le mie ricerche, la fondatrice della Teosofia, Helena Blavatsky, che rivelò al mondo l’esistenza della confraternita segreta del Tibet, non sapeva della presenza dei gesuiti a una data così antica, ossia quasi contemporaneamente alla nascita del lamaismo moderno.
    Essa sembrava ignorare, a meno che non lo dissimulasse, che dei missionari italiani fossero stati accolti nelle lamaserie come studenti di teologia, e che avessero redatto dizionari e trattati in tibetano. Gli universitari occidentali hanno scritto le loro tesi partendo da autentici trattati di buddismo tibetano scritti da gesuiti! Mi segue?
    In ogni caso ogni tanto la Blavatsky, nonostante i suoi paraocchi da medium, aveva qualche sprazzo di lucidità. Tuttavia era così fanaticamente legata alla «Loggia orientale» da soprassedere sulla presenza dei gesuiti a Shigatsé, la città sacra dei suoi iniziatori occulti. Per lei sarebbe stato un blasfema osare sollevare il velo che pretese di aver strappato nel suo libro Isis svelata. Isis non è stata affatto svelata.
    Le dirò un segreto sulla sorte della signora russa che ha fondato la Teosofia: essa venne imprigionata magicamente da una fratellanza massonica occidentale, perché rifiutava di piegarsi alle loro condizioni. Venne in seguito liberata dalla Loggia orientale che in questo modo la pose sotto una camicia di forza occulta ancora più soffocante.
    È la sorte dei medium di alto livello. In queste condizioni, quando denunciò con veemenza il dominio dei gesuiti d’Occidente, Helena Blavatsky aveva dimenticato di essere diventata lo zimbello dei lama gesuiti dell’Oriente. Nessuno può sfuggire al veleno dopo aver osato avvicinarsi al nido di serpi della «Loggia planetaria».
    In ogni caso sono riconoscente alla Blavatsky per averci messo sulla pista della Loggia orientale, poiché i miei compatrioti tibetani sono lungi dall’immaginare ciò che si cela dietro ai loro riveriti lama.
    Il fatto storico che dei gesuiti abbiano infiltrato il lamaismo è di estrema importanza per capire la politica del Nuovo Ordine Mondiale e gli accordi segreti stipulati tra la Grande Loggia orientale, il Vaticano e le società segrete occidentali.

    J.L.: È assai preoccupante quando si sa che l’ordine interno dei gesuiti persegue un piano di conquista mondiale sotto la copertura della religione. Se ne può dedurre che il loro piano passi per il Tibet e che, in un modo che ancora ci sfugge, i Tibetani collaborino con i gesuiti in vista di instaurare una teocrazia mondiale che dovrebbe assumere la forma di una religione ecumenica.

    Bhodyoul: Se permette le dirò di più. Un gesuita del 1630 che diventava studente in una lamaseria era di fatto riconosciuto e iniziato in quanto monaco lamaista, il che significa che alcuni lama tibetani sono, in realtà, dei padri gesuiti. Ne troverete facilmente le prove nei libri di storia che non hanno nulla di esoterico, come per esempio in La civiltà tibetana del professor R. À. Stein1. Infatti, a questo proposito, le cose non sono dette chiaramente poiché agli universitari viene raccomandato di non andare a rovistare troppo. Alcuni indicano che la presenza gesuita in Tibet risale a partire dal XVIII secolo, ossia quattro secoli dopo le prime visite dei missionari occidentali! Sappiamo tuttavia che anche alcuni principi della casa di Orléans si recarono in Tibet.
    Conoscendo il gusto dei gesuiti per la magia e la politica, possiamo dedurre che la loro presenza a Shigatsé sia il segno di un accordo speciale tra l’Ordine gesuita e la «Grande Loggia orientale». Non pensiamo troppo in fretta che l’uno possa bluffare l’altro, ma risulta che a un momento storico il potere reale che sta dietro il Vaticano abbia negoziato con il potere occulto orientale. Si tratta di fatti realmente accaduti.

    J.L.: Il Panchen Lama, che lei considera come il papa occulto del Tibet, sarebbe direttamente connesso con la mitica «Grande Loggia Bianca»?

    Bhodyoul: Per motivi politici e occulti, i panchen lama sono sempre stati vicini ai Cinesi, il che spiega perché l’ultimo – morto alla fine degli anni Ottanta – era rimasto in Tibet per poi stabilirsi in Cina. Si può interpretare come un segno che il vero potere spirituale sia rimasto in casa e che i Cinesi l’abbiano sempre protetto, se non se lo sono addirittura accaparrato. Molti aspetti rimangono completamente segreti, e i Tibetani stessi si trovano nello stesso stato di ignoranza sulla loro gerarchia dei cattolici nei confronti della politica segreta del Vaticano.
    Questi sono i fatti: il Panchen Lama di Tashilunpo risiede vicino a Shigatsé, dove i Teosofi hanno localizzato il centro degli iniziati della Loggia orientale. Inoltre uno di questi iniziati, noto negli ambienti teosofici e new age con il nome di Djwal Khool, ha ammesso di assumere funzioni in una lamasseria. È lui il Panchen Lama, il capo spirituale del lamaismo? Oppure il Panchen Lama, detto anche Tashi Lama, dal nome del suo luogo di residenza Tashilunpo, è solo una copertura?
    Il buddismo tibetano ufficiale sembra ignorare l’esistenza dei suoi capi occulti, il che è la norma nel sistema chiuso di una società segreta il cui cerchio più esterno ignora l’esistenza di quello interno, per cui nessuno riesce ad avvicinarsi al nucleo. Si distinguono almeno tre cerchi sul piano fisico:
    1. Quello più ampio è il lamaismo ufficiale esposto nelle vetrine delle librerie e nei media come IL riferimento in materia di spiritualità. Dispone di un’infrastruttura di migliaia di centri culturali e di monasteri su tutta la superficie del globo, e il suo capo, il Dalai Lama, è la star dei media. Sono state le logge a porlo su questo piedistallo, altrimenti non sarebbe più famoso di qualsiasi altro capo di una minoranza religiosa, sia essa curda o amerindia. È la facciata commerciale, il sorriso e le belle parole. È di un’abilità straordinaria e i suoi capi vanno fieri di lui.
    2. In secondo luogo viene il potere reale rappresentato dal Panchen Lama. La diplomazia cinese ne dissimula il ruolo, a tal punto da asserire di detenere il bambino destinato alla successione al titolo di Panchen Lama.
    3. Infine c’è il nucleo occulto della loggia di Shigatsé, città vicina a Tashilunpo, la residenza del Panchen Lama. Possiamo pensare che questi funga da anello di congiunzione tra il nucleo interno della Loggia orientale e il lamaismo di facciata. Questo nucleo ideologico è diventato mitico attraverso gli scritti teosofici che ne parlano come di una confraternita di esseri immortali che dirigono l’evoluzione umana. È vero che dispongono di poteri eccezionali, fra cui quello di reincarnarsi nel corpo di loro scelta, ma non per questo sono esseri liberati.
    Al contrario, si tratta piuttosto di entità ritardatarie assolutamente legate al piano terrestre che, a loro volta, servono interessi politici superiori. Usurpano i titoli e i nomi dei grandi santi e degli iniziati dell’Antichità. Tutto questo è cinema sullo schermo del grande illusionista Mara.

    La guerra magica

    J.L.: Esiste un’abbondante letteratura sui maestri segreti della Loggia del Tibet. Chi si trova nel cerchio interno di questa loggia orientale? E quale scopo si prefigge?

    Bhodyoul
    : Ho scoperto tutto questo in occasione delle ricerche che ho condotto in Occidente, perché i miei amici eruditi tibetani sono ignoranti sulla propria religione quanto lo sono i cristiani sulla loro. Non ho quindi ricevuto alcun aiuto sotto questo aspetto, ma ripensandoci talvolta mi sovvengono ricordi di gioventù che illuminano il lato nascosto della cultura in cui sono stato allevato. Posso affermare con certezza che le leggende sulla «Grande Loggia Bianca» degli iniziati d’Oriente sono un inganno, perché non esiste una confraternita segreta che si esteriorizza pubblicamente. Tutt’al più potrebbe rivelare la sua esistenza prima di mutare a un altro livello. Tutti quelli che affermano di essere stati in contatto con la «Loggia dei maestri del Tibet» e che si definiscono «discepoli dei maestri» sono stati ingannati da intermediari.

    Innegabilmente esiste una fratellanza segreta che veglia sull’umanità, ma non è della natura che immaginiamo in base al condizionamento religioso ricevuto nella nostra infanzia. I suoi scopi segreti non vanno nel senso del nostro idealismo. A proposito di idealismo, vedremo come la cosiddetta «Grande Loggia Bianca» si avvale del nostro sentimentalismo per farci sognare una serie di illusioni romantiche, riversate nell’atmosfera a partire dal Tetto del mondo.

    Sostengo di poter dimostrare che i riti del buddismo tibetano sono negativamente magici e che le lancinanti ripetizioni di invocazioni hanno uno scopo preciso, direi perfino una funzione scientifica. Ciò che ho scoperto è stato corroborato da alcuni chiaroveggenti, molto rari al momento. L’organizzazione del lamaismo è centralizzata e gerarchizzata per rispondere a norme di magia collettiva: le tecniche di meditazione e di visualizzazione non hanno lo scopo di liberare lo spirito, ma di emettere flussi di energia che sono accuratamente canalizzati e diffusi sulla terra. Si tratta di una gigantesca centrale di produzione energetica che si avvale di decine di migliaia di organismi umani, perfettamente preparati per generare un flusso telepatico che parte dal Tetto del mondo, la cui situazione geografica è ottima per emettere onde verso l’Occidente. Questa stazione emette da secoli sulla frequenza delle nostre aspirazioni e dei nostri ideali. Vi spiegherò come funziona, poiché si tratta di una scienza esatta.

    J.L.
    : Prosegua pure. Cercheremo di seguire anche se ciò richiede un certo sforzo. Da quanto mi ha confidato, questa scienza sarebbe la chiave assoluta per capire la funzione di una gerarchia sacerdotale?

    Bhodyoul
    : L’aria pura delle altitudini dell’Himalaya è particolarmente buona conduttrice per emettere segnali telepatici di qualità. Questi segnali sono proiettati con forza grazie ai riti ripetitivi che si svolgono giorno e notte da svariati secoli. Per questo motivo esiste una doppia gerarchia: quella degli iniziati della Grande Loggia Bianca che selezionano il contenuto dei messaggi, e quella dei lama che dinamizzano queste emissioni telepatiche mediante i loro esercizi spirituali, senza tuttavia conoscerne il vero significato.
    Le migliaia di città-monasteri sugli altopiani del Tibet, che ospitavano fino a 800 monaci, perseguivano uno scopo ben diverso dallo studio dei sutra e la meditazione sulla vacuità. Si tratta della maggiore operazione di propaganda di tutti i tempi, ben più potente dell’Islam o di Roma, poiché il lamaismo opera in segreto: il vero potere è segreto.

    J.L.
    : Prima di proseguire, se si parla di similitudine di mezzi e obiettivi tra i lama e i gesuiti, è proprio perché utilizzano le stesse tecniche di visualizzazione. Questo metodo di proiezione mentale sarebbe alla base del sistema di conquista telepatica degli occultisti orientali?

    Bhodyoul: Esatto. Gli esercizi di Ignazio di Loyola sono calcati sulle tecniche dello yoga tantrico indiano che fu adattato dai lama. Inoltre, il processo di risveglio che si attribuisce a Loyola al momento della sua «illuminazione» si è avvalso della tecnica tantrica di sublimazione dell’energia sessuale. Questo ci indica che Ignazio di Loyola, il santo venerato dalla Chiesa cattolica, è in realtà un iniziato venuto dall’Oriente per compiere una missione in seno al cattolicesimo.
    Subito dopo aver fondato il suo Ordine a Roma nel XVI secolo, Loyola inviò alcuni missionari in India, in Giappone, in Cina e in Tibet per chiudere il circuito. Ciò spiega perché, fin dall’inizio del XVII secolo, i gesuiti abbiano trovato una buona accoglienza nelle lamaserie. In certo qual modo ritrovarono le loro radici. Bisognerebbe verificare se Tsongkahapa, il fondatore dei Gelugpa di cui il Dalai Lama è il capo, non si sia incarnato nella persona stessa di Ignazio di Loyola, dopo aver saldamente instaurato il suo sistema di lamaismo, riformato sul modello della gerarchia cattolica.

    Loyola è nato in Spagna verso il 1490, ossia 70 anni dopo la morte di Tsongkhapa (1419), il che è un periodo accettabile per la reincarnazione di un tulku-fantasma. Aggiungiamo che la Spagna è la porta d’ingresso degli spiriti venuti da altre civiltà che si incarnano per la prima volta in Europa. È sconcertante constatare quanto la riforma di Tsongkhapa, fondatore del lamaismo moderno, assomigli all’ordine ipercentralizzato di Ignazio di Loyola. L’uno fa appello al Buddha e l’altro a Gesù con un dogmatismo e un desiderio di dominio molto simili, mentre le loro pratiche rispettive non sono né buddiste né cristiane, ma affondano le radici nello yoga e nello sviluppo dei poteri psichici.


    Constatiamo che questi due gruppi hanno operato secondo strategie apparentemente opposte, come se fossero in competizione, il che rientra certamente in un piano coerente a un livello superiore. Infatti, mentre il Vaticano lanciava le sue truppe attraverso il mondo per ottenere conversioni con la spada, i Tibetani hanno operato in modo statico, concentrandosi sul Tetto del mondo per diffondere il loro influsso mediante la telepatia. Oggi sono scesi in pianura per portare a termine la loro grande opera.

    Hanno fondato centri in tutti i paesi del mondo. Ecco a cosa può servire l’esilio, sulla scia della diaspora ebraica che ha esteso una rete internazionale controllata dai rabbini con la Legge mosaica e il Talmud. I lama tibetani si sono ormai insediati in tutti i paesi, mentre cinquant’anni fa erano soltanto un pugno di rifugiati senza risorse. Di sicuro il denaro non manca.

    J.L.
    : Da dove viene il denaro? Ce ne vorrà moltissimo per mantenere queste migliaia di monaci improduttivi e versare la pensione alle eminenze del lamaismo che hanno il rango di vescovo, mantenendo nel contempo un gigantesco parco immobiliare di monasteri e centri culturali. Hanno beneficiato di favoritismi, come se un’organizzazione fantasma rimuovesse qualsiasi ostacolo davanti a loro e firmasse assegni in bianco. Nessuna religione minoritaria gode di simili privilegi: generalmente le comunità sono denigrate.
    Le sette tibetane non sono nel mirino dei cacciatori di sette, che preferiscono prendersela con le minoranze cristiane dalle regole più flessibili. È come se dei contadini della Borgogna, della Dordogna o della Bretagna si svegliassero un bel mattino trovando un monastero tibetano in fondo al loro campo, e all’ora dell’aperitivo si dicessero: «Per la nostra salvezza, ecco ancora dei santi lama scesi dall’Himalaya che ci portano il prezioso gioiello nel Loto». Lo stesso vale in Scozia, in Russia o alla Martinica. Ovunque!
    C’è qualcosa di strano, ma tutti lo trovano normale, salvo alcune rare menti che si interrogano sul ruolo eminente concesso a questo buddismo delle nevi nella costituzione di una nuova religione mondiale. Stando alla quantità di libri tibetani esposti nelle librerie esoteriche si direbbe che ci vogliono convertire per forza. Perfino dei simpatizzanti del buddismo provano un certo malessere, come se si trovassero davanti a un’esibizione impudica. Chi sta dietro a questa propaganda grossolana, così poco in armonia con i principi buddhici?

    Bhodyoul
    : Andiamo a vedere chi finanzia: sappiamo che gli Americani versano una rendita al Dalai Lama e che gli sponsor gesuiti aiutano molto, il che permette di interrogarsi sul loro patrimonio. Pare che i gesuiti siano in possesso di banche fondate sul saccheggio dell’oro degli Indiani d’America centrale e delle loro piraterie in Asia. Si sono inoltre arricchiti grazie al traffico di schiavi: si trovavano infatti nell’ombra dei conquistatori, e i loro uomini di mano servivano per le basse manovre. Ma questo ci discosta dal vero problema. Qual è il fine politico della gerarchia tibetana? Ecco cosa dobbiamo capire.

    J.L.
    : Lei ha parlato di un arsenale di «illusioni mentali» che avrebbe condizionato l’attuale cultura mondiale sotto i suoi aspetti politici, culturali, scientifici e religiosi. Questa analisi può sembrare incredibile a molti, ciò nondimeno crediamo che non possa esservi altra spiegazione alla piega che sta assumendo la civiltà planetaria con i suoi valori fittizi e falsamente generosi che ci sono imposti a colpi di propaganda.
    Come hanno potuto i grandi maghi del Tibet – poco importa chi siano – imporci comportamenti e un modo di vita che crediamo originati dalla modernità?

    Bhodyoul
    : Cercherò di risponderle nel modo più chiaro possibile se accetta di aprire la mente a informazioni esoteriche che risultano inammissibili nella sua cultura. Per noi orientali la telepatia non è un mistero ma un fatto del tutto banale. Mentre voi eravate occupati a conquistare il mondo per costruire il vostro impero materiale, noi abbiamo sviluppato altre facoltà.
    I poteri psichici di uno yogi non hanno nulla di miracoloso, basta concentrarsi e prendersi il tempo necessario. Alcuni riescono a levitare e a raccontare facezie varie, tanto spettacolari quanto sterili dal punto di vista spirituale.
    Quando si radunano centinaia di migliaia di yogi in seno a un’organizzazione centralizzata per allinearsi sulla stessa frequenza psichica avvalendosi di appositi rituali, si mette in moto una fabbrica mentale di una potenza nucleare. Qualsiasi yogi può ottenere un enorme potere di concentrazione grazie a tecniche di visualizzazione. I metodi vantati come sistemi di meditazione per calmare lo spirito utilizzano immagini di divinità che bisogna riuscire a far vivere con l’immaginazione.
    Il Lama che medita sull’immagine di una dea deve finire per vederla, come se la trovasse davanti a sé in carne e ossa. Poi deve imparare a dissolverla, il che non è semplice. Capisce la portata di questi esercizi? È esattamente ciò che fanno i gesuiti con gli esercizi di Sant’Ignazio che sono stati introdotti in tutti gli ambienti religiosi, in parallelo con il buddismo tibetano.
    Una volta ottenuta questa padronanza del mentale, è facile immaginare i risultati che si possono ottenere riunendo migliaia di monaci yogi che compiono un rituale magico alla stessa ora! Il Tibet ha sempre funzionato con centinaia di migliaia di yogi formattati in questo modo, di livelli diversi certo, ma il cui il collettivo sprigionava una potenza inimmaginabile.
    Questa è soltanto la macchina di propulsione – il carburante – poiché, sopra la fabbrica, vi sono operatori consapevoli che sanno utilizzarla nei momenti propizi in funzione del corso del sole e dei ritmi planetari.

    J.L.
    : È comprensibile, ma a che scopo? Se è per l’evoluzione, perché i Tibetani hanno sostenuto Lenin e Hitler?

    Bhodyoul
    : Ciò che la inganna è il concetto di evoluzione storica. C’è un progresso della civiltà, ma è relativo. Le menti che dirigono i flussi telepatici giocano sui registri degli ideali di progresso e di evoluzione.
    Sono in grado di inviare ingiunzioni che noi crediamo essere nostre aspirazioni. Ciò spazia dalle utopie politico-sociali al messianismo, passando per i buoni sentimenti.
    Se si vuole mantenere il controllo, occorre proporre un’illusione positiva, salvo poi opporle degli orrori per rendere ancora più auspicabile la speranza in un mondo migliore.
    È vero che i lama tibetani hanno appoggiato Hitler. Alcuni nazisti si sono recati in Tibet per essere iniziati ad alcuni segreti esoterici. La scelta della Svastica come emblema del nazionalsocialismo ne è il miglior esempio. Ma i Tibetani hanno ingannato i sognatori nazisti e per finire ne hanno favorito la sconfitta. Quanto a Lenin, è stato un adepto della Loggia orientale. Questa Loggia di «maestri di saggezza» ha fatto strage, poiché la maggior parte degli orrori sono usciti dal suo cilindro, con in premio la New Age e l’ideale del migliore dei mondi.

    Ma torniamo agli aspetti tecnici della centrale telepatica. In natura esistono sette livelli di energia, sette qualità che spaziano dai solidi all’etere superiore. Questo etere superiore riempie lo spazio e la sua qualità è così sottile che è in grado di riflettere le idee. In alcuni momenti propizi, flussi di pensiero sono inviati nell’atmosfera gravandosi nell’etere.
    Alcuni centri dell’uomo sono sensibili a questa frequenza vibratoria, come la ghiandola pineale che gli Antichi consideravano la sede dell’anima. È così che il cervello fotografa le idee che sono nell’aria. Se l’idea è in armonia con la vostra aspirazione personale, essa sarà accolta dalla vostra coscienza che se ne appropria. Di conseguenza, risponderà con una riflessione consapevole, e voi reagirete a questo impulso. Poi questa risposta ritorna alla fonte di emissione ed è così che gli operatori verificano l’effetto delle loro proiezioni grazie alla tecnologia occulta. Cercherò di riassumere.
    È la prima fase del test. Un’idea viene lanciata sul mondo verificando se trova rispondenza nelle menti-bersaglio che si desidera influenzare. Se il test è positivo, si comincia a intravederne l’impatto attraverso coloro che «si gasano» con questa nuova idea. Sono coloro che lanciano le mode e i movimenti d’opinione. Quindi viene inviata una seconda emissione telepatica, questa volta di natura emotiva, stimolando la qualità di etere al di sotto di quella precedente, detto «etere luce». Lasciamo perdere i termini della tradizione esoterica e il sanscrito.

    Per questa operazione che mira all’emozionale, vengono utilizzati rituali magici a suon di musica, canti, danze, gestuali sacri, incenso e altri ingredienti. La corrente sarà diretta verso coloro che hanno ricevuto il primo «collegamento» e che vi hanno reagito in modo positivo.
    Per i maghi operatori si tratta quindi di imprimere il loro messaggio nel nostro sangue al fine di armonizzare l’emozione con il pensiero, la testa e il cuore sono collegati all’idea che risulta pertanto come una nostra creazione. Ci scaldiamo per questa «idea generosa» e siamo pronti ad agire per realizzarla. Sto riassumendo un procedimento molto complesso. A questo stadio di preparazione, gli scrittori e coloro che sono i propagandisti dell’idea in voga si fanno carico della fase di condizionamento successiva. Potete verificare questo processo se seguite l’evoluzione della società attraverso lo specchio dei media.
    Ma, il più delle volte, il fatto stesso di prestarvi attenzione ci collega a nostro scapito. Non se ne vuole rimanere fuori. È mal visto essere una persona malinformata, così come lo è essere reazionari ecc. In qualsiasi posto andiamo, qualsiasi cosa facciamo, la propaganda si insinua in noi. Vedrete che ce n’è per tutti i gusti e tutte le sensibilità.
    Al livello più basso dell’operazione di influsso telepatico siamo infine mobilizzati dall’istinto di propagazione che ci spinge a diffondere le nostre idee a causa del desiderio fondamentale di procreazione e sopravvivenza.

    Allo stadio più materiale, gli operatori vegliano affinché la nostra alimentazione sia adeguata al risultato che si vuole ottenere. Riflettete per esempio sulla volontà dei nostri governanti di snaturare il cibo. Chiedetevi in questo momento che cosa nascondono le manipolazioni genetiche dei prodotti naturali. Questo indica la soglia di condizionamento che è stata raggiunta a livello delle nostre facoltà superiori. Vi darò ora la risposta a molte questioni di natura ecologica, come l’aumento della radioattività, così necessario per portare il sistema nervoso a un livello vibratorio negativo.
    Cosicché questo processo morboso finisce per renderci assolutamente convinti della verità delle idee che ci hanno inculcato in modo subliminale e, allo stadio finale, questa operazione può trasformarci in cani poliziotti dell’ordine stabilito. Sto pensando a coloro che leggeranno le mie spiegazioni iconoclaste sul lamaismo tibetano e che ne saranno scioccati! Non dispongo certo dei mezzi magici della «Grande Loggia Bianca» per convincerli. Io parlo come un essere ordinario, mentre loro vogliono credere solo alle autorità.
    Spero che queste spiegazioni sommarie siano sufficienti, perché in realtà ci vorrebbe un vero e proprio trattato tecnico che sarebbe del tutto indigesto. Ognuno potrà rifletterci per conto suo, e se è attento ai segnali dei tempi capirà cosa voglio dire.

    J.L.
    : In effetti è difficile immaginarsi come possano esserci cervelli che coordinano una simile operazione. Ma sapendo che si tratta di spiriti dotati di facoltà sovrumane, possiamo ammettere questa macchinazione. Ripensandoci, ciò spiega la reale destinazione di questi monasteri e dei rituali di cui non riuscivamo proprio a vedere l’utilità spirituale. Rimane ancora un punto da chiarire, ossia lo scopo di questo gioco.
     
    Bhodyoul: È probabilmente l’aspetto più difficile da capire: gli spiritualisti classici vi diranno che è salutare che esista una fratellanza che faccia evolvere la civiltà umana. È l’argomento che ritorna sempre: l’evoluzione! I «maestri» ci aiuteranno a evolvere di era in era, e questo piano è così grandioso che non siamo in grado di comprenderne i metodi. Questo si fonda sul dogma di un’evoluzione ascendente verso un mondo sempre più perfetto.
    Benché assolutamente contraria ai fatti e all’entropia universale, questa idea è il dogma dominante nella nostra cultura. Pensiamo che tutto andrà sempre meglio, che ci eleviamo vita dopo vita verso le altezze della perfezione, fino a diventare simili a dèi.
    Nella maggior parte degli ambienti spiritualisti, questa teoria non ha più alcuna contraddizione, poiché senza di essa la vita diventerebbe assurda. Confutare questo dogma evoluzionista non è più tollerato, e se vi azzardate a farlo vi prendono per un nichilista.
    Eppure la teoria dell’evoluzione progressiva verso la perfezione è una fonte di sofferenza e di disillusione infinite quanto la stessa evoluzione. Secondo le più antiche tradizioni, l’evoluzione gira in tondo e il tempo si morde la coda descrivendo dei cerchi infiniti, finché decidiamo di uscirne. Bisogna uscire dal cerchio del tempo: è lo scopo della vera religione, ossia l’immortalità.
    Ma le potenze che vivono nel tempo ciclico non vogliono che vi sfuggiamo, perché ciò significherebbe la fine di questa messinscena.
    Il messaggio originale del Buddha era un appello e distaccarsi dal sortilegio del circuito dell’evoluzione chiusa, ma i guardiani del sistema temporale hanno risposto diffondendo la dottrina dell’evoluzione progressiva. Essi dicono: «Col tempo diventerete degli dèi su una terra perfetta. Non cercate un’altra via d’uscita». Ora chiediamoci: da quanto tempo è nell’aria questa idea e da chi proviene? L’evoluzionismo è forse un concetto religioso tradizionale? Rientra negli insegnamenti dei grandi saggi del passato? Non si tratta forse di un’interpretazione contraria al suo significato originale? Ognuno si ponga queste domande, io non intendo sostituire un dogma con un altro. Tuttavia osserviamo che l’evoluzionismo spirituale è un’idea moderna specifica, diffusa dai lamaisti e dagli adepti della Teosofia orientale per i quali è un’idea fissa, il dogma assoluto, la doxa suprema.

    J.L.: Che cos’ha di così importante? In fin dei conti, è solo un’idea, e le idee cambiano col mutare delle epoche. Ma lei ha senz’altro ragione quando afferma che i grandi saggi come il Buddha e Gesù Cristo non hanno mai predicato l’evoluzionismo spirituale, ma piuttosto il distacco dall’illusione dell’esistenza mediante uno sforzo radicale nel corso della vita presente.

    Bhodyoul: Voglio semplicemente mostrare che questa teoria ci è stata ispirata dalla Grande Loggia orientale, proprio quella che ha fondato l’organizzazione del lamaismo allo scopo di irradiare questa idea e tutte le illusioni che ne derivano. Mi spiego: se riescono a convincerci che un’idea può rispondere alla questione essenziale dell’esistenza, significa che possono condizionarci ad accettarne le applicazioni in tutti i settori della vita. Vorrei cercare di essere il più chiaro possibile...
    La teoria evoluzionista si può applicare soltanto ai fenomeni naturali e solo in modo relativo, poiché tutto è ciclico e le cose ritornano sempre al punto di partenza. Per questo gli antichi Indù e le altre civiltà hanno suddiviso il tempo circolare in quattro cicli disuguali: l’Età d’Oro, l’Età d’Argento, l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro. Dopo l’Età del Ferro ritorna l’Età d’Oro e così via...
    Ciò concerne soltanto la storia del mondo, motivo per cui la tradizione universale dice che il germe dell’identità umana non è toccato da questi cicli. La nostra anima sarebbe quindi posta in queste condizioni di cambiamenti senza che ne cambi il carattere immutabile in quanto particella divina.

    J.L.: È questa l’idea tradizionale?

    Bhodyoul: Con qualche variante, è il fondamento della filosofia eterna, la philosophia perennis. Studiando i miti sacri delle rivelazioni religiose originali, constatiamo che dicono tutti la stessa cosa. Ma non appena queste religioni si instaurano nel tempo, rovesciano il loro messaggio iniziale a fini temporali.
    Con il tempo, bisogna durare e la sopravvivenza temporale soppianta la ricerca dell’eternità. Durante il ciclo attuale, la cosiddetta «Età Nera», è scritto che la verità è perduta, soppiantata da illusioni così lusinghiere che noi esseri umani le adottiamo come se fossero la «verità».
    Per l’uomo civilizzato, non c’è niente di più gradevole che sentirsi dire che è un dio in evoluzione, che si sta via via avvicinando alla perfezione. Tale perfezione può essere vista come un fine individuale o sociale e, in questo caso, la scienza compierà la salvezza redentrice. Il dogma dell’evoluzione vince su tutti i piani, sia su quello scientifico che su quello spirituale. Il progresso diventa una religione che porta nuove speranze costantemente rinnovate.
    In questa «Nuova Era» dell’Età Nera, la spiritualità è vissuta come una successione di miglioramenti psichici con la promessa ultima di raggiungere il Nirvana. La ricerca del sacro si cancella davanti allo sviluppo personale. Quindi appaiono necessariamente numerose illusioni, che trovano tutte le porte aperte. È il regno del «sempre di più e sempre meglio» con risultati incontestabili a certi livelli, ma senza aver risolto il problema fondamentale della vita e della morte.
    È così che da alcuni secoli vi sono idee che hanno preso il potere. Un’idea non esce mai dal vuoto, è sempre il prodotto di un cervello pensante. Nel caso specifico la Loggia orientale pretende di aver portato l’idea di un progresso spirituale per il pianeta e i suoi abitanti. Questo progresso dovrebbe instaurare un regno divino sulla terra, sopprimendo tutti i mali, compresi la malattia e la morte. È la loro ideologia, ed è naturale che seduca i più. Ma, attenzione, è solo un’ideologia che vuole conseguire il Bene in opposizione al Male.
    Questo idealismo è reattivo ed è possibile che non sia assolutamente in armonia con le leggi cosmiche. Se si tratta di un’illusione tipica dell’Età Nera, significa che coloro che la diffondono vi hanno un interesse vitale. A giudicare dalle forze dispiegate per convincerci delle loro idee, questa propaganda deve senz’altro garantire loro un progresso. Capisce questo obiettivo di alta politica?
    Stanno mettendo a punto una civiltà completamente incentrata sulla speranza del progresso materiale e dell’evoluzione spirituale. Perché lo fanno? Perché questo sforzo? Perché questa enorme macchinazione per condizionare le masse unificandole intorno a illusioni lusinghiere come l’unità, la pace e la fratellanza umana?
    Esistono illusioni per ogni tipo umano, dal bruto agli esseri più raffinati. Se non siete ricettivi a un’illusione lo sarete a un’altra che si accordi meglio al vostro stato d’essere. Ho già descritto prima come fanno per farci abboccare.

    J.L.: È abbastanza facile sfuggire a un’impressione mentale di un ordine degradato o troppo negativo, ma nessuno sfugge alle illusioni piacevoli, soprattutto quando si tratta di ideali apparentemente nobili e umanisti.

    Bhodyoul: Ha capito il problema dei tempi moderni. Non si può sfuggire alla civiltà nemmeno se ci si rifugia in una grotta. Bisogna adeguarsi e stare attenti a non farsi prendere. Colui che si abbandona rischia di perdervi l’anima, convinto di migliorarsi. È questa l’Età Nera. Ma non vorrei drammatizzare oltre modo, perché credo nella forza dello Spirito e nella liberazione ultima.

    J.L.: Può fare qualche previsione sulle prossime scadenze planetarie? Chi avrà la meglio?

    Bhodyoul: La posso subito rassicurare, a meno che lei non condivida la mia visione, il che sarebbe del tutto comprensibile dato che molte persone dal cuore aperto sono attualmente il bersaglio di una doppia illusione, sia attraverso l’esaltazione per un mondo migliore, sia mediante la depressione di fronte alle perversità dell’epoca. I tempi sono difficili e questa depressione esprime un rifiuto di farsi prendere dalle illusioni che percepiamo vane e, in definitiva, generatrici di delusioni. Capisce la miseria degli ambienti new age, questa lotta per «stare meglio» aggrappandosi a regimi e a tecniche di sviluppo personale superficiali, il cui effetto positivo si manifesta soprattutto quando si abbandonano, mi segue? Le risparmio i dettagli su questo traffico.
    C’è qualche speranza che tutto questo cessi? Tutto dipende dalla nostra forza interiore nel rifiutare le sollecitazioni che sono nello spirito dell’epoca. Secondo fonti affidabili, la fratellanza orientale perderà la partita perché un’altra fratellanza è attualmente all’opera per eliminare il processo di soffocamento della coscienza.

    J.L.: Finalmente! Ecco quello che avevamo bisogno di sentirci dire. Mi permetto di dirle che lei è proprio un vero orientale: ha l’arte di condurci sull’orlo del baratro per meglio tenderci la mano al momento della caduta. Cosicché lei sostiene che i suoi compatrioti lamaisti perderanno la partita perché un’altra fratellanza romperà il piano del Nuovo Ordine Mondiale? È una bella prospettiva per coloro che soffrono sotto il giogo del mondo moderno.

    Bhodyoul: Anzitutto, vorrei fare una puntualizzazione sui monaci tibetani. I miei compatrioti non sono la causa, ma le vittime della loro pietà. Sono magicamente oppressi, mantenuti reclusi sotto la gogna di una religione retrograda di origine atlantidea. Sono i tulku-fantasmi i colpevoli, coloro che ci utilizzano come bestiame per le loro mire politiche di conquista mondiale. Certo, non hanno ancora toccato il jocker che dovrebbe dar loro un po’ di requie di fronte alla Fratellanza che li annienterà.

    J.L.: Gioca al supplizio cinese o a quello tibetano?

    Bhodyoul: La loro ultima carta sarà quella di proclamare che la speranza di tutti i popoli è finalmente soddisfatta, annunciando al mondo che il Cristo è ritornato sulla terra, e ciò con tutte le sfumature delle varie culture.

    J.L.: Abbiamo già parlato di questa faccenda. È un progetto della NASA per fare apparire degli esseri celesti.

    Bhodyoul: Sì, questo progetto prevede la produzione di ologrammi che imitano le divinità dei pantheon religiosi. Ma non ha mai pensato che la Loggia orientale può far apparire angeli ed esseri invisibili rivestiti di luce astrale? I nostri guardiani dell’«evoluzione», che sanno perfettamente influenzarci dal profilo filosofico, hanno anche il potere di soggiogare le creature dei mondi invisibili e di condurle fino alla soglia della nostra dimensione avvalendosi della magia. Quindi non si tratta solo di tecnologia: perfino gli angeli si fanno imprigionare.
    In ogni caso i fratelli orientali hanno preparato un essere che chiamano Maitreya – usurpando il nome del Buddha futuro – per fargli assumere il ruolo del Messia. Peraltro non sappiamo da cosa salverà la terra, visto che tutti i problemi sono stati creati dalla Loggia orientale insieme alle logge occidentali.
    Prima sabotano, poi cercano di venderci i loro servizi di riparazione. Sono bugiardi per principio perché è da milioni di anni che hanno imboccato la via dell’inganno e sono condannati a proseguire, pena il rischio di scomparire. Ma arriverà un momento in cui le loro abominazioni si ritorceranno contro di loro, e questo momento non è più così lontano. Tuttavia, devono andare fino in fondo affinché il loro giudizio sia sigillato. Per questo motivo le potenze superiori le spingono a sprofondare nella menzogna e la blasfemia.

    J.L.: Non viene loro ritirato il permesso di nuocere?

    Bhodyoul: Bisogna che lo scandalo emerga, in primo luogo per rispetto del libero arbitrio dell’umanità, poi perché le illusioni ci aiutano a prendere coscienza. La coscienza è la posta in gioco dell’Universo. Tutto questo è un gioco grandioso, e anche la sofferenza è un’illusione. Quindi una fratellanza segreta – che non lavora secondo l’asse est-ovest come quella dell’Himalaya – si sta opponendo alla strategia totalitaria della Nuova Era e dell’Ordine Mondiale.

    Sinceramente non ne so di più e non bisogna correre il rischio di tradire questo piano. Se questa fratellanza irradia da Nord a Sud, possiamo capire che incrocia l’asse Est-Ovest, in luoghi in cui imperversa una lotta titanica tra questi due gruppi magici. Aggiungerò che questa fratellanza del «Nord», ammesso che sia appropriato chiamarla così, non va confusa con la fratellanza spirituale regolare che si occupa della liberazione spirituale dell’umanità e da cui provengono i grandi messaggeri divini. Tale fratellanza non entra in lotta con le potenze terrestri.

    J.L.: Vorremmo sapere se questa fratellanza del Nord, come la chiama, ha per scopo di imporre un governo mondiale?

    Bhodyoul: No, altrimenti non si opporrebbe alla Loggia orientale che alimenta le illusioni mondialiste. La Fratellanza del Nord persegue tutt’altro scopo, ma in mancanza di informazioni dirette siamo costretti a fare illazioni. Credo che riflettendo sulle varie tesi si debba poter giungere alla verità. Stilando un elenco delle numerose illusioni propagate dalla Loggia orientale, si può trovare per eliminazione lo scopo dell’altra fratellanza. Si parla del ritorno del Cristo o di un Nuovo Ordine Mondiale? Si parla di una religione mondiale unica? Si parla di una società socialista tecnocratica? Si parla di un’utopia egualitaria? Si parla di una griglia di luce che circonda la terra e di maestri ascesi alla moda new age? Allora non è la Fratellanza del Nord, bensì la propaganda dei sempiterni spassosi del Tetto del mondo.
    Il programma di questa fratellanza segreta non è politico: vuole semplicemente riportare le condizioni planetarie in armonia con le leggi universali.
    Piuttosto che imporre un programma politico, tenta di scongiurare i pericoli più incombenti. Si tratta quindi di una forza pacifica che intende correggere gli errori e gli eccessi della Loggia orientale e di altri gruppi di Illuminati.
    Questa fratellanza dispone di una magia potente pur senza violare le leggi naturali e la coscienza umana. La sua comparsa ha gettato la Loggia del Tibet e il lamaismo in una grande paura, poiché questo gruppo ha ingaggiato una guerra totale contro questi manipolatori. Per questo motivo, i promotori dell’Ordine Mondiale sono occupati ad armarsi fino ai denti ponendo dispositivi di sorveglianza ai quattro angoli del pianeta per tentare di individuare il minimo movimento che possa costituire una minaccia. Un iniziato ha scritto:

    «La fratellanza lamaista tenterà di raggruppare le forze disperse, tentativo che comporterà inevitabilmente un'intensa produzione di energia.
    Il mondo materiale è popolato da diverse forme di vita; lo stesso vale per l’aldilà.
    Questa colossale lotta per l’esistenza adotterà sempre più il carattere di un campo di autodifesa. Avvalendosi della magia, la fratellanza lamaista cercherà di accrescere artificialmente, fino a raggiungere una temperatura febbrile, la tensione nervosa temporalesca che ha predominato nel mondo durante un periodo così lungo da incitare l’umanità a compiere azioni abbiette di cui in seguito si pentirà amaramente.
    Se questo tentativo fallisce – come speriamo e crediamo – in seno alla fratellanza lamaista si produrrà uno stato di crisi con conseguenti atti disperati che si manifesteranno mediante fenomeni di violenti fuochi nell’atmosfera, che risultano dalla grande costrizione di volontà dei maghi che impongono all’umanità i loro imperativi.»

    Ecco una dichiarazione di Djwal Khool, detto il Tibetano, che fu il portavoce della Grande Loggia Bianca fino alla soglia degli anni 1950. Egli comunicò attraverso Alice Bailey, la quale ne trascrisse i messaggi. I suoi insegnamenti costituiscono la bibbia dei guru e channel della New Age.
    Qui il Tibetano fa l’apologia della bomba atomica, considerata come un’arma divina. Questa ammissione è la prova inconfutabile della follia criminale dei maghi, pronti a far saltare il mondo per instaurare il loro Nuovo Ordine Mondiale.
    Per colui che comprende cosa significhi la violazione dell’atomo, alla base dell’ordine naturale, non sono possibili compromessi: l’energia nucleare apre il pozzo dell’abisso.
    Questi maghi hanno fatto man bassa sul lamaismo e su molte organizzazioni iniziatiche e religiose. Si fanno passare per le incarnazioni di Gesù, Buddha, Krishna, Hermes, Zoroastro, Pitagora e perfino di George Washington o di Giovanna d’Arco. Annunciano che la loro manifestazione pubblica è imminente. Essa inizierà con l’apparizione del Cristo-Maitreya, capo della loro religione mondiale, una grossolana parodia del ritorno del Cristo.
    Numerosi esseri sono stati ingannati attraverso la Nuova Era e la promessa di un’Età d’Oro. Un esercito di falsi profeti ciechi guidano gli inconsapevoli sulle vie dell’illusione.
    La Grande Loggia Bianca ha esteso il suo influsso a tutti gli organismi internazionali: l’ONU, l’UNESCO, l’Organizzazione Mondiale della Sanità... e le varie cerchie mondialiste, dove i suoi agenti Illuminati operano per la realizzazione del suo piano nelle sfere finanziarie, politiche e culturali.
    Alcuni adepti del Tibetano dicono che le nostre critiche fanno il gioco della «Loggia Nera», ma devono capire che, dal nostro punto di vista, la loro «Grande Loggia Bianca» è solo un collegamento della potenza oscura. La Loggia Bianca è un dipartimento della Loggia luciferina che è divisa in «bianco e nero». Gli spiritualisti sono ingannati dalle apparenze di saggezza e dalla sofisticheria gesuitica del Tibetano.
    La dichiarazione di Djwal Khool sulla bomba atomica non resiste all’analisi filosofica più del buon senso morale. Essa rivela che i maghi del Tibet sono allo stremo e che sono pronti a seminare il caos e il panico.
    Gli argomenti del Tibetano costituiscono un giudizio severo per coloro che tentano di giustificarli nonostante la grave patologia di queste dottrine. «L’atomo» è satanismo puro.

    J.L.: Perché l’energia atomica a fini «spirituali»?

    Bhodyoul: La Loggia orientale ha bisogno di elevare il livello di radioattività per intensificare il suo controllo sull’umanità. È un programma di inquinamento per metterci «sotto tensione». Rincarando la dose sui vantaggi della bomba atomica, il Tibetano ammette a un certo punto che «le esplosioni atomiche sotterranee permettono di eliminare avversari invisibili». Di che cosa si tratta?
    Alcune ricerche esoteriche mostrano che gli adepti della Loggia orientale tentano di distruggere alcune fratellanze che non vogliono partecipare al loro gioco o che vi si oppongono. Abbiamo pertanto capito che la funzione segreta della forza d’urto nucleare è di alimentare una guerra occulta con il pretesto di esperimenti «pacifici».

    Djwal Khool e la bomba su Hiroshima
    «In questo momento vorrei accennare al massimo evento spirituale che ha avuto luogo da quando è apparso il quarto regno della natura, il regno umano. Mi riferisco alla liberazione dell’energia atomica, di cui si parla nei giornali questa settimana (6 agosto 1945), in relazione al bombardamento del Giappone.
    Alcuni anni fa vi dissi che la nuova era sarebbe stata inaugurata dagli scienziati del mondo e che l’inaugurazione del regno di Dio in Terra sarebbe stato annunciato per mezzo di un’indagine scientifica riuscita. Con questo primo passo nella liberazione dell’energia dell’atomo ciò è stato compiuto, e la mia profezia è stata giustificata in quest’importante anno di nostro Signore, il 1945.»

    Alice Bailey, Esteriorizzazione della Gerarchia, Casa editrice Nuova Era, 1986.


    (e a questo punto, finita la pubblicazione relativa alla questione Tibet, sappiate che ci sarebbe pure dell'altro a cui collegare tutto questo... quindi se non vi spaventa "machiavellarvi" un po' - c'è da andare "fuori di testa"! - potrete continuare a leggere cliccando qui e... non dimenticate di cliccare sul tasto "chi siamo" eh?!)